Clamoroso, Conte vicino all’addio: l’Inter vuole Allegri!

Situazione alquanto ingarbugliata e paradossale in casa Inter. Il secondo posto ottenuto dai ragazzi di Conte, condito da una delle migliori partite della stagione, non ha placato gli animi neroazzurri. Anzi, nel post gara Antonio si è lasciato andare, come ormai è solito fare, a dichiarazioni importanti e per certi aspetti spiazzanti. Il suo sfogo, questa volta, non allude al mercato ma, bensì, alla mancata protezione da parte della società nei momenti di difficoltà vissuti in questa annata calcistica. 

Che Conte non sia un personaggio semplice da gestire per una società è chiaro: il suo burrascoso addio alla Juve, nell’estate 2014, ne è un chiaro esempio. Che però si lasci andare con così tanta facilità a certe esternazioni non era previsto. Partendo dal presupposto che “i panni sporchi vanno lavati in famiglia”, il tecnico leccese nel corso della stagione ha lamentato vari fastidi: un mercato che, a detta sua, non è stato in linea con le sue direttive; la mancata protezione da parte della società in alcuni momenti chiave della stagione; l’assenza di un filo diretto con il gruppo di Nanchino. 

Conte vorrebbe più libertà decisionale e una comunicazione diretta con il presidente Zhang. Inoltre, il rapporto con il DS Ausilio non è mai stato dei migliori e con Marotta l’idillio sembra essere volto al termine. Lo spazio per ricucire il rapporto con la proprietà e la dirigenza c’è, resta da capire se sarà un venirsi incontro oppure una delle parti in questione accetterà di sottostare al modo di essere e di fare dell’altro. Questo lo scopriremo solo dopo il faccia a faccia che le due parti avranno al termine dell’Europa League.

In tutto ciò, le parole del mister hanno dato parecchio fastidio al gruppo Suning. Per quanto su certi aspetti il tecnico possa aver ragione, gli 11 milioni più bonus che la proprietà gli garantisce all’anno non permettono, al tecnico, di poter scaricare responsabilità o accusare così apertamente il club. Anche perché, se proprio si vuol essere pignoli, quali sono questi allenatori che godrebbero di protezione totale? Pochi o, forse, nessuno. Sarri, tanto per fare un esempio, nonostante abbia vinto tra mille difficoltà lo scudetto, è tartassato dalla critica dal primo istante in cui è iniziato il campionato e, cosa ancora più assurda, continua a esserlo; eppure, non sembra ci sia tutta questa protezione da parte della Juventus.   

A questo punto le soluzioni potrebbero essere solo due: un chiarimento tra le parti, come detto poc’anzi, o le dimissioni del tecnico salentino. La strada dell’esonero sembra impraticabile; cacciare Conte comporterebbe una spesa, per la società di Viale della Liberazione, di circa 60 milioni di euro lordi. 

Nel caso in cui le strade dell’Inter e di Conte si dovessero separare, nei pensieri di Marotta c’è un nome su tutti: Allegri. Il tecnico toscano sarebbe ben lieto di accettare la sfida, dando vita a una staffetta stile Juve 2014. 

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