Tennis, Australian Open 2018 Femminile: la finale è Halep-Wozniacki, sfida per il primo slam e per la vetta del ranking

Sarà una finale difficile da pronosticare ma con una posta in palio esagerata quella che vedrà protagoniste, sabato, nella mattinata italiana, Simona Halep e Caroline Wozniacki.

Numero uno contro numero due del mondo, per entrambe la chance di vincere, finalmente, dopo due finali perse, il primo titolo slam della carriera e di conquistarsi anche la vetta delle classifiche mondiali.

È davvero tanto quello che si giocheranno le due nella grande Rod Laver Arena, un contraccolpo negativo potrebbe anche essere letale perché per entrambe è davvero una grande occasione.

L’occasione di togliersi di dosso il peso di essere una numero uno del mondo “farlocca”, incapace di vincere uno slam, l’occasione per dimostrare finalmente di non essere una perdente nei grandi palcoscenici e di poter scrivere il proprio nome tra le grandi di questo sport.

E per entrambe, non sono mancate le difficoltà in questo lungo torneo tra match point annullati, maratone vinte, set persi e altri dominati, tra tensione e coraggio, tra testa e follia.

Folle come è stata la semifinale più attesa, quella tra Halep e Kerber, ex campionessa del torneo, ex numero uno del mondo ed in grandissima condizione in questo avvio di stagione.

Una semifinale al cardiopalma dove, dopo essersi spartite un set per parte con grande qualità, hanno rinviato l’esito ad un terzo e decisivo set illogico, indecifrabile, ma per questo pazzamente entusiasmante.

A prevalere, dopo aver sprecato ed annullato match point, è stata la romena, più fresca fisicamente, più coraggiosa, più abile nel prendersi qualche rischio, atteggiamento che, il più delle volte, nei momenti difficili, paga.

Hanno dato il cuore sul campo, entrambe, senza risparmiarsi, senza lasciar passare nessuno colpo dell’avversaria, senza abbassare mai la testa.

 

In finale, come detto, Halep si giocherà il tutto per tutto contro una ispirata Caroline Wozniacki, indomabile dopo essersi miracolosamente salvata nel secondo turno rimontato da 1-5 sotto al terzo.

La danese, di nuovo in semifinale a Melbourne dopo 7 anni, ha sconfitto in due set una lodevole Elise Mertens, forse tesa, forse contratta alla sua prima partecipazione agli Australian Open, catapultata subito a giocarsi un posto in finale.

La bella favola della ventiduenne belga si è spenta di fronte al muro danese, di fronte ai due set point sprecati nel secondo set per rimettere tutto in discussione, di fronte ad una Wozniacki che tiene davvero troppo a questa possibile grande affermazione.

 

È stata la prima semifinale in uno slam per Mertens, ma sicuramente non sarà l’ultima, grazie al suo gioco completo, pulito e brillante, che si adatta un po’ a tutte le superfici, non sarà sorprendente ritrovarla a questo punto in questi tornei.

Oggi però, era il giorno di Caroline, il giorno che le ha regalato la terza finale in uno slam, la prima lontano da New York, ma la speranza, almeno per lei, è che anche sabato possa essere il suo giorno, speranza, però, condivisa con una certa Simona Halep che a sua volta,  non ha intenzione di sprecare questa grande occasione.