La Juventus batte il Benfica 2-0 all’Allianz Stadium in una serata pesante, nervosa e piena di episodi, ma Luciano Spalletti dopo il match non si concentra solo sul risultato. L’allenatore bianconero ha parlato apertamente della tensione percepita allo stadio, del rischio corso nel finale e di ciò che la squadra deve migliorare subito per alzare davvero il livello in Champions League. La frase che sintetizza meglio il suo pensiero è chiara e diretta: “Il nostro radar deve essere sempre online”.
La partita non è stata una passeggiata. La Juventus ha impiegato tempo per trovare varchi contro il Benfica di José Mourinho, e nel complesso ha vissuto momenti in cui ha abbassato troppo il baricentro, concedendo campo e alimentando l’ansia generale. A sbloccare l’equilibrio ci hanno pensato soprattutto le giocate e l’impatto dei centrocampisti, con Khephren Thuram e Weston McKennie decisivi nel trovare la via giusta per rompere la resistenza portoghese.
Spalletti e la reazione allo Stadium: “Se non vinci, ti tirano addosso”
Nel post-partita, parlando ai microfoni di Amazon Prime Video Italia, Spalletti ha ammesso di aver percepito un clima difficile con parte del pubblico. Non ha nascosto un certo fastidio, ma ha spiegato che in una sfida del genere la pressione diventa inevitabile, soprattutto quando la squadra non riesce subito a chiuderla.
Secondo il tecnico, la Juventus era partita bene, poi però la gara si è “bilanciata” e i bianconeri hanno finito per abbassarsi troppo, perdendo diversi palloni in modo evitabile. Ed è proprio questo, per lui, il punto centrale: quando perdi palla in modo leggero e concedi ripartenze, regali tensione all’ambiente e ti metti da solo nella condizione di dover soffrire.
L’episodio del rigore e il rischio finale: partita che poteva riaprirsi
L’azione che poteva davvero cambiare la serata è arrivata nel finale, con un rigore per il Benfica che avrebbe potuto trasformare gli ultimi minuti in un assedio pieno di paura. A salvare la Juventus è stato anche un dettaglio grottesco: Vangelis Pavlidis è scivolato al momento della battuta, complici anche le condizioni del terreno di gioco, e l’occasione è sfumata.
Spalletti ha però sottolineato un concetto importante: al di là dell’errore dell’avversario, la Juventus avrebbe dovuto evitare proprio di concedere quel penalty. Per lui è un difetto di lettura e di maturità, perché non serve intervenire sempre in modo aggressivo con il tackle se la situazione non lo richiede. In Champions certi errori si pagano e basta, senza seconde possibilità.
Il cambio che ha dato una scossa: Conceição per Miretti
Durante la ripresa, Spalletti ha cambiato qualcosa e la Juventus ne ha beneficiato. L’ingresso di Francisco Conceição al posto di Fabio Miretti ha dato più imprevedibilità e ha aiutato la squadra a ritrovare una gestione più coraggiosa della palla.
Anche qui, però, l’allenatore è rimasto lucido: l’inizio del secondo tempo non è stato perfetto, ma dopo qualche minuto la Juventus ha ricominciato a “fare il suo calcio”. La sensazione è che la squadra stia ancora imparando a restare dentro la partita con la stessa intensità dal primo all’ultimo minuto, senza quei vuoti che contro certe avversarie diventano pericolosissimi.
“Radar online” e reazione più rapida: cosa deve cambiare davvero nella Juve
Il punto più interessante dell’analisi di Spalletti è legato alla modernità del calcio. Per lui oggi non basta saper giocare bene a tratti, serve una capacità costante di leggere le situazioni, anticipare gli sviluppi e reagire prima degli avversari.
Ha chiesto una Juventus più rapida nella previsione dei momenti in cui l’avversario “torna addosso”, più aggressiva mentalmente e meno frenetica tecnicamente. Ha usato un’immagine forte parlando di passaggi “balbettanti”, come se la palla venisse continuamente “tossita” dalla squadra, persa e recuperata senza controllo. Questo è esattamente ciò che non deve succedere se vuoi stare stabilmente a un certo livello europeo.
Detto questo, Spalletti ha riconosciuto anche segnali positivi: nonostante le difficoltà, ha visto miglioramenti concreti e un percorso che inizia a dare risposte.
Jonathan David sotto esame: qualità sì, ma serve più cattiveria
Spalletti ha parlato anche di Jonathan David, utilizzato ancora da centravanti. Il tecnico ha riconosciuto che David sa giocare e ha intelligenza calcistica, ma gli chiede qualcosa di più sul piano della mentalità e della ferocia.
Il concetto è chiaro: secondo Spalletti David vive la partita con un atteggiamento da “bravo ragazzo”, come se ogni match fosse uguale all’altro, e questo gli fa perdere un po’ di quella determinazione che serve per diventare un riferimento totale. Non basta esserci solo nei momenti del gol, perché una partita è una scatola che va riempita con tante cose: lavoro sporco, presenza, palloni tenuti, duelli, sacrificio.
In sostanza, il messaggio è che un centravanti moderno deve saper fare anche da punto d’appoggio, far salire la squadra e aiutare a respirare, soprattutto quando il match si sporca. E in questo Spalletti mette dentro anche Openda, chiedendo lo stesso tipo di crescita.
Yildiz “alieno”, ma deve completarsi: non basta il talento puro
Tra i passaggi più forti del post-partita c’è quello su Kenan Yildiz, definito senza mezzi termini “l’alieno della squadra”, quello che per qualità e talento “sta sopra” agli altri. È un complimento enorme, ma accompagnato da una richiesta precisa.
Spalletti ha spiegato che Yildiz non potrà mai avere movimenti difensivi identici a quelli di McKennie, perché sono giocatori diversi, ma oggi non basta più essere bravi solo in certe cose. Il calcio moderno ti chiede completezza: anche chi ha più qualità deve imparare a coprire, a leggere le fasi senza palla e a dare una mano quando la squadra si abbassa o deve resistere.
È un discorso molto concreto, perché fa capire che la Juventus sta cercando di crescere non solo nei singoli, ma soprattutto nella mentalità collettiva.
Classifica Champions e prossimo passo: trasferta con il Monaco di Pogba
Con questo successo la Juventus sale a 12 punti e si porta al 15° posto nella classifica di Champions League, arrivando all’ultima giornata con una situazione piuttosto positiva. La qualificazione ai play-off è sostanzialmente al sicuro, ma l’obiettivo diventa migliorare il piazzamento per essere testa di serie nel sorteggio.
L’ultima sfida sarà in trasferta contro l’AS Monaco di Paul Pogba, un appuntamento che può diventare decisivo per dare continuità al percorso e per capire se la Juventus di Spalletti sta davvero trovando quel livello di attenzione e ferocia che l’allenatore continua a pretendere.