
Ci sono punti che non si limitano a far esultare il pubblico. Restano nella memoria perché contengono tutto: tensione, coraggio, lettura tattica, tecnica pura e quella frazione di secondo in cui un campione decide di andare oltre il “colpo sicuro” e provare l’impossibile.
Per questo motivo parlare dei punti più spettacolari della storia del tennis significa raccontare anche il contesto, l’atmosfera, l’importanza del momento e il modo in cui lo scambio ha cambiato la partita o ha definito un’intera rivalità.
Di seguito trovi 20 episodi iconici, 10 del circuito maschile e 10 di quello femminile, descritti in modo lungo e dettagliato, proprio come li racconteresti in un articolo evergreen da tenere sempre buono.
I 10 punti più spettacolari della storia del tennis maschile
1. Federer vs Nadal, Wimbledon 2008, finale: lo scambio che ha acceso la finale più famosa di sempre
La finale di Wimbledon 2008 non è stata solo una partita, ma un evento globale, il tipo di confronto che trasforma uno sport in un racconto epico. Da una parte Roger Federer, re dell’erba e campione in carica, dall’altra Rafael Nadal, l’assediante che negli anni precedenti aveva imparato a soffrire su quella superficie e ora sembrava pronto a prendersi il trono. In mezzo, uno scambio che sintetizza perfettamente il loro modo di intendere il tennis: Federer che cerca di “scrivere” il punto con il tocco e la geometria, Nadal che risponde “cancellando” ogni vantaggio con difese fuori scala.
Lo scambio nasce spesso da un pattern classico: Federer prova a uscire dalla diagonale di rovescio con un’accelerazione improvvisa o con una palla più profonda, poi attacca la rete per chiudere con volée o smash. Nadal, invece, non si limita a ribattere: prende il tempo, alza la traiettoria quando serve, trova angoli più larghi, e soprattutto fa una cosa che sull’erba è rarissima, difende con i piedi dentro il campo quando può e fuori dal campo quando è costretto, senza perdere la qualità del colpo.
Il pubblico capisce immediatamente che non è uno scambio come gli altri, perché la palla non muore mai. Federer prova la soluzione elegante, Nadal la annulla, Federer cambia direzione, Nadal arriva lo stesso. Quando arriva il colpo finale, quello che chiude il punto, non è solo un vincente: è una dichiarazione. Quel punto è diventato simbolo perché mostra una cosa precisa: nella partita più importante, contro l’avversario più scomodo, entrambi scelgono di rischiare il massimo. E l’erba, normalmente “sbrigativa”, diventa teatro di un rally che sembra impossibile su quella superficie.
2. Djokovic vs Nadal, Australian Open 2012, finale: il punto che racconta l’era dell’endurance
La finale dell’Australian Open 2012 tra Novak Djokovic e Rafael Nadal è stata la partita in cui il tennis ha mostrato al mondo una nuova dimensione della resistenza. Non era più solo questione di colpi: era capacità di stare dentro lo scambio anche quando le gambe smettono di rispondere. In quel contesto, uno scambio del quinto set è diventato emblematico perché racchiude il DNA del tennis moderno: traiettorie pesanti, profondità costante, difesa elastica e attacco costruito con pazienza chirurgica.
Il punto comincia spesso con una diagonale che sembra “normale” solo per chi guarda da casa. In realtà ogni palla viaggia con rotazione, peso e velocità tali da spostare l’avversario di mezzo metro anche quando la palla non sembra particolarmente angolata.
Nadal prova a spezzare il ritmo alzando l’intensità sul dritto, Djokovic risponde con il suo colpo più logorante, il rovescio in anticipo, piatto ma profondo, che toglie tempo e spazio. Il rally si allunga, e la cosa impressionante non è solo il numero di colpi, ma la qualità che rimane alta: nessuno dei due “butta” la palla per respirare. Quando Djokovic decide di cambiare direzione con un rovescio lungolinea, lo fa in un momento in cui un giocatore normale sceglierebbe la soluzione più conservativa. È una scelta tecnica e mentale: significa dire “voglio il punto adesso, non tra cinque scambi”. Il pubblico percepisce che non è un semplice vincente: è il colpo che spezza un equilibrio fisico e psicologico durissimo, uno di quei punti che, anche se non chiude la partita, cambia la percezione del match.
