Volley femminile, l’Italia spezza l’egemonia della Serbia: è campione d’Europa!

Grande impresa delle ragazze del volley femminile: 3-1 in finale alla Serbia e terzo titolo d’Europa conquistato!

Il cielo si tinge d’azzurro sopra Belgrado: l’Italia del volley femminile batte 3-1 a domicilio la Serbia, sua storica “bestia nera”, e si laurea campione d’Europa per la terza volta nella propria storia. Un’impresa straordinaria quella compiuta dalle ragazze di Mazzanti, che nessuno dava accreditate alla vittoria dopo l’eliminazione olimpica patita proprio per mano della squadra balcanica.

Le azurre hanno invece saputo trarre il meglio dalle critiche, e alla fine hanno reso realtà ciò che solo pochi giorni fa sembrava una chimera. Stasera, dopo un primo set perso solo ai vantaggi, Sylla e compagne non si sono demoralizzate recuperando il terzo set dalle ceneri, e sugellando la rimonta con un ultimo parziale superlativo. Qualcosa è cambiato nella testa di queste giocatrici dopo la gara contro la Slovacchia, vinta senza brillare. Quattordici guerriere che hanno saputo reagire alle avversità. Quattordici guerriere che oggi ci portano sul tetto d’Europa.

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Italia-Serbia 3-1: il racconto della partita

Tutti si aspettano una Boskovic straripante, e invece il muro orchestrato da un’immensa Danesi costringe Ognjenovic a trovare altre soluzioni. La regista del Vakif decide allora di cambiare gioco e appoggiarsi ai centrali. Una soluzione che paga, in quanto il muro azzurro fatica spesso a contenere Popovic, oggi molto più coinvolta della compagna di reparto Rasic.

Proprio l’ex Scandicci porta le compagne sul 5-2 con un attacco in primo tempo. L’Italia manifesta qualche incertezza in ricezione, non sempre precisa, ma ricuce il gap con diagonale di Egonu. La stessa Egonu ci regala un primo vantaggio con ace dai nove metri (11-10), poi Pietrini firma un break in “pipe”.

A penalizzare l’Italia sono alcuni errori e disattenzioni che alla vigilia ci si era raccomandati di evitare: Sylla manda out con muro a uno (12-13), mentre nel cuore della difesa azzurra cominciano a cadere troppi pallonetti.

Sylla ci riporta avanti con due aces agevolati dal nastro (16-15), ma proprio un tocco morbido di Boskovic rimette le cose in parità sul 18-18. Si comincia a sbagliare tanto da una parte e dall’altra: Rasic spreca al servizio (20-19), mentre Egonu spinge out un paio d’attacchi che portano la Serbia sul 20-22.

Sylla recupera il gap con due mani out (24-24), ma la Serbia riesce a spuntarla ai vantaggi con una parallela di Boskovic viziata, forse, da un fallo di seconda linea.

L’inizio di secondo set è folgorante per l’Italia che si porta sul 3-0 col mani out di Sylla. La fase di cambio palla continua a funzionare bene, anche perché si arriva sul 7-5 dopo un errore di Boskovic. È Popovic a pareggiare i conti dal centro (7-7), ma Pietrini spinge in diagonale e ci consegna un nuovo break di vantaggio (9-7).

Ancora Elena attacca per il 13-11, mentre Egonu mette le cose in chiaro con una parallela delle sue (15-13). La Serbia pareggia con una diagonale di Boskovic (17-17), e qualche errore di troppo ci condannano a un nuovo svantaggio (19-20). Mazzanti chiama tempo, ma al rientro in campo Egonu mette out la diagonale che potrebbe spingere la Serbia verso il 2-0 (20-22).

E invece è Pietrini, con un colpo intelligente a scavalcare il muro, che pareggia le sorti del set (22-22). Boskovic e Lazovic sbagliano dunque due attacchi e, infine, un muro su Boskovic ci regala il punto dell’1-1 (25-22).

Il terzo set ripresenta il conto di vecchie cicatrici non ancora rimarginate: la Serbia si porta sul 3-0 con un ace di Popovic e Danesi va a sbattere contro il muro di Rasic (1-5). Il sestetto è in confusione e un errore di Egonu fa scappare le serbe sull’8-3.

Potrebbe essere l’inizio di un incubo, invece Sylla si carica la squadra sulle spalle ed interrompe la fase break. Con Malinov in battuta ci riportiamo sul 10-11 con un muro di Danesi su Popovic, mentre un ace di Pietrini ci porta addirittura avanti sul 13-12.

Anche Danesi si fa sentire dai nove metri (15-13), e Chirichella ci porta a +4 murando Busa (18-14). Il timeout di Terzic non sortisce effetti, e l’Italia si porta addirittura sul 23-17 dopo un attacco di Boskovic che finisce sull’asta. Chiude la pratica Sylla, con un attacco in diagonale (25-19).

Il quarto set è un’apoteosi. Il finale perfetto per un’impresa da incorniciare: l’Italia manda in tilt la fase di cambio palla della Serbia e si spinge fino all’8-2 con Sylla che sfrutta una slash. Egonu martella in diagonale (12-4), mentre Chirichella sbarra ancora la strada a Popovic col muro (14-5).

Un pallonetto di Boskovic ricuce leggermente il distacco (16-8), ma l’Italia gestisce e si affida ai colpi di Egonu: suo l’ace del 21-8, mentre la sua nemesi sbaglia l’attacco che ci porta a due punti dal sogno (23-8). Fatichiamo a chiudere nel finale con qualche errore di troppo, ma sull’attacco di Sylla dalla seconda linea (25-11), la gioia esplode incontenibile. L’Italia è campione d’Europa per la terza volta. Il sogno è diventato realtà.

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