Esclusiva – Filipe Gomes Ribeiro: “A Perugia la mia miglior stagione. Consiglio Rayan Lucas”

Stadiosport.it ha intervistato in esclusiva Filipe Gomes Ribeiro, che ha parlato del suo passato in Italia e del suo futuro come procuratore

Stadiosport.it ha intervistato in esclusiva Filipe Gomes Ribeiro, che ha parlato del suo passato in Italia e del suo futuro come procuratore

CARRIERA SFORTUNATA – Cresciuto nelle giovanili del Vasco da Gama, le prestazioni convincenti e trionfi in Patria attirano inevitabilmente gli occhi di molti club europei su di lui. A strapparlo alla concorrenza è Pantaleo Corvino che lo porta alla Fiorentina. In maglia viola viene subito aggregato alla Primavera. Sulle sponde dell’Arno la sua eleganza e precisione nel palleggio e nell’impostare fanno ben sperare.


Tre gravi infortuni, tutti consecutivi per giunta, mettono però a serio rischio la carriera del giovane metronomo. Lasciata Firenze non ci mette tanto a trovare una sistemazione. E che sistemazione. Bruno Conti lo porta alla Roma, dove Filipe esordisce tra i professionisti giocando ( e vincendo) anche a San Siro. Dopo la Roma inizia un lungo tour per l’Italia, con una deviazione in Albania. Varese, Perugia e Lecce le tappe più importanti di una carriera che sarebbe potuta essere ben altra se solo aiutata dal destino. Appesi gli scarpini al chiodo in Brasile al Boavista, dopo esser stato a Padova, ultima maglia italiana, Gomes Ribeiro è ora un procuratore.

Di seguito le sue parole.

Dopo esser arrivato in Italia alla Fiorentina per volere di Pantaleo Corvino, è passato alla Roma. Il debutto nel professionismo è arrivato non in una partita qualsiasi, ma in Roma-Juve. Cosa ha provato in quei momenti? Che sensazioni ha vissuto con la maglia giallorossa? Quali sono i migliori ricordi che conserva dell’esperienza capitolina? Ha qualche aneddoto particolare da raccontare?

Il debutto dal primo minuto è stata un’emozione unica. Era un insieme di cose meravigliose: esordio, contro la Juve e con lo Stadio Olimpico pieno. Atmosfera unica ed incredibile. Con la maglia della Roma si provano grandi sensazioni ogni giorno. Da quando vai a Trigoria senti già il calore che il tifoso romanista è capace di dare fino alla partita successiva. Il ricordo più bello che mi porterò per sempre dentro è l’aver giocato e vinto contro il Milan a San Siro. Quell’anno inoltre eravamo anche in Champions, una stagione meravigliosa per me. L’aneddoto che ancora ricordo è quando prima di Roma-Chelsea Spalletti mi chiede di aiutarlo a parlare con Scolari. Ero imbarazzato, ma sono stati molto simpatici tutti e due. Quella gara la vincemmo, volevo salutare Scolari ma non ho avuto il coraggio di farlo, immaginavo non fosse molto contento”.

Conclusa l’avventura alla Roma ha giocato stabilmente in Serie B e C, facendo tappa in molte piazze importanti. In quale squadra crede di aver mostrato la sua miglior versione?

Ho fatto molto bene in Serie B con il Varese. Sfiorammo la promozione con una squadra su cui nessuno aveva puntato un euro. Eravamo veramente forti per la categoria. Credo tuttavia che la mia miglior stagione sia stata a Perugia“.

Proprio nel 2014 è arrivato al Perugia, nell’allora Lega Pro Prima Divisione. In Umbria ha contribuito al successo in campionato e in Supercoppa di Prima Divisione. sia stata la sua miglior stagione? Che ricordi ha di quell’annata trionfale e della tifoseria?

Porto nel cuore la tifoseria e la città. Ho ancora tanti amici con cui mi sento spesso. È stata un’annata magica per noi, ma soprattutto per i tifosi che non meritavano assolutamente di essere in quella categoria. Il successo di quella grande stagione è merito di tutti: dalla società, ai giocatori e ai tifosi“.

Filipe nella gara d’esordio contro la Juve

Dal Perugia è andato in prestito in Albania, al Partizani Tirana. Che tipo di calcio è quello albanese? Ha potenziale per svilupparsi?

L’Albania è stata una sorpresa davvero inaspettata. Ottima esperienza di vita ed anche calcistica. Il calcio albanese ha potenziale, ma credo bisogni investire maggiormente cercando di portare più stranieri per alzare il livello“.

Ha vestito anche la maglia del Lecce, seppur per una sola stagione. Come giudica la stagione dei salentini prima della sosta forzata? Li vedeva favoriti per la salvezza? Che ne pensa di Liverani?

Pur essendo stato una sola stagione, porto ancora nel cuore i colori salentini. Oggi vedo una squadra forte e tosta da affrontare. La stagione tra alti e bassi è stata positiva e credo che la salvezza fosse possibile. Liverani lo ammiravo molto anche da giocatore quando ero alla Fiorentina. Era un giocatore fantastico e anche come allenatore credo stia già dimostrando il suo valore“.

Terminata la carriera da calciatore, ha iniziato quella da procuratore. Qualche profilo promettente che potremmo vedere presto in Italia?

Sicuramente in Brasile ci sono tantissimi giovani che vanno solo sgrezzati e fatti lavorare in tranquillità. È importante poi fargli capire subito come funzioni il calcio europeo, proprio quello che cerco di fare. Un nome che mi sento di fare è quello di Rayan Lucas, centrocampista dell’Under 15 del Flamengo. Ne sentirete parlare prossimamente“.

Roberto Gentili © Stadio Sport

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Roberto Gentili

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