Emergenza Coronavirus, Malagò: “Protocolli solo per la Serie A, la Lega valuti alternativa a ripresa”

Giovanni Malagò ha criticato il protocollo proposto dalla FIGC al Governo. Secondo il numero uno del CONI, questo presenta dei difetti importanti: uno su tutti è quello di essere rivolto solo alla Serie A, ignorando le altre categorie

Il calcio sta vivendo in queste ore il tema caldo della ripartenza dei campionati. Al centro della discussione degli organi competenti, ci sono tutte le modalità che regolano la ripresa degli allenamenti. Ci sono infatti delle questioni da risolvere urgentemente, legate alla situazione sanitaria causata dalla pandemia del Coronavirus.

Nella giornata odierna è andato in scena l’incontro tra FIGC e Governo, in cui la Federazione ha presentato il protocollo sanitario che le varie squadre devono seguire prima del ritorno in campo. Proprio su questo aspetto, c’è stato un duro attacco del presidente del CONI Giovanni Malagò, il quale ha criticato l’iniziativa di Gabriele Gavrina.

Ospite a Sportitalia, infatti, Malagò ha ritenuto inaccettabile il fatto che il calcio si sia voluto distaccare da tutti gli altri sport, presentando una propria linea per la ripresa dell’attività. In particolare, l’attacco è rivolto proprio ai famosi protocolli, che secondo il numero uno del CONI sono rivolti solo alla Serie A, trascurando tutte le altre categorie.

Si è detto sempre favorevole alla ripresa del calcio, ritenuto il gioco più amato del nostro Paese. Questo, però, ha delle dinamiche che coinvolge una grande quantità di individui ed è indispensabile per la Lega valutare un piano B alla ripresa.

Alla base dell’accusa, c’è il fatto che la FIGC non si sia confrontata con la Federazione dei Medici Sportivi, ma che ha voluto agire di testa propria. “Ha voluto giocarsela da solo questa partita”, ha dichiarato Malagò.

Si è detto in ogni caso disponibile ad un eventuale aiuto al Governo, qualora fosse chiamato in causa per particolari consulenze.