F1 GP Giappone 2019 – Anteprima ed Orari Diretta TV

Quintultimo appuntamento stagionale per il Circus della Formula 1. Dopo il back-to-back Singapore-Russia e le assurde polemiche che hanno avvelenato ancor di più il clima attorno alla Ferrari e ai suoi piloti, si torna finalmente in pista, e lo si fa su uno dei circuiti più amati in assoluto, ovvero Suzuka. Il tracciato nipponico ospiterà per la 31.esima volta il Gran Premio del Giappone (giunto alla 35.esima edizione), con l’ombra dell’ormai consueto ‘allarme tifone’ (denominato Hagibis) ad agitare la vigilia. Dopo il rocambolesco ritorno alla vittoria di Sochi, Lewis Hamilton può mettersi nelle condizioni di poter stappare lo champagne iridato già a Città del Messico, vista anche l’inconsistenza di Valtteri Bottas da un bel pò di gare a questa parte. In casa Ferrari, invece, si punta a riprendersi quanto sfuggito in riva al Mar Nero, con il ‘via libera’ a Sebastian Vettel e Charles Leclerc di battagliare in pista. Ma non va sottovalutata la Red Bull, che andrà all’attacco con Max Verstappen per regalare una gioia alla Honda nella sua gara di casa.

Vista aerea dello splendido circuito giapponese di Suzuka (foto da: suzukacircuit.jp)

F1 GP GIAPPONE 2019: IL CIRCUITO DI SUZUKA

Il circuito di Suzuka è situato nella prefettura di Mie e viene costruito nel 1962, snodandosi per 5.807 metri all’interno di un parco divertimenti della Honda. Un tracciato particolare, caratterizzato dalla forma a “8” e composto da 17 curve (9 a destra e 8 a sinistra). Andiamo a percorrere un giro della pista. Al termine del rettilineo dei box, in leggera discesa, i piloti affrontano curva 1, una lunga piega a destra di media velocità, dove l’anteriore sinistra deve sopportare una pressione pari a 950 kg. La vera staccata è poco più avanti, in curva 2, ancora a destra. Dopo un breve allungo, si entra nella bellissima sequenza di curve 3-4-5-6 (quasi tutte in salita), denominata “S” Curve, dove bisogna seguire la traiettoria ideale e mantenere una buona velocità di percorrenza. Si affronta poi la Dunlop Curve, lungo curvone a sinistra in appoggio che conduce, dopo un breve rettilineo, alle curve Degner, vale a dire una doppia a destra a 90° da raccordare in traiettoria unica.

Il layout di Suzuka (foto da: en.wikipedia.org)

Passati sotto il ponte, i piloti percorrono un altro allungo e una veloce piega a destra, giungendo alla difficile staccata dell’Hairpin, tornantino da 2° marcia leggermente sopraelevato,uscendo dal quale ci si lancia in un nuovo tratto veloce. Con una traiettoria tendente a destra, eccoci alla complicata Spoon Curve, interminabile curvone a sinistra da affrontare in due fasi, con la difficoltà ulteriore della forza centrifuga, che spinge la monoposto verso l’esterno. Superata questa sezione, i piloti si proiettano verso la zona più veloce del tracciato, ovvero quella che porta alla veloce (una volta velocissima) 130R, curva a sinistra che un tempo si faceva in pieno, dopo la quale si giunge alla staccata più dura della pista, ovvero quella della Casio Triangle, chicane stretta destra-sinistra (famosa per il contatto Prost-Senna del 1989). Usciti da quest’ultima difficoltà, i piloti affrontano un lungo curvone a destra da fare in pieno (curva 17), ritrovandosi sul rettilineo dei box.

