Roma-Fiorentina 2-1, le pagelle: Veretout, al cuor si comanda. Mancini, ballo del blocco

Sommario
  1. LE PAGELLE

Con qualche balbettio di troppo, la Roma si avvicina all’obiettivo quinto posto. Lo fa grazie alla freddezza di Veretout (ex di serata), e ad una svista arbitrale

La Roma batte il cinque. Dopo il tennistico successo (1-6) contro la Spal, i giallorossi inanellano la quinta vittoria di fila. La squadra di Paulo Fonseca si impone 2-1 su una Fiorentina coriacea. I Viola vengono puniti dall’ex del match, Jordan Veretout. Il centrocampista francese sigla la doppietta decisiva, andando a segno (su rigore) sul finire dei due tempi. Al 45′ arriva il vantaggio, rimontato dalla rete di Milenkovic (54′) e annullato dalla trasformazione del penalty (87′) fischiato sul (dubbioso) fallo di Terracciano su Dzeko. La Roma consolida, ufficiosamente, il quinto posto. Per renderlo ufficiale serviranno i tre punti di mercoledì contro il Torino.

LE PAGELLE

Pau Lopez 5,5 – Nel primo tempo ha da ringraziare il palo per aver respinto il tiro di Pezzella. Nella ripresa, però, è lento (ed impreciso tecnicamente, dacché non compie il passo di apertura) sul colpo di testa di Milenkovic. Tiene a galla la squadra con due belle uscite.

Mancini 5,5 – Sul pareggio vince il concorso di colpe con Lopez perdendosi Milenkovic. Con il poco lavoro difensivo da svolgere, si spinge in avanti, dove prima sfiora il gol e poi lo fa, vedendoselo però giustamente annullato.

Smalling 6 – In settimana si è concretizzata ancora di più l’assenza in Europa League. Ed il perché il Manchester United lo rivoglia era noto, ma meglio sottolinearlo. Ecco allora un’altra prestazione delle sue, fatta di accurata attenzione riservata a Koumé, senza tuttavia perdere d’occhio Cutrone e Vlahovic, a cui nel finale serve una ghiotta occasione

Kolarov 6,5 – Il migliore dei tre. Prodigioso nei tiri a botta sicura di Lirola prima e Vlahovic poi, davanti si fa vedere, seppur restando più dietro le quinte rispetto alle ultime gare. Da lui nasce infatti l’azione che porterà poi al rigore decisivo.

Bruno Peres 6,5 – Causa il rigore, che lo fa salire agli onori di una gara vissuta fino ad allora in sordina.

Diawara 6 – Amministra la gara, senza aggiungendo niente di che in regia. Mezzo voto in meno per il mancato colpo di testa sul pareggio di Milenkovic. (Dal 77’ Cristante SV)

Veretout 7 – Al cuor non si comanda? Chiedetelo a Jordan. Vede viola e sigla la doppietta. Dagli undici metri va lui, condannando, prima momentaneamente e poi definitivamente, gli ex compagni. Non esulta, ma fa esultare.

Spinazzola 6,5 – Con Kolarov arretrato, è un giocatore rinato. In avanti spinge costantemente, aiutato anche dalla presenza di Chiesa chiamato ad ostacolarlo.

Pellegrini 6 – Dopo una mezz’oretta di riposo, si sveglia tentando il tiro. Si muove tanto, avanti come dietro, fino a quando non va a sbattere contro Milenkovic che lo costringe ad uscire. (Dall’60’ Zaniolo 6 – Contro la squadra che lo aveva scartato (e quasi portato a rinunciare al sogno), tenta in tutti i modi di farsi vedere. Prima con un tiro, poi sprecando malamente il contropiede.)

Mkhitaryan 6 – Seppur ad intermittenza, quando si accende crea pericolo. Colpisce il palo, poi esce. (Dall’ 82’ Perez 6 – Dai sempre vivaci piedi dello spagnolo, nasce il rigore decisivo)

Dzeko 6,5 – Uno, nessuno e centomila. Lotta contro tutto e tutti, funge da punto riferimento della manovra ed indossa i panni dell’assist man, cambiandoli di tanto in tanto per recuperare palloni a destra e manca.

Fonseca 6,5 – Conferma la difesa a tre, ormai destinata a restare fino al termine della stagione. Con il nuovo schieramento ha dato una seconda giovinezza alla squadra. E magari sarà lo stesso anche in Europa.

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Roberto Gentili

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Cresciuto a pane, calcio e sport.
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