Nuovo DPCM 6 novembre 2020: zone rosse, arancioni e gialle, tutte le misure anti Covid-19

Pubblicato il nuovo DPCM: entrerà in vigore venerdì 6 novembre e resterà valido fino a giovedì 3 dicembre. Italia divisa in tre zone in base al rischio di contagio: rossa, arancione e gialla. Vediamo insieme tutto quello che c’è da sapere del nuovo decreto firmato nelle scorse ore dal Premier, Giuseppe Conte.

Il Coronvirus continua a dilagare in Italia. I numeri dei contagiati, come quelli dei morti, aumentano ogni giorno che passa. Le misure adottate finora non hanno limitato il diffondersi di questo subdolo male che ormai da marzo ci tiene sotto scacco. Le stiamo provando davvero tutte, ma quella luce in fondo al tunnel che tutti vorremmo vedere ancora non c’è. Il Premier Giuseppe Conte, visti i tragici numeri che vengono registrati in Italia ogni giorno, ha quindi deciso di firmare un nuovo DPCM, l’ennesimo dall’inizio della pandemia, per tentare di arginare il propagarsi del Coronavirus nel Bel Paese.

Non si parla (ancora) di lockdown nazionale, ma di misure ancora più restrittive che, si spera, possano far calare la curva dei contagi nel periodo che va da venerdì 6 novembre a giovedì 3 dicembre. Un mese per dare respiro agli ospedali e per passare un Natale sereno insomma. Qualora queste misure non dovessero portare risultati, probabilmente andremmo incontro ad una chiusura nazionale identica e precisa a quella vissuta in primavera. Ma senza dilungarci ulteriormente andiamo a vedere più da vicino il contenuto di questo nuovo DPCM.

Nuovo DPCM
Il Premier, Giuseppe Conte.

Nuovo DPCM, Italia divisa in 3 zone: rossa, arancione e gialla

Come specificato già in apertura, il nuovo DPCM, firmato nelle scorse ore, comporta una divisione dell’Italia in tre diverse zone a seconda del rischio di contagio: rossa, arancione e gialla. La zona rossa comprende purtroppo tutte le regioni in cui il rischio di contagio e il numero dei contagiati sono molto alti.

La zona arancione è quella comprendente le regioni in cui il rischio di contagio e il numero di casi sono più bassi rispetto a quelli della zona rossa, ma comunque in aumento.

La zona gialla è invece quella formata dalle regioni in cui il rischio di contagio e il numero di casi sono molto più bassi di quelli delle precedenti due zone.

Le regioni comprese nella zona rossa e le misure previste dal nuovo DPCM

Le regioni costituenti la cosiddetta zona rossa (criticità alta) sono Lombardia, Piemonte, Calabria e Valle d’Aosta. Regioni in cui il rischio di contagio è altissimo così come il numero degli attualmente positivi al Coronavirus.
Queste le misure previste dal nuovo decreto per le regioni della zona rossa:

  • vietati gli spostamenti in entrata e in uscita dai territori, anche all’interno degli stessi, se non per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute.
  • aperte le scuole per l’infanzia, le elementari e le prime medie (consentita l’attività in presenza per alunni con disabilità). Didattica a distanza al 100% per le scuole superiori e per le seconde e le terze medie.
  • sono consentiti gli spostamenti strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza nei limiti in cui la stessa è consentita.
  • università a distanza. In presenza solo medicina e tirocini.
  • chiusi ristoranti, bar, pasticcerie, gelaterie e tutti i negozi non essenziali sette giorni su sette.
  • consentita la ristorazione con consegna a domicilio e d’asporto (quest’ultima fino alle 22:00, orario in cui scatta il coprifuoco su scala nazionale.
  • consentita l’attività motoria/sportiva in prossimità della propria abitazione in forma individuale.
  • sospese prove scritte per concorsi pubblici e privati, tranne abilitazione medici e operatori sanitari.
  • sospensione di tutte competizioni sportive tranne quelle ritenute di interesse dal Coni e dal Cip.
  • aperti i negozi alimentari nelle aree di servizio lungo le autostrade, negli aeroporti e negli ospedali.
  • aperti farmacie, tabaccherie, supermercati, negozi alimentari, parrucchieri, barbieri e lavanderie.
  • chiusi i centri estetici.
  • chiuse mostre, musei, cinema, sale giochi, sale scommesse e sale bingo.
  • capienza al 50% sui mezzi pubblici. Fanno eccezione i mezzi scolastici.

