Caratteristiche circuito Hungaroring: Gran Premio Ungheria F1

Il simbolo dell’apertura della F1 verso uno Stato comunista. Questo ha rappresentato il Gp di Ungheria, al momento della sua istituzione nel 1986. Un evento, all’epoca, denso di significati in quanto il mondo era ancora diviso nei due blocchi guidati da Usa e Urss.

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Ormai è un appuntamento fisso e abituale da trent’anni ma nel 1986 il Gp d’Ungheria fu una sorta di rivoluzione per la F1, una svolta storica. Quando, infatti, venne annunciato l’arrivo delle monoposto  della massima formula sulla pista-budello dell’Hungaroring, il mondo sportivo appassionato di motori strabuzzò gli occhi nell’immaginare ciò che sarebbe accaduto nell’estate di quell’anno. Per la prima volta la F1 avrebbe gareggiato in un Paese appartenente al blocco sovietico-comunista. E per l’occasione venne approntato appositamente un circuito alle porte di Budapest: l’Hungaroring, che non appena venne solcato dalle vetture, in molti non esitarono a definirlo un altro Montecarlo, per le tante curve che lo caratterizzano e l’assenza di rettilinei, se si esclude solo quello del traguardo.

In effetti con il mitico “Monte”, l’Hungaroring ha molti tratti in comune (tra cui l’importanza della pole position) ma è comunque più veloce nella percorrenza con medie orarie che superano di quasi 40 chilometri quelle che si possono raggiungere sul tracciato monegasco. Nonostante ciò, il circuito ungherese non si può certo definire veloce con quei suoi stretti tornanti, le chicanes da seconda-terza marcia e le curve a gomito, interrotte solo dal rettilineo dei box (prolungato negli anni Duemila rispetto al percorso originario) e da un altro breve tratto dritto. La sezione iniziale e quella che conclude la pista sono i punti più interessanti del circuito.

La staccatona dopo la linea di arrivo favorisce i sorpassi ed è particolarmente impegnativa nel punto di massima frenata in quanto si trova in leggera discesa e c’è il rischio concreto di bloccare le ruote e arrivare lunghi. Per rendere l’idea della decelerazione a cui vanno incontro piloti e monoposto, qui si passa in poco più di un secondo da 330 km/h a 84. Dopo la seconda curva c’è poi il rapido cambio di direzione a destra da percorrere “giocando” con l’acceleratore. La parte conclusiva dell’Hungaroring, invece, è caratterizzata da due curvoni lenti ma dall’andatura costante in cui è fondamentale la direzionalità della vettura andando a lambire il cordolo interno, senza palesare anche un minimo sottosterzo che può essere deleterio.

È un tratto molto importante, questo, per far segnare un buon tempo e, soprattutto, la corretta uscita dall’ultimo di questi due curvoni è significativa sia per un crono da primato che per preparare un sorpasso usufruendo del drs. Ovviamente su un circuito così ricco di curve, l’assetto privilegiato è quello cosiddetto “morbido” sulle sospensioni e carico nelle ali in modo da avere più aderenza e maneggevolezza possibile. L’Hungaroring è una pista stressante, sia per il caldo che la investe nel periodo estivo in cui si svolge il weekend di gara sia per il ritmo forsennato che si deve tenere lungo i suoi quattro chilometri di estensione fronteggiando rapidamente i vari cambi di direzione del percorso. Lo scorso anno Sebastian Vettel ottenne una grande vittoria con la Rossa di Maranello dominando la gara dalla partenza fino alla bandiera a scacchi. Così come molto bella e dirompente fu l’affermazione di Daniel Ricciardo nel 2014 a suon di sorpassi a ruote fumanti.

