Iker Casillas annuncia il ritiro dall’attività agonistica

La fine di un mito: Iker Casillas, dopo 30 anni passati tra i pali di una porta, annuncia il proprio ritiro dal calcio giocato appendendo di fatto i guantoni al chiodo. Il portierone iberico chiude così una carriera che lo ha visto prima diventare capitano e leggenda del Real Madrid, poi terminare il proprio percorso professionale al Porto.

Una carriera ricca di successi, sia a livello di club che di Nazionale. Casillas è stato infatti il portiere titolare delle “furie rosse” per oltre 15 anni e ha contribuito a scrivere una delle pagine più vincenti della storia dello sport quando, tra il 2008 e il 2012, la Spagna si fregiò di ben tre titoli consecutivi, due europei e uno mondiale. Nel “cuatrienio de oro” Casillas fu attorniato da campioni assoluti, che costituivano l’ossatura di due tra le squadre più forti al mondo quali erano il Real Madrid e il Barcellona.

Casillas
Iker Casillas

È anche grazie a questa “amalgama” che Iker ha potuto fregiarsi di così tanti successi, come lui stesso ha ricordato nel suo messaggio d’addio al calcio postato sul profilo Twitter:

L’importante è il cammino che percorri e la gente che t’accompagna, non la meta a cui ti porta, perché quest’ultima arriva con lavoro e sforzo e solo allora puoi dire, credo senza dubitare, che si tratta della meta sognata”.

Lui, portiere da 1.119 partite, secondo portiere per gare giocate dietro solo a Rogerio Ceni, è stato un esempio e un modello per tutti. Non solo per la correttezza e la lealtà messa in campo, ma anche per la tenacia con la quale è tornato ad allenarsi dopo aver subito un infarto nel maggio del 2019. Il suo palmares parla per lui: oltre ai già citati titoli con la Spagna, Casillas ha messo in bacheca tre Champions League, due Supercoppe europee, due Mondiali per club, sette Scudetti tra Spagna e Portogallo, tre Coppe nazionali e cinque Supercoppe. Ai titoli di squadra si aggiungono poi vari riconoscimenti e record individuali, tra cui l’onore di essere stato inserito ben sei volte nella squadra dell’anno Fifa, di essere entrato due volte nella formazione tipo degli Europei (2008, 2012), di aver vinto il premio “Miglior portiere” durante la rassegna iridata in Sudafrica nel 2010, di aver vinto un importante riconoscimento intitolato a Zamora, (miglior portiere della Liga), nonché quello di essere stato nominato “Miglior portiere al mondo” per ben cinque volte dall’Istituto di Statistica del Calcio (IFFHS). Cosa farà nella sua “seconda vita” un uomo che ha dato così tanto al calcio? Possibile che si dedichi alla carriera da dirigente e, nel frattempo, si goda la bellissima Sara Carbonero e i piccoli Martìn e Lucas, nelle vesti di marito-padre.