Deloitte: calcio europeo in calo per la prima volta dopo dieci anni

La 30esima edizione della Deloitte Annual Review of Football Finance ha evidenziato un drastico calo del mercato del calcio europeo. I ricavi complessivi sono calati del 13% (-3,7 miliardi di euro) nella stagione 2019-2020. Una contrazione simile non si verificava dall’annata 2008-2009.

La pandemia di Coronovirus che attanaglia il Mondo ormai da un anno e mezzo continua a tenere sotto scacco molte realtà lavorative che, nonostante riaperture e vaccinazioni, ancora non vedono la luce in fondo al tunnel. Tra queste sicuramente le società di calcio che, tra stadi chiusi e ricavi praticamente ridotti all’osso, sperano in un’immediata inversione di tendenza per tornare a respirare.

Stando infatti a quanto emerso dalla 30esima edizione della Deloitte Annual Review of Football Finance il mercato del calcio europeo ha subito un calo del 13% nella stagione 2019-2020 che, tradotto in denaro, significa una diminuzione dei ricavi complessivi di circa 3,7 miliardi di euro. Una contrazione non indifferente verificatasi per la prima volta dopo la crisi finanziaria globale del 2008-2009.

Nel dettaglio, quindi, il mercato del calcio europeo, nel suo complesso, ha fatto registrare ricavi per 25,2 miliardi di euro nella stagione 2019-2020 rispetto ai 28,9 del 2018-2019. Perdite, come detto, significative che vedono come protagonisti principali i 5 più grandi campionati europei (Serie A, Premier League, Bundesliga, Liga e Ligue 1) che, rappresentando una quota record del 60% del mercato del calcio europeo, hanno fatto registrare, nella stagione 2019-2020 (15,1 miliardi di euro), un calo dei ricavi complessivi pari all’11% rispetto all’annata 2018-2019 (17 miliardi di euro).

Deloitte
30esima edizione della Deloitte Annual Review of Football Finance.

Deloitte Annual Review of Football Finance: i casi Bundesliga, Serie A, Liga e Ligue 1

Senza perderci in chiacchiere andiamo subito a vedere nel dettaglio i casi riguardanti 4 dei 5 campionati europei più importanti.

Partendo dalla Bundesliga possiamo dire che il massimo campionato tedesco è stato quello che ha fatto registrare il calo più limitato nella stagione 2019-2020 (-4%, -137 milioni di euro) rispetto al 2018-2019. Perdite contenute grazie al completamento del campionato ’19-’20 prima della fine dell’anno fiscale. La Bundesliga è stato il secondo campionato più redditizio in tempi di pandemia, coi suoi 3,2 miliardi di euro di ricavi, che gli hanno permesso di scavalcare la Liga scesa, invece, a 3,1 miliardi di euro di ricavi nella stagione 2019-2020.

In penultima e ultima posizione, quindi, Serie A (ricavi per 2,1 miliardi di euro nel 2019-2020, -18% rispetto al 2018-2019) e Ligue 1 (ricavi per 1,6 miliardi di euro nel 2019-2020, -16% rispetto al 2018-2019). Ricordiamo che il campionato francese è stato l’unico a concludere anticipatamente la stagione ’19-’20 in risposta alla pandemia.

Dell’intera questione ha parlato dettagliatamente Dan Jones, partner e capo dello Sports Business Group di Deloitte:

Ci vorranno diversi anni prima che si conosca l’impatto finanziario complessivo della pandemia da COVID-19 sul calcio europeo. Ora stiamo iniziando a vedere la portata della pandemia sui club europei. Va segnalato che mentre sono passati 16 mesi dalla pandemia che ha colpito l’Europa, l’analisi in questo studio si concentra sull’anno finanziario 2019/20 e quindi rappresenta solo, nella maggior parte dei casi, tre mesi di impatto del COVID-19. La sospensione dei campionati ha portato al disallineamento del completamento della stagione e dei periodi di rendicontazione finanziari tipici in Inghilterra, Spagna e Italia. Ciò porterà al riconoscimento di alcuni elementi di entrate e costi relativi alla stagione 2019/20 nell’anno finanziario che termina nel 2021, e quindi nell’edizione del prossimo anno.

Deloitte Annual Review of Football Finance: nel 2019-2020 in calo anche la Premier League

Secondo uno studio condotto a giugno da Deloitte i ricavi combinati delle società di Premier League sono diminuiti del 13% passando dai 5,8 miliardi di euro del 2018-2019 ai 5,1 del 2019-2020. Il primo calo, pesantissimo, nella storia della massima serie inglese che, nonostante ciò, ha fatto registrare, in termini di entrate, un volume di ricavi superiore del 60% rispetto al suo “avversario” più vicino, la Bundesliga.

Premier League che, a causa della natura relativamente fissa dei costi per i suoi club e del calo delle entrate, ha fatto registrare un azzeramento quasi completo dei profitti operativi totali. Anche il rapporto tra stipendi e ricavi medi delle società del campionato d’oltremanica è aumentato fino al 73%. L’aumento delle perdite ante imposte cumulative è stato netto, salendo a 1,1 miliardi di euro nel 2019-2020, con un aumento di oltre 910 milioni di euro rispetto al 2018-2019, con 15 club che hanno riportato perdite ante imposte.

A tal proposito sempre Dan Jones ha quindi detto:

Ciò che possiamo vedere chiaramente è la natura relativamente fissa della base di costo dei club d’élite e in particolare dei costi salariali. A causa della struttura pluriennale dei contratti dei giocatori, i club hanno trovato molto difficile compensare l’impatto sulle entrate causato dal COVID-19 riducendo i costi salariali. Sarà interessante vedere come si svilupperà l’equilibrio dei salari e dei ricavi nel 2020/21 e oltre, e se la crescita dei salari finora apparentemente inesorabile rallenterà, si fermerà o si invertirà.

E se l’impatto della pandemia di Coronavirus sulle entrate da matchday nella stagione 2019-2020 è chiaro, quello sui due maggiori flussi di entrate delle leghe dei cinque campionati europei più grandi, broadcast (che costituisce il 51% dei ricavi dei club dei Top 5 campionati europei) e commerciale (36%), rimane tuttavia più che incerto.

Sam Boor, senior manager dello Sports Business Group di Deloitte in tal senso ha dichiarato:

Da quando il COVID-19 ha cambiato il panorama del calcio europeo di alto livello, abbiamo assistito a sviluppi nel mercato dei diritti di trasmissione in tutti i campionati “big five”. La Premier League avrebbe scelto di rinnovare i propri accordi con i partner nazionali esistenti allo stesso valore in quella che potrebbe rivelarsi una saggia decisione, mentre la Serie A – secondo quanto riferito – ha concordato una riduzione del valore del 5% nel nuovo accordo nazionale. Altri campionati, inclusa la Ligue 1, hanno sperimentato più turbolenze. Scopriremo nelle prossime stagioni se questi esempi di rinnovi e ribassi sono una tendenza destinata a durare o una pausa temporanea.

Dan Jones ha quindi concluso:

Nonostante le incertezze dell’anno passato, il calcio – e l’interesse pubblico nei suoi confronti – ha mostrato grande resilienza. Siamo fiduciosi che la stagione 2021/22 sarà un passo verso la normalità, determinando un forte recupero in termini di entrate nelle prossime stagioni.

Nicola Patrissi

Informazioni sull'autore
"Non è tanto chi sei, quanto quello che fai che ti qualifica". Giornalista pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Basilicata. Laureato in Lettere Moderne. Amo la scrittura, la fotografia e il calcio.
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