3. Djokovic vs Federer, US Open 2011, match point annullato: il coraggio che ribalta la storia
Se c’è un punto che racconta la trasformazione di Djokovic da grande campione a dominatore mentale, è quello sul match point contro Roger Federer agli US Open 2011. La situazione è una delle più pesanti possibili: Federer serve, ha match point, lo stadio è pronto ad applaudire il “finale annunciato” e Djokovic sembra a un passo dall’eliminazione. Ed è qui che succede qualcosa che ancora oggi viene citato come manifesto del tennis d’élite: Djokovic decide di rispondere alla seconda di servizio non con prudenza, ma con un colpo che sfida la logica.
Il punto in sé è rapido, ma l’enormità sta nella scelta. Su una seconda, a quel livello, molti si limitano a rimettere la palla profonda e sperare nello scambio. Djokovic invece entra con i piedi, anticipa, e spara un dritto in controbalzo che taglia il campo, quasi un vincente “da highlights” in un momento in cui sarebbe normale tremare. Non è solo potenza: è timing perfetto, perché colpire così richiede un equilibrio impeccabile e una lettura istantanea della traiettoria. Federer, sorpreso, non riesce a controllare la risposta. Lo stadio cambia umore in un secondo: dal boato di fine match al silenzio incredulo. Questo punto è spettacolare perché non è solo un colpo bello, è un colpo che riscrive la narrativa: dimostra che Djokovic, sotto pressione, non gioca per sopravvivere, gioca per comandare.
4. Borg vs McEnroe, Wimbledon 1980, tie-break del quarto set: il punto dentro il punto
Il tie-break del quarto set della finale di Wimbledon 1980 è una leggenda nella leggenda, ma al suo interno ci sono scambi che sembrano essere “punti dentro il punto”, micro-partite giocate in pochi secondi. Björn Borg, simbolo di controllo e freddezza, contro John McEnroe, genio e caos, attaccante naturale con mano sopraffina.
Lo scambio più spettacolare è spesso quello in cui McEnroe sale a rete e Borg, invece di limitarsi a un passante “sicuro”, cerca l’angolo più stretto, costringendo l’americano a una volée di puro istinto. Si entra in un duello ravvicinato: volée, contro-volée, palla che viaggia veloce e bassa sull’erba, rimbalzi imprevedibili, reazioni fulminee.
La cosa che rende questo punto storico è che, pur essendo un’epoca diversa, si percepisce già il concetto moderno di pressione: ogni colpo può decidere la finale. McEnroe si esalta, Borg non arretra di un millimetro emotivo. Quando il punto si chiude, non è solo l’applauso per la difficoltà tecnica, è la consapevolezza collettiva di aver visto un momento irripetibile. Il tie-break finisce 18-16 e diventa immortale, ma quello scambio resta come fotografia perfetta del contrasto tra due stili e due personalità.
5. Nadal vs Verdasco, Australian Open 2009, semifinale: lo scambio della sopravvivenza
La semifinale del 2009 tra Rafael Nadal e Fernando Verdasco è uno dei match più sottovalutati quando si parla di “classici”. Eppure, per intensità, ritmo e qualità, è un capolavoro. Il punto simbolo arriva spesso nel quinto set, quando la fatica è già un muro e ogni scambio diventa una prova di resistenza mentale.
Verdasco spinge con il dritto mancino come fosse un martello, cerca vincenti rapidi, prova ad aprirsi il campo con angoli larghissimi.
Nadal risponde con profondità e difesa elastica, ma soprattutto con una cosa che in quel match è stata decisiva: la capacità di trasformare la difesa in attacco senza perdere equilibrio. Lo scambio spettacolare nasce da un assalto: Verdasco carica, Nadal corre, scivola, rimette. Verdasco insiste, Nadal ancora. A un certo punto la palla sembra destinata a chiudersi per potenza, e invece Nadal trova il passante incrociato stretto, quello che taglia via il campo e fa sembrare l’avversario “fermo”. Il pubblico esplode non solo perché è un colpo bello, ma perché è un colpo di sopravvivenza: quel punto dice che Nadal, anche quando sembra schiacciato, trova sempre una porta d’uscita.
6. Alcaraz vs Djokovic, Wimbledon 2023, finale: il rally che ha consacrato il futuro
Nella finale di Wimbledon 2023, il momento che rimane impresso è quel game interminabile del terzo set, una battaglia di nervi che sembra durare un’era. Dentro quel game, lo scambio più spettacolare tra Carlos Alcaraz e Novak Djokovic è il manifesto della nuova generazione contro il maestro assoluto della gestione dei punti importanti.