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Le regioni comprese nella zona arancione e le misure previste dal nuovo decreto

Le regioni costituenti la cosiddetta zona arancione (criticità medio-alta) sono invece Puglia e Sicilia.
Queste le misure previste:

  • bar, ristoranti, gelaterie e pasticcerie restano chiusi (è concessa ovviamente la ristorazione a domicilio e d’asporto fino alle 22:00).
  • aperti farmacie, parafarmacie, tabaccherie, supermercati e negozi alimentari.
  • divieto di spostamento in entrata e in uscita dalle regioni e in comuni diversi da quello di residenza o domicilio, salvo comprovate ragioni legate a studio, lavoro e salute..
  • aperte le scuole per l’infanzia, le elementari e le scuole medie (consentita l’attività in presenza per alunni con disabilità). Didattica a distanza al 100% per le scuole superiori.
  • consentiti gli spostamenti strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza nei limiti in cui la stessa è consentita.
  • università a distanza tranne per matricole e laboratori.
  • chiusi mostre, musei e cinema.
  • sospesi i concorsi pubblici e privati tranne quelli per medici, servizi sanitari e protezione civile.
  • capienza massima per mezzi pubblici fissata al 50%. Fanno eccezione i mezzi scolastici.
  • consentito il rientro presso il proprio domicilio, residenza o abitazione.
  • consentita l’attività motoria/sportiva purché all’interno del proprio comune e in forma individuale.
  • sempre chiusi palestre, piscine, casinò, sale scommesse e sale bingo.
  • aperti i centri sportivi.
  • aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti.

Le regioni comprese nella zona gialla e le misure previste dal nuovo decreto

Le regioni costituenti la cosiddetta zona gialla (criticità bassa) sono infine Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Umbria, Veneto, Toscana, Sardegna e le province di Trento e Bolzano. Per queste regioni valgono le seguenti misure:

  • coprifuoco dalle 22:00 alle 05:00. Ci si potrà muovere solo per motivi di lavoro, necessità e salute.
  • nei giorni festivi e prefestivi chiusi i negozi nei centri commerciali. Restano ovviamente aperti farmacie, parafarmacie, tabaccherie e negozi di genere alimentare.
  • chiusi musei, mostre e cinema
  • didattica a distanza al 100% per le scuole superiori. Resta in presenza la didattica per le scuole dell’infanzia, elementari e medie. In presenza consentita sempre l’attività per persone con disabilità.
  • capienza mezzi di trasporto al 50% tranne trasporto scolastico.
  • chiuse sale giochi, sale scommesse e sale bingo.
  • bar e ristoranti aperti fino alle 18:00, asporto fino alle 22:00 e nessuna restrizione per consegna a domicilio.
  • chiuse piscine e palestre.
  • aperti i centri sportivi.
nuovo DPCM
Nuovo DPCM 6 novembre: Italia divisa in zone rosse, arancioni e gialle.

Nuovo DPCM: la conferenza stampa del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte

Queste le parole pronunciate dal Premier Giuseppe Conte durante la conferenza stampa di qualche ora fa in cui ha illustrato il nuovo DPCM che entrerà in vigore venerdì 6 novembre.

Riassumo il quadro attuale. La situazione appare particolarmente critica. Il virus da noi, ma anche in tutta Europa, sta circolando e correndo forte e anche violento. Nell’ultima settimana dal 19 al 25 ottobre il numero di casi è quasi raddoppiato rispetto a quella precedente, infatti l’RT è aumentato fino a 1,7 come media nazionale. Quindi ci sono regioni che hanno un RT anche superiore. Sulle persone contagiate, sale il numero di contagiati e diminuisce in percentuale il numero dei ricoveri in terapia intensiva, ma i numeri sono in costante aumento e portano alte probabilità che molte regioni superino le soglie critiche nelle prossime settimane.

