CIES, la Serie A è un flop: le squadre più forti non sono sostenibili

Uno studio del CIES (Centre International d’Etude du Sport) ha valutato la sostenibilità delle squadre dei top 5 campionati europei. Vediamo cosa è emerso.

Vincere, si sa, piace a tutti, ma per farlo, nella maggior parte dei casi, ci vuole pazienza, dedizione e duro lavoro. Occorre una pianificazione accurata fatta di passi da seguire per raggiungere il successo. Un successo che, parlando di calcio, può essere raggiunto solo mediante una strategia ben precisa fondata su stabilità economica e ingaggio di calciatori e allenatori giusti per un preciso percorso tecnico-tattico. Due elementi, stabilità economica e spese mirate, che rappresentano la base a cui ogni club deve fare riferimento per gestire in maniera sostenibile il proprio gruppo così da ottimizzarne, di conseguenza, le prestazioni.

CIES, la Serie A è un flop: squadre più forti non sostenibili.
CIES: flop Serie A.

Uno degli ultimi studi elaborati dal CIES ha esaminato proprio questo, la sostenibilità delle squadre dei top 5 campionati europei in base a 3 elementi chiave:

  1. l’età dei calciatori.
  2. la durata della loro permanenza in una determinata società.
  3. la durata dei contratti.

I tre elementi dello studio CIES

Età dei calciatori: l’età nel calcio, inutile negarlo, conta e non poco. Tanto per la freschezza atletica del calciatore 20enne, quanto per l’esperienza di quello con più di 30 anni sul groppone. Tuttavia, se un classe 2001 ha ancora tutta una carriera davanti, per il classe 86’/’87 inizia forse a vedersi la linea del traguardo. Lo studio del CIES ha analizzato quindi proprio la percentuale di minuti giocati da calciatori over 30 (portieri over 33, difensori over 32, centrocampisti over 31 e attaccanti over 30) e ha evidenziato come la percentuale più alta, in questo senso, appartenga all’Huesca (39.6%), seguita a ruota da Lazio (38,7%) e Bayern Monaco (36,4 %). Nella top 10, oltre ai biancocelesti, anche Benevento, Parma, Genoa e Sampdoria. Nelle ultime posizioni, quindi tra le squadre costruite meglio, figurano solo team inglesi e tedeschi. A tal riguardo, Manchester City e Liverpool sono le migliori.

La stabilità del gruppo: quando un gruppo è unito e affiatato è molto più probabile che le cose vadano nel modo giusto. Le analisi del CIES hanno evidenziato un dato molto semplice: le squadre che danno più spazio ai nuovi acquisti tendono ad ottenere scarsi risultati. Ne è un esempio lampante il Fulham che, terzultimo in Premier League, ha dato fin qui spazio ai nuovi acquisti nel 62,5% delle sue partite. Sulla stessa scia dei cottagers, ci sono quindi Elche (Liga), Nizza (Ligue 1) e Crotone (Serie A). Poco meglio, Unon Berlino (Bundesliga) e Lens (Ligue 1). Tra le squadre in cui i nuovi acquisti sono stati invece usati pochissimo, troviamo Real Madrid, Manchester United e Lipsia. L’unica eccezione, in questo gruppo di “realtà consolidate”, è il Mainz che in Bundesliga occupa attualmente il penultimo posto in classifica.

La durata dei contratti: sembrerà presa un po’ con le pinze, ma anche la durata dei contratti influisce sul rendimento di un gruppo. Le ricerche del CIES hanno mostrato come una dipendenza troppo elevata da giocatori in scadenza di contratto o in prestito (senza possibilità di acquisto definitivo) costituisca un ostacolo non trascurabile quando si tratta di raggiungere dei risultati. Ponendo sotto la lente d’ingrandimento i contratti in scadenza entro il 30 giugno 2022, il valore più alto lo ha fatto registrare l’Elche le cui partite di campionato hanno visto in campo, 9 volte su 10, calciatori con contratti a breve termine. D’altro canto, le squadre che dipendono di meno da giocatori con contratti a breve termine sono tutte inglesi.

Conclusioni – valutazione generale di sostenibilità: sulla base di questi elementi, il CIES ha quindi stilato una graduatoria di gestione sostenibile della squadra (SSM). Per ogni giocatore presente in squadra, è stato moltiplicato il numero di anni passati in un determinato club (limite di 8) con il numero di anni di contratto rimanenti (limitato a 5). Il totale è stato diviso per l’età e successivamente moltiplicato per la percentuale di minuti giocati nei campionati nazionali. Addizionando i valori di ogni calciatore ne viene fuori un indicatore che riflette il livello di sostenibilità di ogni squadra che, pur variando di partita in partita e ad ogni sessione di trasferimenti, permette di confrontare le strategie adottate dai club per costruire le loro squadre e di comprendere come sia possibile ottenere eccellenti risultati senza modifiche alla politica societaria.

In questo senso, la squadra migliore è il Manchester United, alle cui spalle si pongono Real Sociedad e Athletic Club. La miglior italiana è invece il Sassuolo che precede in ordine Napoli, Lazio, Cagliari Bologna, Milan, Torino, Juventus, Inter ed Atalanta. Infine, la peggiore in assoluto, sulle 98 squadre partecipanti ai top 5 campionati europei, è il Genoa, preceduta di poco, nella lista delle ultime 10, da Hellas Verona, Spezia e Benevento.

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Nicola Patrissi

Informazioni sull'autore
Maturità scientifica. Laurea in Lettere e Filosofia (Indirizzo moderno). Appassionato di scrittura, fotografia e calcio.
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