Alcaraz alterna potenza e creatività: non si limita a spingere, ma usa smorzate, cambi di altezza, variazioni di ritmo. Djokovic, come sempre, legge tutto, arriva su ogni palla e prova a “standardizzare” lo scambio, riportandolo nella sua zona di controllo. Il punto spettacolare è quello in cui Alcaraz osa la smorzata in un momento di pressione, Djokovic arriva e ribatte, poi Alcaraz prova il lob, Djokovic lo legge, ma la palla torna ancora.
Si arriva a un passante in corsa che richiede una coordinazione perfetta: colpire in equilibrio precario, con il corpo aperto, scegliendo l’angolo giusto per non dare una palla comoda al serbo. Quando Alcaraz chiude, non è solo una giocata da highlights: è la prova che il ragazzo non ha paura del palcoscenico, e che la sua creatività non crolla nei punti più pesanti.
7. Murray vs Djokovic, Shanghai 2012: lo scambio della difesa totale
Quando Andy Murray e Novak Djokovic entrano in modalità “muro contro muro”, il tennis sembra diventare un altro sport. A Shanghai 2012 c’è uno scambio, diventato virale, in cui la palla continua a tornare indietro come se il campo fosse più grande.
La qualità del punto sta nella costruzione: Djokovic spinge sul rovescio, Murray resiste e cambia direzione, Djokovic recupera e contrattacca. Entrambi colpiscono quasi sempre in anticipo, riducendo i tempi di preparazione, e questo rende ogni recupero un capolavoro di postura e lettura. Il rally supera abbondantemente i 30-40 colpi, ma non è una palleggiata: è un duello di accelerazioni e contro-accelerazioni.
Murray chiude con un rovescio in allungo che sembra impossibile, perché la palla gli arriva addosso e lui deve colpire senza spazio, con il peso del corpo in corsa. È uno scambio spettacolare perché mostra la difesa come arte: non solo rincorrere, ma scegliere sempre il colpo migliore anche in condizioni proibitive.
8. Wawrinka vs Djokovic, Roland Garros 2015: il rovescio che ha spaccato la finale
La finale del Roland Garros 2015 è ricordata per l’impresa di Stan Wawrinka, capace di battere Novak Djokovic sulla terra in un momento in cui il serbo sembrava vicino al titolo della vita. Il punto iconico è quello che mette in evidenza la differenza tra “tenere” lo scambio e “spaccarlo”.
Djokovic prova a logorare con la sua solidità, spostando Wawrinka e aspettando l’errore. Ma Stan, quel giorno, ha un rovescio che sembra un’arma illegale: prende la palla presto, la schiaccia, la manda profonda con una traiettoria che non dà tempo. Lo scambio spettacolare arriva quando Djokovic aumenta la rotazione e prova a farlo uscire dal campo, e Wawrinka risponde con un rovescio lungolinea che taglia il campo come una lama.
Non è un colpo solo potente: è pulito, preciso, quasi inevitabile. Il pubblico capisce che quel punto non è casuale: è la dimostrazione che la finale sta andando verso l’uomo che osa di più.
9. Sampras vs Agassi, US Open 2001: il punto perfetto in una partita senza break
Quando una partita vive di tie-break, ogni punto importante sembra una finale. Il quarto di finale US Open 2001 tra Pete Sampras e Andre Agassi è famoso proprio perché nessuno dei due concede nulla al servizio. In un contesto del genere, lo scambio spettacolare è quello che riassume due filosofie opposte: Sampras serve per dominare e chiudere a rete, Agassi risponde per togliere tempo e comandare da fondo.
Il punto parte da una prima aggressiva e una risposta profonda di Agassi, che non lascia a Sampras il tempo di “appoggiarsi” sul colpo. Sampras sale a rete comunque, come se fosse scritto nel suo stile, e lì inizia il duello: volée bassa, risposta d’istinto, passante in corsa. La bellezza sta nella velocità delle decisioni. Non c’è un colpo comodo, non c’è un attimo per pensare. Quando il punto finisce, hai la sensazione di aver visto l’essenza del tennis anni 90: servizio, risposta, rete, e un genio della presa di tempo che prova a smontare tutto.
10. Becker vs Edberg, Wimbledon 1990: serve and volley senza respiro
Il tennis di Boris Becker e Stefan Edberg a Wimbledon era una guerra lampo. Due maestri del gioco a rete, entrambi disposti a buttarsi su ogni palla, entrambi capaci di trasformare una volée in un colpo da artista.
