Tennis: si ritira Francesca Schiavone, prima italiana di sempre a vincere uno slam

“Dico addio al tennis con tutto il mio cuore. Avevo due sogni nella mia carriera: vincere il Roland Garros e diventare una top 10. Li ho realizzati e sono davvero felice”.

Con queste parole, in una conferenza stampa tenuta a New York in occasione dell’ultimo slam della stagione, Francesca Schiavone ha annunciato, a 38 anni, il suo ritiro ufficiale dalle competizioni.

(Fonte: Profilo Twitter Ufficiale Federtennis)

Una carriera incredibile, letteralmente scoppiata forse un po’ in ritardo rispetto ad altre colleghe, quando otto anni fa, divenne tra le più anziane giocatrici a mettere le mani su un titolo major sul rosso di Parigi.

Quel giorno, quel 5 giugno 2010, la carriera di Francesca prese una direzione totalmente diversa, non inaspettata, ma differente rispetto a tutto quanto fatto fino a quel momento, già di buon livello.

Quelle due magiche settimane francesi hanno regalato al mondo del tennis e a tutto il movimento sportivo italiano una vittoria pazzesca, un traguardo nemmeno ipotizzabile all’inizio del torneo, hanno creato un vero e proprio un modello da imitare, una fonte di ispirazione.

Francesca con il suo tennis che sa solo emozionare, di fronte al quale è impossibile rimanere composti, che un po’ fa strabuzzare gli occhi e un po’ fa sussultare sul divano, quel 5 giugno 2010, sul bellissimo Philippe Chatrier di Parigi, divenne la prima tennista italiana a trionfare in un torneo dello slam.

L’immagine della “Leonessa” che si sporca le labbra di terra rossa baciando il terreno del Campo Centrale, fu una di quelle foto rappresentative che non poterono mancare su tutti i quotidiani, a dicembre, al momento di ripercorrere le tappe dell’anno appena trascorso, ma, ancora oggi, resta indelebile tra i racconti più memorabili della storia dello sport azzurro.

(Fonte: Profilo Twitter Ufficiale WTA Tour)

20 anni di professionismo ad altissimi livelli, un titolo slam, altri 7 trofei WTA, 8 in doppio, coronano insieme a 3 Federation Cup, la prima, storica, nel 2006 da assoluta protagonista, un palmares unico, tanto prezioso quanto pienamente meritato.

Perché ciò che viene facile associare a Francesca e al suo tennis, è quella grinta che né si insegna né si impara, quella voglia di spingersi continuamente oltre i propri limiti, oltre ogni ostacolo, quella passione ardente che non ha smesso un secondo di infuocarla fino a quest’anno, fino a questa dura decisione.

Lei stessa, che non a caso si è fatta conoscere come “Leonessa”, ha ammesso che qualcosa, ancora, dentro di lei, le direbbe di continuare, forse quella voglia di battere qualcuno, di competere, di sudare lottando sul campo, ma adesso, a 38 anni, qualcosa comincia anche a consigliarle di lanciarsi in una nuova avventura.

Sì, perché una guerriera come Francesca non può restare con le mani in mano e la lontananza dai campi, dopo una stagione pressoché vuota di appuntamenti e priva di soddisfazioni, inizia a starle piuttosto stretta tanto da averla già convinta a seguire alcuni ragazzi come mentore, come coach.

Giocatrice tecnicamente squisita, capace di fare praticamente tutto il repertorio pensabile di colpi nel tennis, tanto con il diritto quanto con quel meraviglioso rovescio ad una mano del quale era una delle ultime magnifiche interpreti, Francesca non avrà problemi ad insegnare le basi del gioco e a trasmettere la sua smisurata passione.

Perché se oggi il movimento tennistico azzurro può e deve permettersi di sognare imprese del genere è grazie anche a Francesca che ha messo l’asticella lassù dove nessun altro prima era arrivato, dando popolarità al gioco e spronando gli altri a provare a spingersi sempre oltre.

E se qualche ragazzo oggi, vedendola in foto pazza di gioia con la Coppa Suzanne Lenglen sporca di terra rossa, pensasse “voglio farcela anch’io”, allora vorrebbe dire che davvero ne è valsa la pena, quindi grazie di tutto Francesca, grazie per ogni singola emozione lasciata sul campo e negli occhi di tutti noi, grazie per averci fatto sentire orgogliosi di te.