Caos nel mondo della scherma: i fiorettisti chiedono le dimissioni del CT Cipressa

La scherma italiana in rivolta: gli atleti della scherma hanno firmato una missiva in cui chiedono le dimissioni del CT Andrea Cipressa.

Tra le maggiori delusioni delle Olimpiadi Tokyo 2021 c’è la scherma: lo sport che, storicamente, ha portato più medaglie nel carniere dell’Italia (130), esce senza ori e con un bilancio di cinque misere medaglie dalla spedizione nipponica.

Un rendimento oggetto di severe critiche anche dal presidente del Coni Malagò, che aveva annunciato un periodo di riflessione e rinnovamento a livello federale e organizzativo. Chi potrebbe pagare le colpe di un movimento in crisi è il CT della squadra di fioretto Andrea Cipressa.

Andrea Cipressa, CT Italia di fioretto

Alcuni atleti della nazionale azzurra hanno infatti pubblicato una missiva nella quale lamentano la gestione del campione olimpico di Los Angeles ’84, chiedendone le dimissioni. In alcuni passaggi della lettera, pubblicati dalla Gazzetta dello Sport, si evince un crescente malcontento per “La perdurante disorganizzazione nell’ambito dei ritiri collegiali e delle competizioni, unitamente all’oggettiva incapacità dell’attuale commissario tecnico di fare fronte ai bisogni tecnici degli atleti nell’ambito delle gare“. Un disagio che si traduce nella richiesta alla Federazione Italiana Scherma di provvedere alla sostituzione del tecnico, in considerazione del clima di sfiducia maturato dagli atleti nei confronti del CT.

Cipressa era stato già oggetto di aspre critiche prima della spedizione olimpica, quando aveva inserito la figlia Erica nel quartetto di fioretto femminile, a scapito di atlete come Francesca Palumbo e Camilla Mancini, meglio posizionate nel ranking mondiale. Proprio le due atlete suddette sono tra le firmatarie della lettera che condanna il Commissario Tecnico, insieme ad alcuni senatori e senatrici del movimento fiorettistico italiano come Daniele Garozzo, Andrea Cassarà e Arianna Errigo.

Andrea Cipressa si è trovato a gestire un gruppo molto giovane, specie al femminile, e ci ha permesso comunque di portare a casa un argento e un bronzo tra prova individuale e a squadre. Il coach si difende dalle accuse ricevute, come fatto anche al momento dell’annuncio delle convocazioni. Cipressa, in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, si è detto “Deluso, non tanto dai contenuti della protesta, ma dai toni. Mai mi sarei aspettato di leggere simili critiche da parte di ragazzi coi quali ho condiviso gioie e dolori in questi anni”.

Ora la palla passa al presidente federale Paolo Azzi, al quale Cipressa ha rassegnato le proprie dimissioni in attesa di una decisione. Il mondo della scherma italiana, ai vertici mondiali per anni, necessita di una rifondazione profonda. I malumori emersi in questi ultimi giorni sono il sintomo di un ambiente logorato al suo interno.

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