Lo scambio spettacolare è quello in cui si entra in una sequenza di volée ravvicinate, con la palla che passa a pochi centimetri dalla rete e rimbalza sull’erba in modo imprevedibile. Becker, più esplosivo, usa il fisico e l’istinto, Edberg, più “pulito”, usa angoli e mano.
A un certo punto sembra che il punto debba finire, e invece arriva una volée in tuffo, di quelle che oggi si vedono raramente perché richiedono coraggio puro. Il pubblico impazzisce perché capisce che sta vedendo un tennis che non esiste più: attacco continuo, rischi costanti, e l’abilità di toccare la palla come fosse una piuma anche a velocità folle.
I 10 punti più spettacolari della storia del tennis femminile
1. Graf vs Navratilova, Wimbledon 1988: potenza contro rete, la sintesi di due epoche
Steffi Graf e Martina Navratilova rappresentano due idee di tennis diverse: Graf costruisce con il dritto e chiude con accelerazioni micidiali, Navratilova attacca, sale a rete, anticipa e soffoca. Nello scambio iconico, Navratilova fa quello che ha sempre fatto: serve, entra, prende la rete. Graf non si spaventa e risponde con profondità, poi trova un passante in corsa che sembra un colpo di baseball per violenza e precisione.
La bellezza del punto è il duello di tempi: Martina vuole accorciare, Steffi vuole allungare e poi colpire nel momento perfetto. Quando il passante entra, non è solo un punto: è la fotografia del passaggio tra l’era del serve and volley e quella della potenza da fondo.
2. Serena Williams vs Venus Williams, Australian Open 2003: potenza e nervi in un punto che pesa doppio
Le sfide tra sorelle sono sempre particolari, perché la pressione è diversa: non giochi solo contro un’avversaria, giochi contro una parte della tua storia. In uno scambio iconico tra Serena Williams e Venus Williams, la palla viaggia a velocità altissima da fondo campo, con colpi piatti e profondissimi.
Il punto diventa spettacolare perché nessuna delle due arretra, nessuna “scarica” la palla per respirare. Ogni colpo è un tentativo di prendere l’angolo e chiudere. Venus prova a spingere sul rovescio, Serena risponde con un lungolinea che taglia il campo. La differenza la fa la capacità di Serena di colpire forte anche quando la palla le arriva addosso, mantenendo equilibrio e direzione. Il pubblico esplode perché quel punto non è solo potenza: è controllo della potenza sotto pressione.
3. Hingis vs Graf, Roland Garros 1999: lo scambio che cambia l’inerzia emotiva della finale
La finale del 1999 è una delle più discusse, ma al di là delle polemiche c’è anche tennis puro. In un momento delicatissimo del terzo set, Martina Hingis prova a comandare con anticipo e intelligenza tattica, mentre Steffi Graf alza il livello fisico e mentale, spostandola e spingendo con più peso di palla.
Lo scambio spettacolare nasce da una sequenza di colpi profondi: Hingis cerca angoli e variazioni, Graf risponde con potenza e pazienza, finché trova il dritto vincente che rompe la resistenza della svizzera. La bellezza è nel contrasto: la geometria di Hingis contro l’urto di Graf. Quel punto, in quel momento, non vale solo un 15: vale una scossa emotiva che ribalta la partita.
4. Swiatek vs Sabalenka, Madrid 2023: potenza contemporanea allo stato puro
Quando Iga Swiatek e Aryna Sabalenka entrano in scambio, sembra di guardare il tennis maschile per intensità e velocità. Nel loro confronto di Madrid, c’è un rally simbolo in cui Sabalenka spinge come una sprinter, cercando il vincente in due o tre colpi, e Swiatek risponde con difesa attiva, prendendo angoli e cambiando direzione con un timing impressionante.
Lo scambio diventa spettacolare perché nessuna delle due concede un centimetro: Sabalenka apre il campo, Swiatek rientra e ribatte; Swiatek cambia lungolinea, Sabalenka recupera e spara. Alla fine arriva un passante o un vincente lungolinea che sembra il colpo finale di un match di pugilato. È il punto che racconta l’era moderna del tennis femminile: ritmo altissimo, fisicità e colpi che non perdonano.
5. Halep vs Stephens, Roland Garros 2018: la terra rossa come teatro della resistenza
La terra rossa non è solo lentezza: è capacità di scivolare, recuperare, rilanciare e costruire. In uno scambio iconico tra Simona Halep e Sloane Stephens, la palla gira profonda, entrambe difendono con scivolate perfette, e ogni colpo sembra pensato per aprire un varco.
