Il big match di Premier League tra Manchester City e Arsenal ha lasciato il segno soprattutto per un episodio che ha fatto discutere. Il protagonista è stato Gianluigi Donnarumma, capitano dell’Italia, autore di un errore clamoroso con i piedi che ha regalato il momentaneo vantaggio ai Gunners.
Nonostante l’episodio, il Manchester City è riuscito comunque a portare a casa una vittoria fondamentale per 2-1 all’Etihad Stadium. Nella seconda metà della gara, lo stesso portiere italiano si è riscattato con alcuni interventi decisivi, contribuendo in modo concreto al risultato finale.
Resta però l’errore iniziale, nato da una gestione rischiosa del pallone in fase di impostazione. Una situazione che ha riacceso il dibattito sull’utilizzo dei piedi da parte dei portieri moderni, sempre più coinvolti nel gioco.
L’episodio ha avuto grande risonanza mediatica, anche perché arriva in un momento cruciale della stagione, con la corsa al titolo ancora apertissima.
Zoff critica Donnarumma: “Se tocca più palloni di un attaccante c’è un problema”
A commentare quanto accaduto è stato Dino Zoff, leggenda del calcio italiano e campione del mondo nel 1982. Le sue parole sono state chiare e dirette, senza lasciare spazio a interpretazioni.
Secondo l’ex commissario tecnico, il gioco con i piedi rappresenta un valore aggiunto per un portiere, ma non deve diventare un eccesso. L’equilibrio resta l’elemento fondamentale, soprattutto in un ruolo dove l’errore si paga immediatamente.
Zoff ha sottolineato come un portiere non debba mai snaturare il proprio ruolo. Se il numero di tocchi diventa superiore a quello degli attaccanti, significa che qualcosa non funziona nel sistema di gioco.
La critica non è rivolta solo al singolo episodio, ma a una tendenza generale del calcio moderno. L’ossessione per la costruzione dal basso può portare a situazioni rischiose, soprattutto contro squadre aggressive in fase di pressing.
Non solo piedi: il ruolo del portiere deve restare completo
Nel suo intervento, Dino Zoff ha allargato il discorso, evidenziando come il portiere debba mantenere completezza nelle sue caratteristiche. Non basta essere abili con il pallone tra i piedi se poi si perdono fondamentali come le uscite o la gestione dell’area.
Il rischio è quello di creare profili sbilanciati, molto tecnici ma meno solidi nelle situazioni classiche del ruolo. Questo approccio può funzionare in alcuni contesti, ma espone a errori pesanti nei momenti decisivi.
Il paragone con il VAR utilizzato dallo stesso Zoff rende bene l’idea: uno strumento utile, ma che diventa controproducente quando viene utilizzato in modo eccessivo. Lo stesso vale per il gioco con i piedi.
Nel caso di Gianluigi Donnarumma, il talento resta indiscutibile, ma episodi come questo dimostrano quanto sia sottile il confine tra costruzione e rischio.
Italia in difficoltà: Zoff invita a ricostruire senza fretta
L’intervista è stata anche l’occasione per affrontare il momento della nazionale. L’Italia vive una fase complicata, segnata da mancate qualificazioni e risultati deludenti.
Secondo Dino Zoff, la soluzione non passa da rivoluzioni immediate, ma da un percorso graduale. È necessario adattarsi al contesto attuale, evitando di inseguire modelli irraggiungibili nel breve periodo.
Il concetto chiave è quello di realismo: costruire partendo dalle proprie qualità, senza forzare sistemi di gioco che non si adattano ai giocatori disponibili. Solo così è possibile creare basi solide per il futuro.
La prossima elezione del presidente federale e la scelta del nuovo commissario tecnico rappresentano passaggi cruciali. Tra i nomi in circolazione c’è anche quello di Antonio Conte, profilo di grande esperienza internazionale.
Il percorso di ricostruzione appare lungo, ma necessario per riportare la nazionale ai livelli che le competono.