MotoGP, analisi Gran Premio d’Europa

Si è concluso nel weekend il Gran Premio d’Europa, terziultima tappa del Mondiale di MotoGP. Sulla pista di Valencia è successo davvero di tutto, con clamorosi ribaltoni di classifica in tutte e tre le classi.

In Moto 3 c’è stato una sorta di gioco al “ciapa no” con tutti i pretendenti al titolo che sono incappati in incidenti e sono stati costretti al ritiro. Ne ha approfittato solo parzialmente Ai Ogura, ora secondo a tre punti dal leader del campionato che resta Albert Arenas.

La Moto2 ha visto invece il cedimento di Sam Lowes, caduto con la sua Kalex alla curva sei quando mancavano dieci giri al traguardo. Ne ha così approfittato Enea Bastianini, autore di una grande gara in rimonta e ora leader del Mondiale con sei punti sullo stesso pilota britannico.

La MotoGP ha invece definitivamente consacrato Joan Mir, autore di una prestazione magistrale sulla sua Suzuki e ora a un solo podio dalla vittoria del titolo iridato. Andiamo a scoprire più nel dettaglio cosa è successo nel lungo weekend spagnolo.

MotoGP: doppietta della Suzuki che “vede” il titolo mondiale

È la squadra protagonista in questo finale di stagione e lo dimostra con una doppietta che mette forse la parola fine sul Mondiale piloti e riaccende quello costruttori. La Suzuki mette le ali e si fa trascinare dalla sua coppia iberica, Mir-Rins, che firmano una storica doppietta sul circuito casalingo.

Chi pensava che Joan avrebbe giocato sulla difensiva cercando di farsi trascinare dalla scia del compagno, è rimasto deluso. Il classe 2000 ha impostato una gara d’attacco e, partito dalla quinta posizione, è andato ad infilare il compagno alla curva otto del diciassettesimo giro.

Da quel momento si è semplicemente trattato di resistere ai timidi attacchi di Espargaro e Nakagami, ma per la coppia spagnola si è trattato di un trionfo assoluto.

Disastro Yamaha: Quartararo dice addio ai sogni di gloria

Se la Suzuki ride, in casa Yamaha c’è solo da mettersi le mani nei capelli per quanto successo sul circuito valenciano.

A cominciare da Quartararo, che dice definitivamente addio ai sogni di gloria scivolando insieme ad Aleix Marquez nei primi giri della corsa. “El diablo” tenta disperatamente di recuperare, ma non arriva oltre un mesto quattordicesimo posto che gli costa il -37 in classifica.

Weekend amaro anche per Valentino che, rientrato in pista dopo un mese, è costretto a ritirarsi dopo quattro giri per un problema al motore. Soffre, e scivola dietro Dovizioso e Binder in undicesima posizione, anche Franco Morbidelli, mentre poco può Vinales costretto a partire addirittura dalla pit lane.

Honda: Nakagami giù dal podio

Bicchiere mezzo vuoto anche per la Honda che deve assistere al ritiro di Alex Marquez, caduto a quattro giri dalla fine, e alla lotta impari di Nakagami contro i diretti rivali della Suzuki che lo staccano di oltre due secondi.

Un passo indietro per la scuderia arancione, che proprio in Marquez aveva trovato un pilota di sicuro affidamento nelle ultime settimane. Non pervenuto Bradl, che chiude dodicesimo solo grazie al copioso numero di ritiri per parte avversaria.

Ducati: a Dovizioso non basta un gran finale

In leggera ripresa, ma non basta di certo, la Ducati. La scuderia di Borgo Panigale riponeva in Dovizioso le ultime chance di titolo, ma il “Dovi” si è acceso solo nel finale dove è stato capace di superare Morbidelli e Zarco.

Proprio dal francese era lecito aspettarsi di più dopo una discreta qualifica al sabato, ma Johann si è subito spento finendo presto imbottigliato in mezzo al gruppo. Unica, magra consolazione, con Petrucci anch’egli in seria difficoltà, è il sesto posto di Miller, che porta almeno 10 punti in cascina.

KTM: Espargaro e Binder sugli scudi

Buona gara per la KTM, che non riesce a prendersi la vittoria nonostante la pole di Pol Espargaro, ma mette in mostra un Brad Binder in grande spolvero.

Il pilota sudafricano si rende protagonista di un grande finale di gara, facendo registrare il giro più veloce (1:34.884) e completando una grande rimonta che lo porta a sfiorare la top 5. Bene anche Miguel Oliveira che per lunghi tratti della corsa riesce a mantenersi in lizza per il podio.

Male, infine, Aprilla che conclude la propria gara con i ritiri di Espargaro, fuori dopo il contatto con Quartararo e del debuttante Savadori, caduto a pochi giri dalla fine.

Moto2: Bezzecchi trionfa e accorcia su Lowes. Bastianini nuovamente in testa

La Moto2 torna a parlare italiano con Marco Bezzecchi che conquista la vittoria dopo essere partito quinto in griglia e aver ricucito il gap sin dai primissimi giri.

Cade invece Sam Lowes, il britannico della Kalex, dopo una serie di GP dominati, e lo fa nella curva sei (tra le più insidiose) a dieci giri dal termine.

La copertina della gara se la prende comunque tutta Enea Bastianini: una grande gara in rimonta quella del pilota italiano che parte addirittura quindicesimo in griglia e riesce a strappare la quarta posizione dopo un lungo testa a testa con Lorenzo Baldassarri.

Per Bastianini si tratterà ora di gestire i sei punti conquistati su Lowes e portarli fino in fondo per festeggiare la vittoria del Mondiale tra due gare.

Moto3: occasione sprecata per Ogura

In Moto3 spreca una grande occasione Ai Ogura, unico pilota rimasto in gara tra quelli candidati alla vittoria. Vietti e Arenas si fanno male a vicenda quando, dopo appena due giri, il pilota italiano cade in curva a causa della temperatura troppo fredda degli pneumatici.

Nell’impatto hanno la peggio lo spagnolo Alonso Lopez, costretto al ritiro, e lo stesso Arenas cui si rompe lo scarico motore. I meccanici KTM le provano tutte per rimettere in pista il pilota iberico e vi riescono.

Arenas si lancia dunque all’inseguimento degli avversari cercando di perdere il terreno perduto (ben tre giri). A fermarlo è però la bandiera nera dei giudici, a squalificarlo dopo che lui stesso ostacola Ogura, il quale lo aveva doppiato, infrangendo le regole.

Proprio la condotta di gara troppo sparagnina del giapponese, aggressivo solo nel finale, gli costa la vittoria e la possibilità di superare Arenas in testa al Mondiale. Un vero peccato considerando che anche Masia, partito molto indietro nella griglia, sarà costretto al ritiro dopo una caduta.

A vincere un Gran Premio dominato dall’inizio alla fine è dunque Raul Fernandez che si toglie una bella soddisfazione in sella alla sua KTM.

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