Mino Raiola e altre storie: perché tutti addosso al Milan?

Zlatan Ibrahimovic, espulso ingiustamente a Parma e punito con una sanzione idiota e cervellotica nonché innovativa, è ora il nemico con la N maiuscola: ha ucciso un leone, ha una società di scommesse, ha infranto le norme anti-Covid ed ha architettato gli omicidi di Abraham Lincoln, Francesco Ferdinando, John Fitzgerald Kennedy e John Lennon.

Destabilizzare lui e il Milan per un finale di stagione che faccia del tutto naufragare il progetto? Forse no. Ma fa vendere più copie questo che un’indagine sui motivi veri che hanno portato alla nascita di un cartello anti-Dal Pino formato da Inter, Juventus, Fiorentina, Atalanta, Verona, Napoli e Lazio.

Tutte queste società sono tutte contrarie ai fondi tipo Elliott mentre il presidente rossonero Paolo Scaroni, emanazione di Paul Singer, è uno dei principali sponsor dello sfiduciando presidente della Lega Calcio. Attenzione, dunque.

O forse sarebbe meglio indagare sulla salute di Inter e Juventus perché Dagospia (a volte ci prende eh) parla di Covisoc interessata alle plusvalenze bianconere e Uefa china a studiare i conti nerazzurri. Ma no, meglio parlare di Ronaldo e delle guarigioni da lui operate.

Nel frattempo gira per l’Europa il buon Mino Raiola. Ad inizio aprile, dopo aver detto che far approdare Erling Haaland a Dortmund è stato un errore ed essendo contrario al gravissimo atto di insubordinazione dei tedeschi, che non vogliono cederlo, ha prelevato Haaland sr. portandoselo in giro a valutare ogni offerta per il figliolo.

Lungi da noi dire che ciò ha destabilizzato i gialloneri, ma a stagione in corso sarebbe da evitare. Ma è Raiola, è l’Al Capone dei procuratori e può fare questo perché non infrange alcuna legge. Infrange altro, ma non è un reato.

La Bild lo mette in pessima luce e a caratteri cubitali invitando ad una riflessione, ma a noi italica gente piace stendergli tappeti rossi come a Cannes ed ecco che le sue veline finiscono sui giornali anziché nel cestino: “Donnarumma alla Juventus in cambio di Bernardeschi“, “Donnarumma non rinnova“, ecc…

Qual è il problema? Semplicemente il rinnovo sarà ufficiale al raggiungimento della qualificazione in Champions League, commissioni da 20-25 milioni o no. Perché è quello che Raiola vuole: la stecca multimilionaria che i club gli devono e che sono più alte se il giocatore va via a poco, per cui figuriamoci a zero.

E Donnarumma? Il problema è il suo accordo con l’ex pizzaiolo, che dev’essere gravoso davvero se gli impedisce di imitare Insigne ed Hamsik, separatisi anche perché Raiola non vedeva più in loro i lauti guadagni che il portiere, davvero un potenziale top al contrario degli altri due, gli garantisce.

Donnarumma accetterà gli 8 milioni + bonus offerti. Sempre che sia questa la proposta. Quel che i tifosi devono fare, comunque, è avere pazienza perché Frederic Massara, Paolo Maldini e Ivan Gazidis sanno ciò che fanno e troveranno il modo per sistemare il problema delle commissioni. Con le buone o con le cattive.

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Ludovico Maiorana

Informazioni sull'autore
Sono Ludovico Maiorana, ho 33 anni, quasi 34, e sono di Barcellona Pozzo di Gotto. Sono laureato in Scienze Storiche e scrivo per Stadiosport.it.
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