Lite Ibrahimovic-Lukaku: niente razzismo, solo antisportività per la Procura FIGC

Ibrahimovic Lukaku. Trova una conclusione l’indagine avviata in seguito alla lite scoppiata tra Zlatan Ibrahimovic e Romelu Lukaku nel derby di Coppa Italia. L’episodio dello scorso 26 gennaio ha fatto scattare un vero e proprio polverone mediatico dove, in particolare Ibrahimovic, era stato accusato di atteggiamenti razzisti nei confronti dell’avversario. Per la FIGC, però, è solo condotta antisportiva.

Se n’è parlato per due lunghi mesi. Le scintille nate tra Zlatan Ibrahimovic e Romelu Lukaku in Coppa Italia sono ricordate più della partita stessa. Tra i due attaccanti di Inter e Milan era nato un battibecco durante attimi di tensione quando la partita era sull’1-0 per i rossoneri. La FIGC, a tale proposito, aveva aperto un’indagine per poter trovare la verità in questo episodio.

Inizialmente si pensava di alcuni insulti razzisti, legati all’etnia e alla religione, da parte di Ibrahimovic nei confronti dell’attaccante belga. Alla fine, però, si è deciso che si trattasse di condotta antisportiva da parte dei due giocatori senza alcun tipo di sfondo razziale. Dopo la partita ,però, sono apparsi diversi retroscena su cosa si siano detti i due in quel lasso di tempo.

Ibrahimovic Lukaku, solo un’ammenda per i due giocatori

Tra gli insulti che più avevano colpito sicuramente c’è il famoso rito voodoo che Ibrahimovic avrebbe rivolto a Lukaku. Infatti lo svedese lo accusava di realizzare riti di magia nera per via di un aneddoto legato all’attaccante belga quando giocava nell’Everton. All’epoca, il presidente della squadre inglese, Farhad Moshiri, sosteneva che la carriera di Lukaku fosse stata favorita da alcuni riti voodoo celebrati insieme alla madre.

Si tratterebbero, però, di dichiarazioni faziose in quanto il giocatore, così come anche la madre, sono cattolici praticanti. Ma Ibra ha voluto usare le parole del magnate iraniano dei Blues per attaccare nell’orgoglio il suo avversario. In risposta, invece, Lukaku avrebbe insultato la madre e la moglie dello svedese e si parlerebbe anche di alcune minacce.

I giocatori non hanno parlato di quell’episodio né tantomeno i loro club. Per la FIGC sono solo dicerie e non sussistono basi fondate per poter parlare di razzismo vero e proprio. Tutto, quindi, si risolverà con una squalifica. C’è la possibilità, da parte dei due giocatori, di poter patteggiare. Così facendo la vicenda si concluderebbe con il pagamento di una multa mettendo la parola fine a questo spiacevole episodio.

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