ESCLUSIVA – Amedeo Mangone: “Stagione positiva per la Roma, ma serve cambio di proprietà. Sul Siviglia…”

Stadiosport.it ha intervistato in esclusiva Amedeo Mangone, ex difensore di Roma e Bologna. Ecco le sue parole

Ai nostri microfoni, in esclusiva, è intervenuto Amedeo Mangone. Difensore classe ’68 scuola Milan, dopo varie esperienze in giro per l’Italia (tra tutte il Bologna, con il quale ha alzato al cielo la Coppa Intertoto nel 1998) arriva alla Roma per volontà di Fabio Capello, suo allenatore in rossonero. Resterà nella Capitale per due stagioni (dal 1999 fino al 2001, ndr), giusto il tempo di far parte della storica squadra che ha cucito per la terza volta nella storia romanista lo scudetto sulla maglia giallorossa.

Nel mercato estivo passerà, insieme a Sergey Gurenko, al Parma, nell’ambito di un’operazione che portò Diego Fuser, Saliou Lassissi e Raffaele Longo (girato al Palermo di Franco Sensi) all’ombra del Colosseo.

Il campionato sta ormai volgendo al termine ed è tempo di fare dei bilanci. Quello della Roma è positivo o negativo?

Direi che il bilancio della Roma si può considerare positivo, anche perché è arrivato un allenatore nuovo che non conosceva il campionato italiano e ha avuto delle difficoltà. Credo sia da elogiare il suo lavoro per quello che ha dato alla Roma, per l’atteggiamento mentale e per le novità che ha portato sia a livello tattico che tecnico. 

Con il quinto posto ormai quasi aritmeticamente conquistato, confermerebbe Fonseca?

Si, lo riconfermerei. Ha dimostrato di essere duttile sotto il profilo tattico. Bisogna dare continuità al lavoro fatto quest’anno, ricordando quanto sia stato particolare a causa del Covid-19. La riconferma gli permetterebbe di avere la possibilità di far vedere quello che veramente vale. La difesa a tre Ha portato risultati importanti, continuità e sicurezze. Tutti fattori che la Roma stava perdendo.

Il cambio di proprietà è necessario? Che voto darebbe alla gestione Pallotta? 

Si, sarebbe necessario. È importante decidere se optare per la cessione oppure se proseguire con Pallotta. Devono però essere ben chiari i discorsi per quanto riguarda la squadra, per dare maggior sicurezza ai giocatori. Gestione Pallotta? Difficile dare un voto. Ha speso tanto, ma ha anche venduto tanto. Per com’è fatta Roma qualche cessione l’avrei evitata per dare continuità alla squadra, rafforzare l’organico e lottare per i primi posti.

Dovessero arrivare offerte importanti, cederebbe Zaniolo e Pellegrini?

No, non li cederei. Per un semplice motivo: sono giocatori forti, di grandissima prospettiva. Se la Roma vuole fare il salto di qualità, e ricominciare a pensare di lottare per le prime posizioni, deve tenere i giocatori forti e magari acquistare giocatori vincenti.

La settimana prossima ci sarà la sfida con il Siviglia negli ottavi di Europa League. Crede che la Roma passerà il turno? Quante sono le chance del passaggio del turno?

Adesso si sono azzerati tutti i valori, ogni partita fa discorso a sé. Sicuramente giocare con il Siviglia non sarà facile. Entrambe hanno il 50% di possibilità di passare il turno. Mi auguro che la Roma possa vincere.

Oltre alla Roma, ha legato la sua carriera al Bologna. Come giudica il cammino della squadra di Mihajlovic? Ci sono le basi per puntare all’Europa nella prossima stagione? 

A Bologna sono stato bene, vi sono molto legato. Mihajlovic ha fatto un grandissimo lavoro. Ha dimostrato di essere un allenatore importante. Ha costruito e mantenuto risultati molto positivi oltre ad aver valorizzato giocatori che sembravano quasi persi. Si è dimostrato essere un allenatore quadrato, anche duttile. Mi auguro che con la sua riconferma si possa costruire qualcosa di importante.

Appesi gli scarpini, si è seduto in panchina. Al momento è senza squadra. Che tipo di progetto cerca? 

Ho allenato Prime Squadre per diversi anni, ora mi dedico ai ragazzi. Lavoro per delle accademie e spesso mi capita di andare in giro per il mondo: sono stato in Cina per un mese ed in Sudafrica per quindici giorni. Per ora sto bene così, ma se arrivasse una chiamata da qualche squadra sarei ben felice e disponibile. Progetti? Quelli che ci sono in Italia, soprattutto nelle categorie inferiori, lasciano il tempo che trovano. È sempre più difficile trovare una soluzione adatta. Mi auguro però di trovare qualcosa di serio ed importante per poter tornare. Se non dovesse accadere nulla andrebbe bene così, mi piace insegnare calcio a livello tecnico e tattico.

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Roberto Gentili

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