F1 GP GIAPPONE 2019: IL PRONOSTICO

Siamo reduci dai fatti di Sochi, dove la Ferrari ha buttato al vento una vittoria saldamente nelle sue mani tra discutibili strategie tra i due piloti e un pò di sfiga, con il ritiro di Sebastian Vettel e conseguente Virtual Safety Car (ma sarebbe successo lo stesso con l’incidente di George Russell, va detto), con Lewis Hamilton e la Mercedes a ringraziare, portandosi a casa addirittura una doppietta, grazie al secondo posto di Valtteri Bottas. Il pronostico di Suzuka si presenta alquanto incerto, con tutti e tre i top-team che potrebbero avere i mezzi per dire la loro. Partiamo proprio dalla Mercedes, la cui W10 dovrebbe esaltarsi su un circuito come quello nipponico (e arriverà anche qualche aggiornamento, per arginare la rincorsa della Rossa). Lewis Hamilton, forte dei suoi 73 punti di vantaggio sul compagno di box, ha tutta l’intenzione di mettere definitivamente al sicuro il sesto iride, ponendosi nella condizione di festeggiarlo già nel prossimo appuntamento di Città del Messico.

È festa Mercedes anche sul podio del Gran Premio di Russia 2019. Lewis Hamilton e Valtteri Bottas hanno portato a casa l’8° doppietta stagionale (foto da: twitter.com/MercedesAMGF1)

Un Hamilton che a queste latitudini, soprattutto da quando c’è l’ibrido, avverte un feeling particolarmente intenso, date le quattro vittorie negli ultimi cinque anni; in totale sono cinque, a -1 dal primato di Michael Schumacher. I podi totali sono sette, con quattro pole e tre giri record. Valtteri Bottas, invece, ha ottenuto i suoi migliori risultati in Giappone lo scorso anno (2° sia in prova che in gara) e, sinceramente, sembra molto difficile che possa anche solo rinviare la festa di Lewis. Capitolo Ferrari. L’obiettivo è quantomeno duplice: da un lato il più importante, ovvero confermare i grandi passi avanti delle ultime settimane e giocarsi pole e vittoria anche qui; dall’altro, cercare di mettere chiarezza nei rapporti interni tra i piloti, dopo le eccessive polemiche delle ultime gare, e sembra che, a tal proposito, i piloti avranno d’ora in poi gara libera. Per una Ferrari che non vince a Suzuka addirittura dal 2004, c’è un Sebastian Vettel che vanta una buonissima tradizione nel GP del Sol Levante, con quattro vittorie, altrettante pole, tre giri record e sette podi totali. Per quel che riguarda Charles Leclerc, si qualificò 10°, per poi ritirarsi in gara.

Sebastian Vettel e Charles Leclerc, nel paddock di Sochi due settimane fa (foto da: twitter.com/pirellisport)

Riflettori puntati anche sulla Red Bull, chiaramente essendo quella di Suzuka la gara di casa della Honda. A Sochi i piloti del team anglo-austriaco e della Toro Rosso hanno scontato delle penalità in griglia per l’introduzione di novità alla power unit, così da poter spingere al massimo a Suzuka. Max Verstappen, in piena lotta per il podio iridato (a -3 da Leclerc), vuole assolutamente partecipare alla festa, su un circuito dove, da quando corre per la Red Bull, è sempre partito in seconda fila (3° nel 2016 e nel 2018) ed è sempre giunto sul podio (2° nel 2017 e 3° nel 2016 e nel 2018). Debutto a Suzuka per Alexander Albon, chiamato ad avvicinarsi di più ai big rispetto alle ultime uscite. Riguardo gli altri, la McLaren punta a blindare definitivamente il 4° posto, visto il +33 sulla Renault, alla quale serve una specie di miracolo per riaprire la corsa. Da tener d’occhio per la zona punti Alfa Romeo, Toro Rosso, Racing Point e Haas. Da valutare la situazione della Williams, dopo quanto accaduto in Russia, con Robert Kubica fatto ritirare per evitare di usurare la monoposto.

Dopo il 4° posto in Russia (in foto), Max Verstappen andrà all’assalto del podio in Giappone (foto da: twitter.com/redbullracing)

F1 GP GIAPPONE 2019: ORARI TV

Il Gran Premio del Giappone 2019 sarà visibile in diretta soltanto sul satellite. Su TV8, la differita andrà in onda rispettivamente a sei ore (per le Qualifiche) e a quasi sette ore (per la gara) dal semaforo verde della diretta.

