Analisi Milan-Verona 4-1: rossoneri pronti per la finale, veneti in Serie B

Analisi Milan-Verona 4-1: i rossoneri si impongono sui veneti con un risultato netto ed inequivocabile, presentandosi al meglio alla finale di Coppa Italia e sancendo di fatto il ritorno in Serie B della squadra di Pecchia dopo solo un anno di permanenza nella massima serie

Gattuso pretendeva una prestazione convincente, mostrando freschezza e bel gioco. Non voleva cali di tensione e aveva chiesto ai suoi ragazzi di non pensare alla finale di Coppa Italia, perché giocare contro una squadra che lotta per la salvezza con la mente altrove poteva essere fatale, mentre, invece, una vittoria era assolutamente necessaria per scavalcare l’Atalanta e riprendersi momentaneamente il sesto posto, almeno in attesa della gara dei bergamaschi contro la Lazio

analisi milan-verona

Contrariamente a quanto ipotizzato alla vigilia, Romagnoli è sceso in campo titolare. Infatti, il proprio tecnico ha ritenuto opportuno fargli “assaporare” nuovamente il rettangolo verde, dopo l’infortunio dell’8 aprile, per ritrovare in fretta il ritmo partita e testare la sua tenuta in vista della finale contro la Juventus.
Il centrale ha mostrato di aver completamente recuperato dal problema alla coscia, sfoggiando una buona prestazione fatta di sostanza e concretezza. 

Locatelli in regia ha dato delle buone geometrie e reso fluida e veloce la manovra dei rossoneri, candidandosi seriamente per un posto da titolare per la sfida dell’Olimpico, così come Abate, che in teoria avrebbe dovuto giocare per far rifiatare Calabria, ma che ha invece dimostrato di essere in forma smagliate e che adesso potrebbe seriamente far guardare dalla panchina la partita di mercoledì al collega più giovane. 
Gli esterni offensivi hanno fornito una prestazione di spessore, con Calhanoglu che ha confermato come stia diventando sempre più indispensabile per questa squadra e con Suso che sembra essersi ritrovato, dopo alcune prestazioni incolore, sfornando anche 2 assist vincenti.

A dire il vero, il Verona non è stato affatto un avversario ostico, confermando di meritare in pieno la retrocessione dopo una stagione a dir poco deludente.
Doveva essere la partita della vita per gli uomini di Pecchia, quella in cui ci si gioca veramente una stagione e che avrebbe potuto dare (seppur minime) chance di giocarsi la salvezza fino all’ultima gara di questo campionato, ma i veneti, invece, sono scesi in campo rassegnati, sottomessi e già mentalmente già retrocessi. 

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Gattuso fa bene a tenere alta l’attenzione della squadra, redarguendo i suoi (su tutti Kessie e Locatelli) per aver staccato la spina nel finale, ma è anche comprensibile che, con un triplo vantaggio e la partita avviata verso un tranquillo finale, i suoi ragazzi abbiano pensato più ad evitare infortuni e non spendere energie preziose, piuttosto che a infierire su un avversario che, una volta realizzato in gol della bandiera, ha visto immediatamente il Milan riportare a 3 i gol di vantaggio, con Borini che ha finalizzato una buona ripartenza sancendo il definitivo 4-1

La squadra aveva bisogno di una prestazione del genere e di un punteggio tondo per presentarsi nel migliore dei modi alla finale di Coppa Italia, dove proverà a contrastare l’egemonia della Juventus che farà di tutto per vincere la sua quarta edizione consecutiva di questo trofeo.