Halep è maestra nel trasformare un recupero in una palla aggressiva, Stephens ha un atletismo fluido che le permette di coprire il campo senza perdere equilibrio. Lo scambio diventa memorabile quando una delle due prova l’accelerazione definitiva e l’altra trova un recupero incredibile, rimettendo la palla in una zona scomoda. Il punto si chiude con un vincente in controtempo che sembra arrivare dopo una maratona. È spettacolare perché è un punto “di terra”, dove la bellezza sta nella continuità e nella capacità di reggere l’urto.
6. Osaka vs Kvitova, Australian Open 2019: il punto della tensione massima
Finale Slam, terzo set, tensione altissima. Naomi Osaka contro Petra Kvitova è potenza contro potenza, ma anche freddezza contro esperienza. In uno scambio decisivo, Kvitova spinge con il mancino cercando l’angolo, Osaka resiste e risponde con colpi piatti e profondi che rimbalzano bassi sul cemento.
Il punto diventa spettacolare perché ogni colpo sembra un match point: non c’è spazio per giocare “di sicurezza”. Osaka, quando decide di cambiare direzione e affondare con il dritto, lo fa con una precisione chirurgica, prendendo la riga e togliendo il tempo a Kvitova. Quel punto è memorabile perché mostra una cosa: la capacità di una campionessa di restare lucida quando il braccio vorrebbe tremare.
7. Clijsters vs Capriati, US Open 2001: atletismo e grinta in un’era di transizione
Inizio anni 2000: il tennis femminile sta cambiando. Più potenza, più atletismo, più ritmo. Kim Clijsters e Jennifer Capriati rappresentano questa evoluzione, e in uno scambio diventato simbolo si vede tutto: scambi duri da fondo, difese in allungo, cambi di direzione improvvisi.
La bellezza sta nella grinta: nessuna delle due vuole mollare. Capriati prova a comandare con anticipo, Clijsters corre e rimette con profondità. Quando arriva il vincente, arriva dopo una sequenza di recuperi che oggi farebbe impazzire qualsiasi highlights. È un punto spettacolare perché mostra che la spettacolarità non è solo colpo “artistico”, ma anche volontà feroce.
8. Barty vs Kerber, Australian Open 2022: il punto della varietà
In un’epoca dominata dalla potenza, Ashleigh Barty ha fatto innamorare il pubblico con un tennis fatto di variazioni, slice, cambi di ritmo, attacchi improvvisi. Contro Angelique Kerber, difensora eccezionale, nasce uno scambio in cui Barty alterna palle basse e tagliate a accelerazioni improvvise, costringendo Kerber a cambiare continuamente postura e timing.
Il punto è memorabile perché sembra una partita a scacchi: Barty costruisce, Kerber resiste, poi Barty trova il varco con un colpo che “apre” il campo nel momento esatto, e chiude con una volée o un dritto in controtempo. È spettacolare perché dimostra che nel tennis la bellezza non è solo forza, ma anche intelligenza.
9. Raducanu vs Fernandez, US Open 2021: il punto della personalità
La finale 2021 è stata un romanzo: due giovanissime, una pressione gigantesca, un palcoscenico enorme. In uno scambio decisivo tra Emma Raducanu e Leylah Fernandez, la cosa impressionante è la personalità. Nonostante l’età, entrambe giocano con coraggio: accelerazioni, cambi di direzione, niente palle “di rimessa”.
Lo scambio diventa iconico quando Raducanu prende l’iniziativa e colpisce lungo linea con sicurezza, costringendo Fernandez a un recupero estremo. Il punto si chiude con un colpo definitivo che mostra maturità da veterana. È spettacolare perché racconta la nascita di un nuovo tipo di campionessa: aggressiva, lucida, senza paura.
10. Williams vs Sharapova, Australian Open 2005: il punto della potenza totale
Quando Serena Williams e Maria Sharapova entrano in scambio, il rumore cambia. È un tennis di impatto, di colpi che sembrano colpire più forte di quanto sia possibile. In uno scambio simbolo, Sharapova prova a spingere e prendere campo, ma Serena risponde con una profondità che soffoca.
La bellezza del punto sta nella progressione: Serena non cerca subito il vincente, costruisce, sposta, poi quando vede mezzo metro libero spara un dritto incrociato devastante che chiude senza appello. È spettacolare perché mostra la differenza tra potenza “buona” e potenza “dominante”: Serena non colpisce solo forte, colpisce forte nel punto giusto, con il timing giusto, e quando decide di chiudere, chiude davvero.