F1 GP GIAPPONE 2019 SKY (Diretta Esclusiva)

Venerdì 11 Ottobre 2019

Prove Libere 1: 03:00 – 04:30
Prove Libere 2: 07:00 – 08:30

Sabato 12 Ottobre 2019

Prove Libere 3: 05:00 – 06:00
Qualifiche: 08:00

Domenica 13 Ottobre 2019

Gara: 07:10

F1 GP GIAPPONE 2019 TV8 (Differita)

Sabato 12 Ottobre 2019

Qualifiche: 14:00

Domenica 13 Ottobre 2019

Gara: 14:00

F1 GP GIAPPONE 2019: PNEUMATICI E METEO

A Suzuka la Pirelli porta le mescole più dure, ovvero C1 (dura), C2 (media) e C3 (morbida). I piloti di Ferrari e Red Bull avranno nove treni di ‘rosse’, tre di ‘gialle’ ed uno soltanto di ‘bianche’; come loro Sainz e Norris della McLaren, Raikkonen e Giovinazzi dell’Alfa Romeo, Kvyat e Gasly per la Toro Rosso, e Kubica (Williams). Un treno di soft in meno per i due della Mercedes, quelli che ne avranno di meno, ovvero otto, insieme a quattro treni di medie ed uno di hard. Sono invece dieci i treni di pneumatici della mescola più morbida per gli alfieri di Renault e Haas: mentre Hulkenberg vi abbinerà un treno di ‘gialle’ e due di ‘bianche’, gli altri tre (Ricciardo, Grosjean e Magnussen) faranno l’opposto, ovvero due di ‘gialle’ ed uno di ‘bianche’. Chiudono, con nove set di soft e due sia di medie che di hard Russell (Williams) e il duo Racing Point.

Le mescole scelte dai piloti in vista del Gran Premio del Giappone 2019 (foto da: twitter.com/pirellisport)

Queste le dichiarazioni del Responsabile Car Racing Pirelli, Mario Isola: “Da sempre, Suzuka è una delle gare più imprevedibili ed entusiasmanti dell’anno: un circuito old school che premia l’impegno e il coraggio dei piloti. Abbiamo nominato le tre mescole più dure della gamma, visti i carichi impegnativi imposti dal tracciato. Una scelta che dovrebbe consentire ai piloti di spingere al massimo, anche con una strategia a una sosta, la tattica più utilizzata lo scorso anno. Nel 2017 è stato firmato il nuovo record assoluto in qualifica, e sarà molto interessante vedere se sarà abbassato nel corso di questo fine settimana date le prestazioni in curva delle monoposto attuali. Suzuka è famosa anche per il meteo variabile, quindi potremmo vedere in pista i pneumatici da bagnato su questo circuito particolarmente esigente“.

Suzuka presenta un asfalto mediamente abrasivo; gli pneumatici vengono stressati soprattutto a livello di carichi laterali, a causa della presenza di molti curvoni veloci, in particolare la Spoon Curve e la 130R. Inoltre, la particolarissima conformazione ad “8” porta a sollecitare quasi in egual misura tutte e quattro le gomme, con temperature anche superiori ai 100°. Passando ai freni, Suzuka è non è una pista molto esigente, visto che appena il 10% del giro è passato in frenata, comportando uno stress longitudinale degli pneumatici non esagerato. Il motore, al contrario, è particolarmente sollecitato. Ecco al meteo. Se lo scorso anno era stato il tifone Kong-Rey a spaventare, quest’anno è il turno del tifone Hagibis. Meteo variabile nella giornata di venerdì, con qualche precipitazione attesa soprattutto per le PL2; temperature previste tra i 23 ed i 26 C°. Sabato dovrebbe essere una giornata molto dura, con la possibilità di forti temporali (se non proprio nubifragi) lungo tutto l’arco della giornata, raffiche di vento sin quasi a 100 km/h e temperature sui 22 C°. Molto meglio domenica, con cielo sereno, vento moderato e temperature sui 25 C°. Possibile, se sabato le previsioni meteo dovesse confermarsi, lo slittamento delle Qualifiche a domenica mattina.

