MotoGP Test Losail 2018 – Dovizioso e Zarco in grande spolvero. Marquez è lì. Yamaha in ripresa

Archiviati i test di Losail, per la classe MotoGP è tempo di pensare al debutto iridato, che ci sarà la prossima settimana, sempre sulla pista qatariota. La tre giorni nel deserto ci ha lasciato altre indicazioni, utili maggiormente per la prova d’apertura della stagione 2018, ma che qualcosa hanno detto anche in ottica campionato. Oltre all’interessante test di un’ora e mezza con pista bagnata artificialmente e sotto i riflettori, che ha abbastanza convinto la gran parte dei piloti.

Una fase del test finale su pista bagnata, atto a capire se a Losail si possa correre sotto la pioggia di notte (foto da: motogp.com)

L’aspetto che salta maggiormente all’occhio è la competitività del pacchetto Dovizioso-Ducati. Pur non primeggiando in nessuna delle tre giornate, in Qatar la GP18, almeno quella guidata dal forlivese, si candida con forza come favorita principale della gara d’apertura. Quasi disarmante la facilità con la quale il Dovi è riuscito ad ottenere tempi molto interessanti, con evidente beneficio anche sul passo, decisamente il migliore dei big.

Altro pilota a destare una grande impressione è stato Johann Zarco. Al volante della M1 ‘patchwork’ 2016 (con elementi sia del 2018 che del 2017), il pilota transalpino è stato sempre tra i migliori, con la ciliegina sulla torta del miglior tempo l’ultimo giorno, con un ottimo 1:54.029. Un chiaro segnale alla Yamaha, alla quale Zarco si è rivolto a chiare lettere, con un emblematico ‘… spero notino la qualità del mio lavoro già quest’anno‘.

La Honda, possiamo dire, è lì, vicina alla Ducati. Meno di quanto si pensi, però, se si stanno a sentire le parole di Marc Marquez che, a fronte di un chiaro miglioramento della moto dal punto di vista del motore, lamenta un gap non indifferente con Dovizioso dal punto di vista del passo. Bisogna però tener presente che il circuito qatariota non è mai stato molto amico né della Honda né di Marquez; ragion per cui le risultanze di questi test vanno circostanziate. Se Marc, dal canto suo, sarà della partita, così come Cal Crutchlow, miglioratosi giorno dopo giorno fino ai margini della top-3, discorso diverso vale per Dani Pedrosa, apparso in affanno a Losail, sempre al limite della top-10.

Torniamo a parlare di Yamaha, stavolta quella ufficiale. Rispetto ai precedenti di Sepang e Buriram, a Losail le cose sono andate meglio sia per Maverick Vinales (al top il primo giorno) che soprattutto per Valentino Rossi, in progressione fino al 2° tempo nell’ultima giornata. Una M1 2018 apparsa più a suo agio su un circuito che, sin dalle previsioni, si mostrava favorevole. Ciò, però, non ha eliminato tutte le criticità, tanto che lo spagnolo è finito spesso fuori strada a livello di setup, mentre il Dottore ha continuato a lamentare un gap di elettronica rispetto ai rivali. Il tutto in un contesto dove l’eccessivo degrado degli pneumatici, soprattutto all’anteriore, continua ad essere un incubo per gli uomini di Iwata.

Passando agli altri ducatisti, continuano gli alti e i bassi di Jorge Lorenzo. Il maiorchino, chiamato ad un 2018 di riscatto, non ha ancora il feeling che vorrebbe in sella alla GP18, faticando molto soprattutto nella ricerca del set-up ideale, beccando una media di mezzo secondo calcolata sui tre giorni, quantomeno sul giro singolo. Test grossomodo positivi per le due Ducati Pramac, con Jack Miller costantemente a seguire in classifica quasi come un’ombra Danilo Petrucci, entrambi assestatisi nella seconda metà della top-10.

La Suzuki ha confermato quanto di buono mostrato nelle sessioni precedenti, candidandosi a sorpresa del 2018. Se Alex Rins prosegue a far bene, piazzandosi immediatamente alle spalle (e a volte con) i big, la buona notizia per Brivio e per la Casa di Hamamatsu è la crescita di Andrea Iannone. Pur volando basso nelle dichiarazioni (e saltando per problemi di stomaco il terzo giorno), il pilota di Vasto sembra finalmente ritrovato, tanto da aver stampato anche il miglior crono nella seconda giornata.

In divenire la situazione in casa Aprilia e KTM. La Casa di Noale paga ancora un gap a livello di potenza e velocità di punta, ma sia Aleix Espargaro che Scott Redding si sono mostrati fiduciosi sul futuro della RS-GP. In KTM, con un Pol Espargaro ancora convalescente, la notizia più importante è quella della partnership, a partire dal 2019, con Tech 3. Passando ai rookie, dopo due giorni dominati da un convincente Takaaki Nakagami, la giornata di sabato ha visto la zampata del nostro Franco Morbidelli, issatosi in 12.esima posizione.

Gianluca Zippo

Informazioni sull'autore
Laureato in Giurisprudenza alla Federico II di Napoli. Malato di Formula 1 e calcio, seguo anche la MotoGP e la NBA.
Tutti i post di Gianluca Zippo