
Alla vigilia dei quarti di finale di Coppa Italia contro il Torino, il presidente dell’Inter Beppe Marotta ha ribadito la piena fiducia nelle scelte tecniche di Cristian Chivu, sottolineando come la rotazione della rosa sia una necessità inevitabile in una fase della stagione così intensa.
La sfida si gioca in campo neutro all’U-Power Stadium di Monza, scelta obbligata a causa dei lavori in corso a San Siro per la cerimonia inaugurale delle Olimpiadi invernali. In caso di parità al termine dei 90 minuti regolamentari, non sono previsti supplementari: si andrà direttamente ai calci di rigore. La vincente affronterà in semifinale una tra Napoli e Como.
Marotta: fiducia totale nella rosa e nelle scelte di Chivu
Intervenuto ai microfoni di Sport Mediaset, Marotta ha chiarito la linea del club. L’Inter, ha spiegato, è chiamata a puntare sempre al massimo in ogni competizione, ma questo non significa forzare i titolari in un calendario che non concede respiro.
La rotazione viene vista come una gestione intelligente delle risorse, resa possibile da una rosa ampia e di qualità. Secondo il presidente nerazzurro, il rispetto per il Torino passa anche da scelte ponderate e non da un approccio superficiale, soprattutto in una gara secca come quella di Coppa Italia.
Mercato di gennaio e infortuni: nessuna emergenza
Il mercato invernale non ha portato nuovi innesti di peso, ma per la dirigenza non si tratta di una mancanza. Marotta ha ricordato come il vero lavoro sia stato fatto in estate, permettendo oggi a Chivu di contare su un gruppo solido e su giovani pronti a salire dalla Primavera.
Resta qualche incertezza legata agli infortuni, in particolare per Denzel Dumfries, la cui data di rientro non è ancora definita, anche se filtra ottimismo. L’Inter, però, dispone di alternative in grado di coprire tutti i ruoli, anche considerando i numerosi impegni tra campionato, Coppa Italia ed Europa.
Emergenza a centrocampo e debutti a sorpresa
Contro il Torino, l’Inter deve fare i conti con diverse assenze pesanti. Non sono disponibili Nicolò Barella, Hakan Calhanoglu e lo stesso Dumfries, mentre Matteo Darmian, inizialmente previsto tra i titolari, è stato fermato all’ultimo momento da un problema gastrointestinale.
Questa situazione apre le porte a due debutti assoluti in prima squadra: Matteo Cocchi, che ha appena compiuto 19 anni, e Issiaka Kamate, chiamati a vivere la loro prima esperienza ufficiale con la maglia dell’Inter in una gara tutt’altro che banale.
Scudetto, Marotta avverte: Milan favorito dal calendario
Guardando oltre la Coppa Italia, Marotta ha analizzato anche la corsa allo Scudetto. L’Inter è in testa alla Serie A e ha già conquistato l’accesso ai play-off di Champions League, ma il presidente invita a non ridurre tutto a un duello diretto.
Secondo Marotta, tutte le squadre di vertice possono ambire al titolo. Tuttavia, un vantaggio concreto ce l’ha il Milan, eliminato in anticipo dalla Coppa Italia e quindi libero di concentrarsi su un solo obiettivo. Un dettaglio non trascurabile in un calcio sempre più logorante dal punto di vista fisico e mentale.
Il peso del calendario e l’esperienza dell’Inter
Febbraio sarà un mese durissimo, con sette partite in programma. Marotta ha ricordato come l’Inter sia abituata a convivere con calendari affollati, citando la scorsa stagione chiusa con 64 gare disputate, la finale di Champions League e la lotta Scudetto fino all’ultima giornata.
La gestione dello stress, fisico e psicologico, diventa quindi un fattore chiave. La parola d’ordine in casa nerazzurra è continuità, senza alibi e senza abbassare l’intensità nonostante le difficoltà.
La posizione del club sul caso dei tifosi
Infine, Marotta è tornato sul provvedimento che vieta ai tifosi dell’Inter le trasferte fino al 23 marzo, conseguenza del gesto di un singolo sostenitore che ha lanciato un petardo colpendo il portiere della Cremonese Emil Audero.
Il presidente ha definito l’episodio gravissimo e totalmente estraneo ai valori sportivi promossi dal club, sottolineando la collaborazione dell’Inter con le autorità per tutelare l’immagine della società e della stragrande maggioranza dei tifosi, che non si riconoscono in comportamenti del genere.