Emergenza Coronavirus, proposta dalla Francia: ripresa ad agosto per finire ad ottobre. La 2020-2021 a febbraio con pausa per Europei

In attesa di scoprire l’evolversi dell’emergenza Coronavirus, il presidente del Nizza, Rivere, lancia una nuova proposta: riprendere ad agosto e chiudere ad ottobre, poi inizio stagione 2020-2021 a febbraio con pausa estiva per gli Europei e conclusione entro fine ottobre-inizio novembre 2021 per allinearsi ai Mondiali in Qatar, in programma dal 21 novembre al 18 dicembre 2022 

Non si sa se, quando e come riprenderà il calcio. Non si sa se si riuscirà, e in quale modo, a concludere i campionati internazionali e le coppe europee, nonostante tutte le Leghe, le Federcalcio, la UEFA, l’ECA e la FIFA spingano per trovare soluzioni in questa direzione. 

In tal senso, la FIFA sta già organizzando un piano per affrontare la crisi economica che si verrà a creare. L’obiettivo è quello di ridurre al minimo le perdite per i club, anche attraverso il taglio degli stipendi dei calciatori e dei dipendenti che guadagnano cifre esorbitanti, fino ad un massimo pari al 50%, e la creazione di un fondo economico che possa aiutare i club più piccoli ad iscriversi alla prossima stagione.

Altra ipotesi che l’organizzazione calcistica mondiale sta vagliando è quella di prolungare la sessione estiva di calciomercato, regolarmente dal 1 luglio al 31 agosto, fino a dicembre, se non addirittura a gennaio o febbraio prossimo, così da creare movimento e plusvalenze, rendendo i bilanci i più conformi possibili all’utile o al pareggio. 

In realtà, anche la UEFA sta vagliando altre ipotesi, come quella di fermare o ridurre le condizioni del Fair Play Finanziario per una stagione, così da non creare un ristagno finanziario ed economico. 

D’altronde, in Italia la Lega Serie A deve lottare con le ingerenze delle pay-tv, che dovrebbero ancora corrispondere la terza ed ultima rata di questa stagione per l’acquisto dei diritti televisivi, per un’ammontare di circa 300 milioni di euro. 

In tal senso, nelle scorse ore la Lega Serie A ha presentato alla FIGC un dossier, che poi dovrà essere girato al Ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, nel quale i club della Serie A elencano le richieste d’aiuto al Governo: misure economiche per sostenere il costo del lavoro; un diverso piano di ammortamento; nuove forme di finanziamento, come le scommesse sportive; diversa organizzazione della vendita dei diritti sportivi; e, infine, misure utili per incentivare la costruzione di nuovi stadi. 

In realtà, si dovrà passare prima dal CONI, al quale si presenterà la richiesta per la cassa integrazione per i giocatori che guadagnano meno di 50 mila euro, la creazione di un fondo salva calcio utile per la ripartenza dei club in crisi di liquidità, e l’autorizzazione per tornare alle sponsorizzazioni delle aziende di scommesse, anche se solo per un anno. 

Insomma, la necessità di tornare a giocare sembra l’unica linea guida di tutte le istituzioni nazionali ed internazionali, che nei prossimi giorni dovranno prendere una decisione definitiva o, almeno, creare un calendario per la ripresa dei campionati, cercando di rientrare o di superare di poco, massimo 15-30 giorni, il limite massimo di giugno-luglio, nonostante le aperture verso l’utilizzo di agosto. 

Il problema, più che altro, è che per salvare questa stagione si rischia di non far partire, falsare o, addirittura, mettere a rischio la validità della prossima stagione 2020-2021, quella che poi porterà a disputare gli Europei, la Copa America e le Olimpiadi 2020, rinviate proprio per l’emergenza legata alla diffusione e al contagio del Coronavirus, al secolo Covid-19

Sono tantissime le ipotesi in corso che si stanno vagliando, ma è sicuramente interessante la proposta che arriva dalla Francia.

A lanciare la nuova idea è il presidente del Nizza, Jean-Pierre Rivère, che ha dichiarato, in maniera quantomeno originale: 

Perché non terminare questa stagione da agosto a ottobre, fare pausa vacanze invernale, ripartire con la stagione 2021/22 a febbraio, pausa estiva per gli Europei, terminare ad ottobre e quindi giocare i Mondiali?

Questa soluzione ci darebbe il tempo di regolare l’aspetto sanitario e preservare la salute di tutti, ridurrebbe le partite in inverno e aumenterebbe quelle d’estate. 

Cerchiamo ora di spiegare tale proposta. Effettivamente, in questo momento di emergenza sanitaria e crisi mondiale, risulta impossibile fare previsioni a breve-medio termine e tutte le altre ipotesi circolate nei giorni scorsi hanno tanti pro e contro che mettono in dubbio la loro validità. 

Con questa proposta, sicuramente ci sarebbe molto tempo per risolvere il problema sanitario, sanare il contagio e preservare la salute di tutti, visto che la vita viene prima di tutto, anche e soprattutto del calcio e dello sport in generale.

E c’è anche il discorso ambientale, visto che da sempre i calciatori non amano giocare d’inverno, in cui spesso tante partite vengono rinviate a causa del maltempo e per ghiaccio e neve negli stadi. 

Quindi, secondo l’ipotesi avanzata da Rivére, i campionati riprenderebbero ad agosto e si concluderebbero direttamente ad ottobre dando spazio ad una sessione “estiva”, ma potremmo definire a questo punto “invernale”, di calciomercato a novembre fino a fine gennaio. 

Poi, la prossima stagione, cioè la stagione 2020-2021, sempre secondo la proposta del presidente del Nizza, inizierebbe non più a fine agosto 2020, ma direttamente a febbraio 2021 e, invece della sosta invernale, ci sarebbe una sosta estive a metà maggio, così da permettere la preparazione atletica in vista degli Europei, della Copa America e delle Olimpiadi 2020, in programma tra giugno e agosto 2021. 

A quel punto, poi, ci sarebbero le vacanze per i giocatori e il ritorno in campo a fine agosto, così da concludere la stagione calcistica 2020-2021 ad ottobre, allineandosi alle date del Mondiale in Qatar, in programma dal 21 novembre al 18 dicembre 2022. 

Be’, che dire. Originale, fantasiosa e… impraticabile! Sì, perché sembra alquanto improbabile e sicuramente impossibile che si possa fermare i campionato a metà stagione in corso per dare spazio alle nazionali, a cui, tra l’altro, dovrebbero essere corrisposte pause per le partite di preparazione per le coppe dell’estate 2021, oltre a quelle di qualificazione per il Mondiale successivo del 2022, senza dimenticare la necessità di concedere ferie ai giocatori. 

Insomma, questa proposta sicuramente risolverebbe questa stagione 2019-2020 in maniera coerente con l’emergenza Coronavirus, ma altrettanto creerebbe solo più problemi per la stagione successiva, la 2020-2021, e l’impossibilità di creare un calendario costituito anche da pause per le amichevoli e le qualificazioni delle nazionali, l’organizzazione delle sessioni di calciomercato e, infine, anche la sospensione di stagioni in corso per le coppe internazionali. 

Benito Letizia

Informazioni sull'autore
Direttore di Stadiosport. Giornalista Pubblicista, Laureato in Lettere Moderne e Filologia Moderna presso l’Università Federico II di Napoli. "Il calcio è vita".
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