F1 GP GIAPPONE: ALBO D’ORO

Suzuka, come detto in apertura, si prepara ad ospitare la 35.esima edizione dell’evento nipponico. Per la 31.esima volta, il Gran Premio del Giappone si terrà sul circuito di proprietà della Honda, mentre le altre quattro, comprese le prime due del biennio 76-77, hanno visto come scenario il circuito del Fuji. Michael Schumacher è il pilota ad aver lasciato più il segno nel Gran Premio del Giappone. Per il Kaiser, il contatore dice 6 vittorie (tra cui quella indimenticabile del 2000, che riportò l’iride a Maranello 21 anni dopo il trionfo di Jody Scheckter, datato 1979), 8 pole position, 4 giri record e 9 podi totali. A livello di scuderie, invece, è la McLaren a farla da padrone, vantando 9 vittorie, ben 25 podi e 8 giri record (come la Williams); la Ferrari è il team con più pole position, ovvero 9.

Il ricordo relativo a Suzuka al quale i tifosi della Rossa sono più legati: 8/10/2000, Michael Schumacher vince e riporta il Mondiale in Italia dopo 21 anni (foto da: tbk-light.com)

(1976) – Fuji – Mario Andretti (USA, Lotus-Cosworth)

(1977) – ” ” – James Hunt (GBR, McLaren-Cosworth)

(1987) – Suzuka – Gerhard Berger (AUT, Ferrari)

(1988) – ” ” – Ayrton Senna (BRA, McLaren-Honda)

(1989) – ” ” – Alessandro Nannini (ITA, Benetton-Ford)

(1990) – ” ” – Nelson Piquet (BRA, Benetton-Ford)

(1991) – ” ” – Gerhard Berger (AUT, McLaren-Honda)

(1992) – ” ” – Riccardo Patrese (ITA, Williams-Renault)

(1993) – ” ” – Ayrton Senna (BRA, McLaren-Ford)

(1994) – ” ” – Damon Hill (GBR, Williams-Renault)

(1995) – ” ” – Michael Schumacher (GER, Benetton-Renault)

(1996) –  ” ” – Damon Hill (GBR, Williams-Renault)

(1997) – ” ” – Michael Schumacher (GER, Ferrari)

(1998) – ” ” – Mika Hakkinen (FIN, McLaren-Mercedes)

(1999) – ” ” – Mika Hakkinen (FIN, McLaren-Mercedes)

(2000) – ” ” – Michael Schumacher (GER, Ferrari)

(2001) – ” ” – Michael Schumacher (GER, Ferrari)

(2002) – ” ” – Michael Schumacher (GER, Ferrari)

(2003) – ” ” – Rubens Barrichello (BRA, Ferrari)

(2004) – ” ” – Michael Schumacher (GER, Ferrari)

(2005) – ” ” – Kimi Raikkonen (FIN, McLaren-Mercedes)

(2006) – ” ” – Fernando Alonso (SPA, Renault)

(2007) – Fuji – Lewis Hamilton (GBR, McLaren-Mercedes)

(2008) – ” ” – Fernando Alonso (SPA, Renault)

(2009) – Suzuka – Sebastian Vettel (GER, Red Bull-Renault)

(2010) – ” ” – Sebastian Vettel (GER, Red Bull-Renault)

(2011) – ” ” – Jenson Button (GBR, McLaren-Mercedes)

(2012) – ” ” – Sebastian Vettel (GER, Red Bull-Renault)

(2013) – ” ” – Sebastian Vettel (GER, Red Bull-Renault)

(2014) – ” ” – Lewis Hamilton (GBR, Mercedes)

(2015) – ” ” – Lewis Hamilton (GBR, Mercedes)

(2016) – ” ” – Nico Rosberg (GER, Mercedes)

(2017) – ” ” – Lewis Hamilton (GBR, Mercedes)

(2018) – ” ” – Lewis Hamilton (GBR, Mercedes)

Gianluca Zippo

Informazioni sull'autore
Laureato in Giurisprudenza alla Federico II di Napoli. Malato di Formula 1 e calcio, seguo anche la MotoGP e la NBA.
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