Italia, siam pronti alla morte solo se si vince?

I social di ieri sera erano infestati di post contro, contro Ventura, contro Immobile, contro Belotti, contro Insigne e contro i mercenari di questa Italia, tanto amata quanto ricoperta d’odio. Questo accanimento mediatico contro la Nazionale è intollerabile. Anche io ieri sera ho assistito a una partita non bella, ma non  per questo motivo ho smesso di tifare Italia.

Fino al quinto minuto di recupero ho sperato di pareggiare una partita che con un po’ di fortuna (anche senza aver giocato bene) avremmo potuto portare a casa. La rabbia di Ventura è stata la mia, e quando le telecamere hanno inquadrato il suo volto deluso riuscivo a riconoscermi nelle sue espressioni facciali.

L’Italia ha giocato male ma questa Svezia non ce la aspettavamo di certo così. Ci aspettavamo 11 energumeni pronti a picchiar duro (cosa che è avvenuta) ma di sicuro non eravamo pronti alle giocate di Forsberg ed Ekdal, talenti assoluti che hanno dispensato palloni e geometrie in mezzo al campo. Ne è uscita una partita rocciosa, spigolosa e difficile sotto tutti i punti di vista ma abbiamo ancora un ritorno e sappiamo di essere più forti. Ieri sera non si è visto, è vero, ma siamo tecnicamente una spanna sopra e dobbiamo solo trovare il modo per dimostrarlo.

Immobile e Belotti non possono giocare insieme, perché si pestano i piedi e fanno gli stessi movimenti. Meglio mettere dentro Insigne e Bernardeschi, capaci di saltare l’uomo e di creare scompiglio sulle fasce. Ripartiamo da qui. E soprattutto, ripartiamo dal tifo.

Quelli che ieri si sono prodigati a insulti di ogni tipo su Ventura e sulla Nazionale, sono gli stessi che saliranno sul carro del vincitore se vinceremo 2-0 contro gli svedesi. Non si fa così. La Nazionale è una nostra seconda pelle e non possiamo vomitare odio e complimenti a distanza di pochi giorni. Quindi Forza Italia, Forza Ventura e soprattutto forza ragazzi. C’è un risultato da ribaltare e una nazione gloriosa che non può permettersi di non partecipare ai Mondiali.

Fonte immagine: Calcioefinanza.it

L’impresa è ardua, io sono con voi. E se per caso non dovessimo riuscirci, nessun problema. L’importante sarà aver assistito a una partita in cui ci avete provato fino alla fine. Fino all’ultimo secondo. Se dovrò piangere di gioia, ci sarò. Se dovrò piangere dalla delusione, anche. Ma tiferò per voi fino al fischio finale. Forza ragazzi, regalateci un’altra notte magica inseguendo un gol…

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Angelo Dino Surano

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Giornalista, editor, ghostwriter, lettore appassionato. Una vita intera dedicata alla parola e alle sue innumerevoli sfaccettature.
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