Andando a ritroso, le edizioni più infuocate del Gp d’Ungheria furono nel 2009, 2008 e 2006. Nel primo caso a causa del drammatico incidente occorso a Massa in prova (per fortuna senza gravi conseguenze), pilota sfortunato protagonista anche nel 2008 per aver perso, negli ultimi giri, una gara già vinta a causa della rottura del motore. Nel 2006, invece, accadde di tutto all’Hungaroring sotto la pioggia in un’edizione rocambolesca e caotica che vide il primo successo in F1 di Jenson Button al volante della Honda. Indimenticabile è anche il Gp d’Ungheria datato 1998.

In questa occasione Schumacher corse una delle gare più esaltanti della sua carriera superando le due Mclaren di Coulthard e Hakkinen con l’inedita strategia delle tre soste ideata da Ross Brawn: ovvero tre stint a ritmo da qualifica per viaggiare leggeri (era l’epoca dei rifornimenti) e come dei fulmini. Ma la storia di questo Gp non finisce qui perché nel 1989 Nigel Mansell, sempre con la Ferrari, fu protagonista di una delle sue travolgenti rimonte fino alla vittoria finale, coronata dal bellissimo sorpasso alla Mclaren di Senna. Per arrivare, infine, proprio alla prima gara del 1986 che mandò subito in visibilio il numeroso pubblico presente grazie al corpo a corpo tra Piquet e Senna, che vide prevalere Nelson.

 

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Indicazioni Geografiche del Circuito di Hungaroring:

La pista magiara denominata “Hungaroring” sorge a circa 20 chilometri dalla capitale dell‘Ungheria Budapest. Alla stessa distanza si trova l’aeroporto internazionale della città: Ferihegy. La struttura è immersa nella vegetazione tra colline e pianure, da cui traggono origine i saliscendi del circuito.

Numeri e statistiche del Circuito di Hungaroring:

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Lunghezza circuito: 4,381 Km

Giri in Gara: 70. Km totali: 306,670 Km.

Record sul Giro:

In Gara: Michael Schumacher con 1’19”071 alla media di 199,461 km/h nel 2004.

In Prova: Rubens Barrichello con 1″18”436 alla media di 201,076 km/h nel 2004.

Sulla Distanza: Michael Schumacher, 70 giri in 1h35’26”131, alla media di 192,798 km/h nel 2004.

Albo d’oro Gran Premio d’Ungheria di F1

1986 Hungaroring Nelson Piquet Williams

1987 Hungaroring Nelson Piquet Williams

1988 Hungaroring Ayrton Senna Mclaren

1989 Hungaroring Nigel Mansell Ferrari

1990 Hungaroring Thierry Boutsen Williams

1991 Hungaroring Ayrton Senna Mclaren

1992 Hungaroring Ayrton Senna Mclaren

1993 Hungaroring Damon Hill Williams

1994 Hungaroring Michael Schumacher Benetton

1995 Hungaroring Damon Hill Williams

1996 Hungaroring Jacques Villeneuve Williams

1997 Hungaroring Jacques Villeneuve Williams

1998 Hungaroring Michael Schumacher Ferrari

1999 Hungaroring Mika Hakkinen Mclaren

2000 Hungaroring Mika Hakkinen Mclaren

2001 Hungaroring Michael Schumacher Ferrari

2002 Hungaroring Rubens Barrichello Ferrari

2003 Hungaroring Fernando Alonso Renault

2004 Hungaroring Michael Schumacher Ferrari

2005 Hungaroring Kimi Raikkonen Mclaren

2006 Hungaroring Jenson Button Honda

2007 Hungaroring Lewis Hamilton Mclaren

2008 Hungaroring Heikki Kovalainen Mclaren

2009 Hungaroring Lewis Hamilton Mclaren

2010 Hungaroring Mark Webber Red Bull

2011 Hungaroring Jenson Button Mclaren

2012 Hungaroring Lewis Hamilton Mclaren

2013 Hungaroring Lewis Hamilton Mercedes

2014 Hungaroring Daniel Ricciardo Red Bull

2015 Hungaroring Sebastian Vettel Ferrari

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Carlo M.

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Responsabile editoriale, appassionato di Sport (Calcio - F1 - MotoGp)
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