Esclusiva – Carlo Paris: “Coronavirus? Competizioni da annullare e Olimpiadi da rinviare. Volevo Buffa alla RAI”

Stadiosport.it ha intervistato in esclusiva Carlo Paris, ex direttore di Rai Sport. Ecco le sue parole

È intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni di Stadiosport.it Carlo Paris, ex direttore dal 2014 al 2016 di Rai Sport.

Attualmente corrispondente per la Rai da Gerusalemme, ha iniziato al fianco di Gianni Brera, arrivando poi ad occuparsi per oltre 20 anni di calcio realizzando le interviste degli anticipi e posticipi di Serie A, seguendo la Nazionale, la Coppa italia e soprattutto la Champions League, anche da telecronista.

Nel 2006 vive da bordocampo il trionfo mondiale dell’Italia di Lippi. Caporedattore degli speciali di Rai Sport, ha vinto numerosissimi premi, tra i quali spiccano: Premio Don Pino Puglisi, Premio Beppe Viola, Premio Nicolò Carosio, Premio Cesarini.

Queste le sue parole rilasciateci in esclusiva:

Lo scorso sabato è scomparso Gianni Mura. Da molti è considerato l’erede di Brera. Lei che ha lavorato con quest’ultimo lo ritiene tale?

«Assolutamente si, ne è stato l’erede indiscusso. Aveva una qualità professionale e cultura incredibile. Era un giornalista a tutto tondo, un grande editorialista. Credo che moltissime persone, non solo i giornalisti sportivi, attendessero con ansia la sua rubrica “Sette giorni di cattivi pensieri” in cui veniva fuori, a differenza di Brera, l’aspetto socio-politico. Era un punto di riferimento per etica, di valori dello sport e della società».

Nel 2014 è stato nominato direttore di Rai Sport. Durante il suo mandato ha portato l’HD ma c’è chi gli è andato contro. Rifarebbe le stesse scelte?

«Le scelte delle quali vado orgoglioso, oltre all’HD, è quella delle persone scelte, come l’aver portato Trapattoni e Zeman a “La Domenica Sportiva”. Sono stati fiori all’occhiello della rete come del resto lo è stato Giampaolo Ormezzano a “Novantesimo Minuto”. Altre scelte a cui ho tenuto sempre molto, e continuo a farlo tutt’ora, sono Giusy Versace e Bebe Vio. I valori che arrivano dagli atleti diversamente abili sono un grande messaggio per tutti. Sono gli unici atleti che devono battersi con due avversari contemporaneamente: la loro disabilità e gli avversari. Nel mondo di oggi lo sport non può essere ridotto al solo calcio professionistico, che comunque merita ovviamente il proprio spazio, ma deve esserci spazio anche per i valori veri dello sport. Un’altra persona che sono orgoglioso di aver portato a Rai Sport è Mauro Berruto, che curava un suo angolo di sport, dei suoi valori e della società, fondamentali nel mondo di oggi. Non a caso oggi è amministratore delegato della Scuola Holden di Torino. Purtroppo, una cosa che non sono riuscito a fare è portare Federico Buffa in Rai. Aveva anche dato la sua disponibilità per realizzare dei programmi o per Euro 2016 o per Rio 2016. Buffa sa raccontare come pochi lo sport ed i suoi grandi campioni e personaggi».

Passiamo all’attualità. Favorevole alla ripresa o all’annullamento del campionato? Nel caso in cui non fosse possibile completare il campionato regolarmente, i playoff sarebbero cosa possibile oppure opterebbe per l’annullamento? Che idea si è fatto della diatriba tra Lotito e Cellino?

«Assolutamente favorevole all’annullamento. Nessun scienziato, purtroppo, è in grado di stabilire quando questo incubo finirà. Capisco gli interessi economici e delle televisioni, compresa la Rai, ma in questi momenti bisogna pensare ad altro. È una scelta obbligata. Playoff? Per rispettare i vari contratti che ci sono tra i club e le televisioni potrebbero andare bene. Certamente sarà un campionato del tutto atipico, lo si può chiamare anche falsato. Lotito – Cellino? Le liti nello sport non mi piacciono. In questo momento in cui si cerca di far stare le persone il più possibile a casa, mandare il messaggio che il mondo del calcio sia immune non è positivo, soprattutto per i giovani e per i bambini delle scuole calcio. Ciò non toglie che i calciatori, in quanto atleti professionisti, possano continuare ad allenarsi in posti sicuri ed isolati». 

Per la Champions e l’Europa League si stanno studiando diverse soluzioni (final four, final eight e la tradizionale eliminazione diretta, ndr). Le farebbe concludere o vedrebbe più di buon occhio un annullamento?

«Vanno annullate anche le competizioni europee. È bruttissimo che lo sport debba fermarsi. Se però si ferma tutto il mondo, è giusto che anche quello sport si fermi». 

Con il rinvio degli Europei, anche le Olimpiadi sono in stand-by. Secondo Lei sarebbe meglio rinviarle?

«La sola idea di poter ipotizzare le Olimpiadi è assurda. Credo sia scontato rinviarle. Il Canada ha già comunicato che non partirà per Tokyo. Speriamo di poter gioire il più presto possibile attraverso lo sport. Ora dobbiamo solamente stare fermi, soffrire e sacrificarci sperando che si torni alla normalità il prima possibile».

Roberto Gentili © Stadio Sport

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Roberto Gentili

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