MotoGP, svelata la nuova Suzuki GSX-RR della stagione 2019

Dopo Ducati e HRC, arriva il turno della Suzuki. In mattinata, con un video di poco più di 8 minuti diffuso via web, la Casa di Hamamatsu ha svelato al pubblico la nuova GSX-RR. Una moto evoluzione di quella dello scorso anno, capace di portare a casa ben 9 podi, in sella alla quale i due piloti, gli spagnoli Alex Rins e Joan Mir, saranno chiamati a riportare la Suzuki ad una vittoria che manca dal Gran Premio di Gran Bretagna 2016, vinto da Maverick Vinales.

Joan Mir ed Alex Rins in posa, in sella alla nuova Suzuki GSX-RR 2019, presentata oggi (foto da: twitter.com/suzukimotogp)

La moto, che presenta una livrea pressoché invariata rispetto al 2018, è già scesa in pista, ovviamente in una versione acerba, nei test di novembre tra Valencia e Jerez de la Frontera, incontrando subito il favore dei due piloti, in particolare per il motore, che ne costituisce la novità principale. Negli ultimi tre giorni a Sepang, pista dove la prossima settimana si svolgerà la prima sessione di test collettivi del 2019, sono scesi in pista i collaudatori, ovvero il francese Sylvain Guintoli e il giapponese Takuya Tsuda.

Passiamo alle impressioni dei due piloti, a partire da un Alex Rins reduce da un’annata, quella scorsa, che possiamo definire ‘della consacrazione’, con 5 podi (2° ad Assen, Sepang e Valencia, 3° a Termas de Rio Hondo e Motegi), altri 4 arrivi in top-5 e il 5° posto finale nella Classifica Piloti (169 punti). “Voglio accumulare altra esperienza e provare a migliorare i risultati dello scorso anno” – ha commentato Rins – “Non vedo l’ora che arrivi il GP del Qatar e spero che la moto sia migliorata molto. Cosa desidererei? Maggior velocità di punta e una frenata migliore“.

Il pilota spagnolo ritiene la GSX-RR ormai matura per tornare al successo: “Il 2018 è stato fantastico per noi. Siamo riusciti a sviluppare molto la moto e penso che l’obiettivo quest’anno sia quello di raggiungere quella vittoria che ci è mancata lo scorso anno. Penso che ora siamo pronti per la vittoria. Pressione? No, nessuna. Alla fine dell’anno scorso ero molto concentrato sulla mia moto e sul suo sviluppo. E’ vero che in questo 2019 non potrò contare su un pilota esperto come Iannone al mio fianco, ma non credo sia un gran problema. Dobbiamo concentrarci sul nostro lavoro e aiutare il team nel rendere vincente la nostra moto“.

Joan Mir, Campione del Mondo Moto3 nel 2017, arriva nella classe regina dopo un’annata da rookie in Moto2 fatta di alti e bassi, con un 6° posto finale (155 punti) e quattro podi all’attivo (2° al Sachsenring e a Phillip Island e 3° a Le Mans e al Mugello). In particolare, Mir è accompagnato dai dubbi di chi lo reputa ancora acerbo per competere in MotoGP. Il giovane iberico, ovviamente, vuol far ricredere tutti: “L’obiettivo è imparare e migliorare di gara in gara. Voglio arrivare ad un buon livello al debutto di Losail, adattarmi alla categoria ed alla moto, e da lì in avanti cercare di crescere, riducendo sempre di più il distacco dai big“.

Secondo tanti un rookie è più tranquillo, potendo correre senza pressioni” – continua Mir – “Ciò non sempre è vero, ma in linea generale può essere accettato, anche perché di solito dai debuttanti ci si attende poco o niente. Io voglio fa ricredere tutti. Essere un rookie non mi spaventa. In ogni categoria, ciò che fa la differenza è la velocità con cui ti adatti, sia alla moto che alle gomme. Devo analizzare come guidano gli altri, per cercare di avvicinarmi a loro il prima possibile“.

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Gianluca Zippo

Informazioni sull'autore
Laureato in Giurisprudenza alla Federico II di Napoli. Malato di Formula 1 e calcio, seguo anche la MotoGP e la NBA.
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