Calciomercato Gennaio 2017, voti e pagelle: Milan si arrangia, Inter e Juventus pensano al futuro, Roma e Lazio impalpabili, ok Napoli

La sessione di calciomercato invernale rinforza Inter, Juventus, Napoli, Milan e Fiorentina, mentre Roma e Lazio sono le grandi delusioni e il Genoa completa l’ennesima rivoluzione 

E’ stato un mese intenso, ma finalmente è finito. Sì, perché il calciomercato è bello e avvincente, ma porta con sé troppe energie nervose a tutti gli addetti ai lavori. Dalle dirigenze alle società, dagli allenatori ai giocatori, passando per gli stessi giornalisti, ora è giunto il momento di rimboccarsi le maniche e pensare solo ed esclusivamente al campo. 

Inutile girarci attorno, perché la Juventus rimane la squadra più forte. Non aveva certo bisogno di chissà quali rinforzi, solo di qualche innesto che servisse a completare la rosa a disposizione di Massimiliano Allegri, ma è sfumato clamorosamente Axel Witsel, che ha scelto i milioni della Chinese Super League

Mattia Caldara

Poco male, perché quei soldi sono stati poi reinvestiti su Tomas Rincon, un ripiego che potrà dare intensità alla mediana, e, soprattutto, su Mattia Caldara dall’Atalanta, ennesima dimostrazione di come il progetto è continuare a vincere anche in futuro, nonostante l’addio di Patrice Evra, uomo di grande spessore nello spogliatoio.

E’ proprio la capacità di progettare gli anni prossimi che rende i bianconeri il club italiano più forte in assoluto. Lo stesso acquisto di Riccardo Orsolini è l’esaltazione di voler creare un futuro più italiano e, soprattutto, vincente. 

Anche l’Inter, stranamente, ha voluto pensare al futuro, strappando alla concorrenza un giocatore di grande talento, ma già dimostratosi all’altezza della situazione, come Roberto Gagliardini. Sì, i cinesi vogliono italiani. Sì, basta alle rose con il 90% di stranieri. Sì, il futuro si costruisce nel presente. Sì, il progetto è molto ambizioso. 

Tanti sì, tanto entusiasmo attorno ad una squadra che può dire la sua fino alla fine per il terzo posto e costruire le basi per una grande stagione dal prossimo anno. I grandi investimenti ci saranno in futuro e pazienza se è stato fatto un favore al Jiangsu Suning con l’arrivo di Trent Sainsbury. Magari, che ne sai se non possa essere un giocatore importante per la rosa di questa squadra. 

Altri cinesi, invece, non hanno potuto investire, ma hanno obbligato il Milan ad arrangiarsi, facendo di necessità virtù. L’addio di Mbaye Niang è stato davvero clamoroso, inaspettato ed imprevedibile, ma c’è la sensazione che qualcosa si era rotto nei rapporti tra tutte le parti e non è detto che, in caso di riscatto da parte del Watford, quei soldi non possano che essere benedetti. 

Ha benedetto Gerard Deulofeu, invece, il tecnico Vincenzo Montella, perché chi lo conosce bene sa che lo spagnolo ha un grande talento, finora espresso solo a metà. Certo, è più un’ala destra che sinistra, ma l’arrivo di Lucas Ocampos potrebbe anche far pensare ad un qualcosa di alternativo. 

Peccato per Giacomo Bonaventura, che salterà il resto della stagione e che poteva essere sostituito con un regista. Ma, forse, i rossoneri non hanno voluto commettere l’errore di restringere lo spazio e annichilire il talento di Manuel Locatelli, magari tentando di dare un senso anche agli acquisti estivi di Josè Sosa e Mati Fernandez, oltre che rilanciare la carriera di Andrea Bertolacci

Questione di scelte, quindi, come quella di Nikola Kalinic di dire no ai milioni della Cina, esaltando il suo amore per la Fiorentina, dimostrando che nel calcio di oggi i soldi non possono comprare tutto e facendo dei viola una delle protagoniste assolute di questo mercato. 

I toscani hanno lavorato più per il futuro che per il presente, visto che Riccardo Saponara e Andrea Sportiello difficilmente potranno essere importanti in questa sessione, ma saranno alla base della squadra del prossimo anno. Quasi due acquisti per il prossimo allenatore, visto che è palese la scelta di Paulo Sousa di dire addio al termine della stagione. 

Peccato, invece, per l’ennesimo addio di Mauro Zarate, un talento che non è mai davvero esploso. Un’altra delusione per lui, un altro esodo, come quello di Alexandre Pato in Oriente. Perché, a volte, le favole sono in realtà solo delle illusioni. 

Come quelle che la Roma ha mostrato sul campo, l’incapacità di rimanere attaccata alla capolista. E, sul mercato, la società è stata assolutamente impalpabile, non riuscendo a regalare neanche un solo innesto a Luciano Spalletti, che dovrà accontentarsi di quel che ha a disposizione, tra colpi di genio e la speranza di non mollare psicologicamente. 

Kostas Manolas

Fanno ridere, e molto, i caso Kostas Manolas, Gerson e Leandro Paredes. Una società che punta davvero a vincere non può e non deve neanche pensare lontanamente a lasciar partire giocatori come il greco e l’argentino. Mentre il brasiliano ha confermato la sensazione della vigilia, un fallimento già annunciato da tempo, perché spesso la troppa pubblicità attorno ad un talento è solo tanto fumo. 

Mancanza di progettualità anche da parte della Lazio, che potrebbe pensare in grande, ma quasi sembra aver paura di fare l’ultimo passo. Sarà per la diatriba tra Claudio Lotito e la tifoseria. Sarà, forse, per mancanza di idee. Ma non è possibile ridurre la qualità della rosa, solo per pensare di favorire il monte ingaggi. 

Convince, ma non del tutto, anche il Napoli. Sinceramente, l’acquisto di Leonardo Pavoletti era necessario, ma non a quelle cifre. Mentre l’addio di Manolo Gabbiadini è una delle più grandi sconfitte della società, che non ha saputo difenderlo, sfruttarlo al meglio e metterlo nelle condizioni migliori per esaltare il suo talento. 

E’ sempre piacevole, invece, seguire il mercato del Genoa, che compie l’ennesima rivoluzione con pochi soldi e tante idee. La rosa è quasi nuova, un azzardo e un rischio possibili solo grazie ad una classifica tranquilla, nonostante tutto. 

Per il resto, solo tanto rumore per poco e niente. Da una parte, la consapevolezza di retrocedere da parte di Palermo, Pescara e Crotone. Dall’altra, l’inutilità di spendere delle altre. In sostanza, non sono cambiate le gerarchie del campionato italiano, destinato all’ennesimo finale di campionato prevedibile e senza senso. 

Benito Letizia

Informazioni sull'autore
Direttore di Stadiosport. Giornalista Pubblicista, Laureato in Lettere Moderne e Filologia Moderna presso l’Università Federico II di Napoli. "Il calcio è vita".
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