Dobbiamo subito intervenire per rallentare il virus, in attesa dei vaccini. Ora però disponiamo di un sistema di monitoraggio che si basa su 21 parametri. Una bussola che ci indica come e dove intervenire.

Se introducessimo misure uniche su tutto il territorio nazionale produrremmo un duplice effetto negativo: da un lato non adottare misure efficaci per le regioni a maggior rischio, dall’altro imporremmo misure irragionevolmente restrittive per le aree del Paese in cui la situazione è meno grave.

Abbiamo distinto l’intera penisola in tre aree: gialla, arancione, rossa, ognuna con le sue misure. Entrerà in vigore da venerdì 6 per dare a tutti il tempo congruo di disporre tutte le attività. Il Ministro Speranza ha individuato le regioni e la divisione per fasce.

Non ci sono aree verdi, la pandemia corre ovunque, non ci sono Regioni che possono sottrarsi a questi regimi di misure. Il nuovo DPCM entrerà in vigore venerdì 6 novembre fino al 3 dicembre. Poi con future ordinanze verranno forniti aggiornamenti dal Ministro della Salute sullo stato delle Regioni. L’esito del monitoraggio periodico viene effettuato dall’ISS, Ministero della Salute e rappresentanti della Regione. Se una Regione si troverà in condizione di stabilità per non meno di 14 giorni, a rischio più basso, potrà essere assoggettata a un regime di misure meno restrittive. Ho chiesto a Speranza e al direttore dell’ISS di condividere i dati del monitoraggio, queste informazioni sono già condivise dalle singole Regioni. Vogliamo che questi dati siano accessibili alla comunità scientifica e a tutti i cittadini.

Non abbiamo alternative, dobbiamo accettare queste misure. Comprendiamo il disagio e la sofferenza, ma dobbiamo tenere duro. Siamo già all’opera per mitigare gli effetti negativi sulla situazione economica. Già questa settimana porteremo in consiglio dei ministri un nuovo decreto legge, che porterà indennizzi ai lavoratori colpiti, un decreto ristori bis. Punteremo a erogare benefici ed accreditare direttamente sui conti degli operatori economici colpiti, insieme ad altre misure di sostegno che adotteremo. Ci aspettano mesi lunghi e difficili, ma rispettando le regole possiamo raffreddare la curva epidemiologica e recuperare un margine di serenità.

Possibile delimitare singole province rosse all’interno di Regioni gialle? Il monitoraggio ci è stato spiegato anche su base provinciale, più si scende sulla granulosità più si deve stare attenti, ma abbiamo previsto anche, a particolari condizioni, una differenziazione all’interno delle Regioni. Ma il sistema è costruito su base regionale.

Rimpasti? In realtà non mi è stato chiesto da nessuna forza politica di operarne. Dati anche i temi che stiamo affrontando e la criticità che affronta il Paese, quello dei rimpasti mi sembra un tema che interessa poco ai cittadini e non sta a cuore alle forze politiche. Ho chiesto un incontro con i leader della maggioranza per valutare le priorità politiche dell’azione di governo. Dobbiamo pensare anche al futuro, al recovery plan italiano, a tutte le altre iniziative anche di rilievo costituzionale che possiamo assumere. E’ bene confrontarci per dare nuova lena all’azione di governo.

Confronto con le Regioni c’è sempre. Questo sistema di monitoraggio è stato approvato ed elaborato anche con i rappresentanti delle Regioni, c’è una cabina di regia che riceve questo flusso di informazioni dalle Regioni stesse. Quindi le Regioni non sono un alter ego rispetto al sistema, ma ne sono parte integrante.

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Nicola Patrissi

Informazioni sull'autore
Maturità scientifica. Laurea in Lettere e Filosofia (Indirizzo moderno). Appassionato di scrittura, fotografia e calcio.
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