Esclusiva – Gianmarco Barletta: “Ai Mondiali sono arrivato carico e con voglia di vincere”

Stadiosport intervista in esclusiva Gianmarco Barletta, assoluto protagonista nei Mondiali di tiro a volo (specialità fossa olimpica) di Osijek, dove ha ottenuto due ori e un argento nella categoria juniores: “Sono arrivato carico e con voglia di vincere a questo appuntamento. Ringrazio il CT Di Spigno per aver curato ogni dettaglio”.

È stato assoluto protagonista dei Mondiali di tiro a volo che si sono recentemente svolti a Osjek (Croazia). Grazie alle sue prestazioni, il tricolore è svettato per ben due volte sul gradino più alto del podio (due ori, nella gara individuale, e nel mixed team, in coppia con Marika Patera), ma il suo bottino personale si arricchisce di un argento conquistato insieme ai compagni Emanuele Iezzi ed Edoardo Antonioli.

Gianmarco Barletta, atleta classe 2002 del Gruppo Sportivo Fiamme Oro, ha dimostrato di avere stoffa e grande personalità in uno dei primi appuntamenti internazionali della sua giovane carriera. Stadiosport lo ha raggiunto per una piacevole chiacchierata.

Gianmarco Barletta, campione mondiale junior trap. Foto dall’account Instagram dell’intervistato (@gianmarcobarletta)

Innanzitutto Gianmarco, complimenti per l’ottimo Mondiale che hai disputato: due ori e un argento che ti rendono l’atleta azzurro più medagliato e coronano una stagione in cui hai già ottenuto risultati importanti (argento nel secondo GP giovanile FITAV): come sei arrivato a questo appuntamento? Ti aspettavi dei simili risultati?

Sono arrivato a questo appuntamento carico, fiducioso, determinato e con tanta voglia di vincere.
Ho dato il meglio di me e speravo di ottenere ottimi risultati”
.

Hai avuto accesso alla finale passando per lo shoot-off, che poi ha deciso anche il gold medal match contro il tuo compagno di squadra Iezzi: puoi aiutarci a rivivere quei momenti decisivi? Quali sono le maggiori difficoltà cui sei andato incontro?

Nei momenti decisivi bisogna cercare di gestire al meglio ” la testa” e vi assicuro che non è una cosa da poco”.

Ricollegandoci alla domanda precedente: nelle due finali disputate, fatta ovvia eccezione per l’evento a squadre, hai affrontato i tuoi compagni di Nazionale, Iezzi e Littamé: com’è stato, anche da un punto di vista emotivo, gareggiare contro atleti che già conoscevi così bene? Osservarli in allenamento può costituire, secondo te, un aiuto ulteriore per batterli in gara?

L’emotività è un sentimento che rientra spesso nel nostro sport, ma in una gara bisogna essere determinati e concentrati. L’allenamento e la gara sono due cose distinte”.

In un’intervista alla FITAV ho letto Sandro Bellini, coach della Nazionale skeet juniores, lamentarsi per i ritmi massacranti tenuti all’Europeo: tu non hai partecipato alla rassegna continentale, ma concorsi con queste affermazioni? Quanto dispendio di energie, fisiche e mentali, richiede partecipare a simili venti internazionali in un breve intervallo di tempo? Quanti carichi di lavoro e quanta pressione dovete gestire voi atleti?

“Il dispendio di energie, i carichi di lavoro e la pressione ci sono, ma fa parte del tiro a questi livelli”.

Il Mondiale azzurro si chiude con la delusione di non aver ottenuto neanche un pass olimpico. L’ultima medaglia a cinque cerchi, nel settore maschile, risale all’argento di Pellielo a Rio: visti tali presupposti, quale peso specifico assumono i successi di voi giovani agli ultimi Mondiali? Pensi che la tua generazione possa contribuire a risollevare il trap azzurro?

“Sono molto contento di aver contribuito ai successi mondiali e mi auguro che il trap azzurro continui ad averli”.

puoi raccontarci come hai mosso i primi passi nel mondo del tiro a volo? Come ti sei avvicinato a questo sport? Come sei arrivato a vestire la maglia della Nazionale? Cosa consiglieresti a chi volesse approcciare il vostro sport?

Sono arrivato a praticare questo sport facendo una prova su in campo di tiro. Da allora non l’ho più lasciato e dopo tanti sacrifici sono stato convocato in nazionale. Per chi volesse cimentarsi in questo sport consiglio di fissare da subito degli obbiettivi e di imparare da subito le basi fondamentali”.

I tanti successi ottenuti sono sicuramente merito del CT Di Spigno: c’è qualcosa per cui vorresti ringraziarlo? Quali obiettivi vi siete posti per il futuro?

Vorrei ringraziare il CT Di Spigno per la dedizione e la cura di ogni piccolo particolare. Questo ci ha permesso di poter affrontare la gara al meglio delle nostre potenzialità”.

Gennaro Iannelli © Stadio Sport

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