Coppa Italia Juventus-Genoa 2-0, voti e pagelle: si illumina Dybala, bene anche Bentancur, Higuain entra e segna

Una Juventus rimaneggiata passa indenne, all’Allianz Stadium, l’ottavo di finale di Coppa Italia contro un Genoa altrettanto dotato di turn over visto l’imminente importante impegno di campionato contro il Benevento.

Una sfida mai in discussione che la Juventus ha gestito, senza grandi patemi, dall’inizio alla fine dei 90 minuti e che proietta i bianconeri ad un affascinante derby contro il Torino nei prossimi quarti di finale.

Era la grande occasione per Paulo Dybala, per tornare in campo, dopo due panchine consecutive, per ritrovare confidenza e fiducia nei propri mezzi e, perché no, anche la via del gol che con tanta facilità imbeccava all’inizio della stagione.

E così è stato, e l’uomo della serata è proprio l’argentino che prova così, a spazzare via qualche nube di incertezze e dubbi nei suoi confronti, e trascina la sua squadra avanti in questa competizione parallela.

Un gol dei suoi, bello e reso semplice da innate qualità tecniche che, per qualche misterioso motivo, Dybala sembrava aver perso improvvisamente.

Con lui, tornano a convincere dal primo minuto Bernardeschi e Bentancur, così come non molla nulla e prosegue l’ottimo momento di forma fisica e mentale anche Higuain che entra e segna.

Una Juventus solida e consapevole, con la porta ancora inviolata da 7 partite, dispone così facilmente di un Genoa arrendevole e rinunciatario e centra i quarti di finale in una competizione che ha vinto negli ultimi tre anni.

In più, come voleva Allegri, si avvicina con fiducia e confidenza alla grande sfida di sabato sera contro la Roma, importante per gli ambiziosi obiettivi bianconeri.

TABELLINO

JUVENTUS (4-3-3): Szczesny; Lichtsteiner (73′ s.t. Chiellini), Barzagli , Rugani, Asamoah; Marchisio, Bentancur, Sturaro; Bernardeschi (86′ s.t. Matuidi), Dybala, Douglas Costa (61′ s.t. Higuain).

Allenatore: Massimiliano Allegri

GENOA (3-5-2): Lamanna; Biraschi, Rossettini, Gentiletti; Lazovic (62′ s.t, Ricci), Brlek, Cofie, Omeonga, Laxalt; Galabinov (77′ s.t. Rossi), Centurion (72′ s.t. Pellegri).

Allenatore: Davide Ballardini.

Marcatori: 42′  Dybala (J), 76′  Higuain (J)

 

MIGLIORI

Dybala, Bentancur e Higuain 7: la “joya” torna al gol e ad illuminarsi in una fredda notte torinese di dicembre. Le prime giocate, forse per un’eccessiva (ed inutile) pressione di dover dimostrare qualcosa, non sono sapere precise e pulite, ma l’azione personale sul gol è scintillante per la naturalezza con cui la compie. Il centrocampista uruguaiano mostra di esserci anche lui per una maglia da titolare, con continuità, nel nuovo centrocampo a tre di Allegri, preciso in contenimento, brillante nel far ripartire l’azione, non disdegna anche entrate aggressive e decise, caratteristica che un po’, gli si rimproverava di non avere. Il Pipita invece, scalda la panchina per circa un’ora, ma quando è chiamato all’appello fa quello che da sempre gli riesce meglio, torna a dialogare con Dybala e chiude la partita.

Bernardeschi e Douglas Costa 6,5: buona prova anche per i due grandi acquisti del mercato estivo che corrono e si sacrificano, senza mancare di pericolosità anche nelle situazioni offensive. Sicuramente in continua crescita, rendono la Juventus, a mani basse, la squadra con la rosa più completa.

PEGGIORI

Lichtsteiner, Asamoah e Barzagli 5,5: difficile trovare qualcuno che possa definirsi “peggiore” in una partita mai in discussione e piuttosto dominata dalla Juventus, ma qualche disattenzione qua e là c’è stata. Lo svizzero continua a non convincere e appare ancora una volta lento e prevedibile in fase di costruzione e di spinta, riuscendo invece a contenere meglio le sporadiche e confusionarie azioni offensive rossoblu. L’altro terzino invece, gioca la solita gara diligente ma pasticcia in occasione del rigore prima concesso e poi, giustamente, cancellato dall’intervento del Var, sebbene la sua superficialità e disattenzione in area rimangano. Il difensore azzurro invece, incappa in una serata poco felice e non sono poche le imprecisioni che lo vedono protagonista ma che, per sua fortuna, non vengono accolte e sfruttate dagli uomini di Ballardini.

Brlek e Laxalt 5: se tutti, più o meno, possono essere considerati insufficienti, era plausibile aspettarsi di più dall’unico confermato titolare dall’ultima sfida di campionato, il croato, e da un giocatore uscito un po’ dai radar ma comunque piuttosto apprezzato per qualità fisiche e tecniche, l’uruguaiano. Tuttavia deludono entrambi, mai pericolosi nella metà campo avversaria e mai in grado di intercettare la manovra asfissiante bianconera per far ripartire uno sbilanciato contropiede.