Focus Analisi Tattica – Serie A 2016/17: come la Fiorentina ha battuto la Juventus

La Fiorentina ha deciso di andare a vincere la partita, nel momento in cui è scesa in campo seguendo i dettami tattici del tecnico portoghese, che, abbandonando l’atteggiamento rinunciatario della partita d’andata, ha riproposto i principi di gioco mostrati dalla Viola nel match contro il Napoli.

La prima sorpresa di formazione è Sanchez schierato come centrale difensivo destro (come già provato in Coppa Italia), al posto di Salcedo, mentre Sousa recupera Borja Valero, schierandolo nella trequarti dietro a Kalinic, insieme a Bernadeschi. La più grossa sopresa invece, arriva da Allegri, che ripropone il 3-5-2, abbandonato qualche settimana fa, schierando la difesa nazionale (Barzagli – Bonucci – Chiellini), Cuadrado sulla destra, e tenendo fuori Pjanic, reduce da un buon periodo di forma. Ancora una volta il tecnico toscano abbandona il 4-3-1-2, che aveva dato buone garanzie nel match contro il Bologna.

Problemi di costruzione

Allegri ripropone dunque il 3-5-2 di Genova, e la sua squadra evidenzia gli stessi problemi, soprattutto in fase di costruzione. La difesa, preoccupata dalla presenza di Kalinic, esprime un atteggiamento abbastanza passivo, e quando la palla parte da Buffon, i bianconeri sono sempre ben marcati.

Di conseguenza l’uscita della palla dalla difesa non era mai fluida, i bianconeri dovevano affidarsi al gioco sugli esterni, dove però Cuadrado ed Alex Sandro hanno trovato molte difficoltà, grazie soprattutto alle ottime prestazioni di Olivera (sulla sinistra) e di Chiesa, molto ben aiutato anche da Sanchez, sulla destra.

La Viola ha reso impossibile la vita a Claudio Marchisio, marcandolo a uomo con Bernardeschi, e colpendolo sempre alle spalle, con gli inserimenti dei due pivot, Badelj e Vecino, spregiudicati come non mai durante quasi tutti i 90 minuti.

Lancio dalla retroguardia perfetto per Kalinic, che allunga la difesa avversaria, Marchisio viene preso nel mezzo da 4 avversari. Successivamente Vecino supererà il centrocampista della nazionale creando una grande occasione per andare in rete.

Nell’unico momento in cui la Juventus decide di rischiare di più, giocando molto alta, arriva il gol della Fiorentina arriva proprio da un lancio lungo di Carlos Sanchez, intercettato bene da Kalinic che in un pericolosissimo uno contro due, fa salire la squadra e serve Bernardeschi. Il talento viola quando ha lo spazio non perdona mai, e serve di nuovo il Croato, che realizza forse il suo ultimo gol in Italia. Il centrocampo della Juventus, nell’azione, era praticamente svuotato, attirato dal possesso palla veloce dei toscani.

Kalinic sta per ricevere la palla dell’1-0, Chiellini rientra in ritardo, Alex Sandro perde tempo a lamentarsi per il fallo (che, ad onor del vero, forse c’era) con l’arbitro.

Difesa a 4

La Fiorentina chiude il primo tempo con un 1-0 che sta forse anche stretto. Nel secondo tempo Allegri passa ad uno strano 4-4-2, con Barzagli terzino destro, Cuadrado avanzato a destra, e Sturaro esterno sinistro. E’ chiaro che il tecnico ex-Milan abbia voluto affrontare il gioco d’ampiezza della Fiorentina, giocando a 5 a centrocampo, ma il suo fallimento, nel primo tempo, lo porta a tornare a 4.

Barzagli terzino, per dare una mano ad un imbarazzante Cuadrado, spostato più avanti.

Il cambio di modulo, non cambia niente nell’atteggiamento della squadra. Higuain è troppo in difficoltà a lottare contro 3 centrali, così la Juventus non può bypassare il pressing avversario con i lanci lunghi (come faceva, con Mandzukic-Higuain in attacco, ad esempio), la prestazione di Dybala, da fantasma, non aiuta il connazionale.

Nel frattempo gli errori in fase di costruzione continuano, anzi, la Fiorentina alza ancora di più il pressing, con un Kalinic forsennato, che, liberato dalla marcatura di uno dei due centrali (passati ai due trequartisti) si impegna nel pressare addirittura Buffon. Il doppio vantaggio della squadra di Sousa nasce da un’azione simile, il pressing forsennato ed indemoniato, porta la Juventus a buttare la palla in fallo laterale. Dagli sviluppo dello stesso, Khedira ritarda l’intervento su Badelj, che di prima inventa un lancio meraviglioso di prima per Chiesa, che nel frattempo aveva stretto Alex Sandro fino a centro area.

Nel frame, un po’ mosso, notiamo l’ennesimo movimento intelligente di Kalinic, che svuota l’area di rigore portando con sé Chiellini, lo spazio è attaccato da Chiesa, ma il gol è di Badelj.

La Juventus rimette in piedi la partita quasi subito, più grazie all’ennesima invenzione dal nulla di Higuain che per meriti sportivi (fino al 60′, solo 1 tiro in porta dei campioni d’Italia, a parte il goal). L’argentino realizza un gol da opportunista puro, sfruttando la confusione creata in area dalla presenza di Sturaro. Il gol, della Juve, tuttavia ha l’effetto opposto, da alla Fiorentina un motivo in più per continuare a difendere in avanti, pressando, ed aumentando l’intensità.

La grande occasione per il pareggio arriva sui piedi dell’uomo più atteso, Paulo Dybala, all’89. Con l’ingresso di Pjaca, piazzatosi sulla sinistra, Mandzukic, entrato per dar peso all’attacco e per liberare lo stesso Dybala sulla trequarti, e Rincon, per Marchisio, la Juventus abbandona l’intenzione di costruire da dietro, rimettendoci il fisico. Rincon porta più in alto la squadra, Pjaca lancia verso il connazionale che fa quello che l’altro connazionale (in maglia viola, Kalinic) aveva fatto per tutta la partita, ovvero allungare la squadra avversario, e nello spazio si inserisce Dybala, che però manda in curva le speranza di pareggio.

Sconfitta meritata

La Juventus incassa un’altra sconfitta meritata, in trasferta. Questo è quello che preoccupa di più Allegri. Da Milano, Genova e Fiorentina la squadra è sempre uscita sconfitta dal punto di vista tattico, e molte delle responsabilità risiedono sulle spalle dell’allenatore toscano. Ha lasciato tutti perplessi la scelta del ritorno al 3-5-2, letale contro il Genoa, dopo diverse settimane di crescita con il rombo a centrocampo. La Roma è vicina, virtualmente a 4 lunghezze, e soprattutto sembra una squadra più matura e quadrata, mentre il toscano dovrà, ancora una volta, risolvere il grande dubbio sull’identità che vuole dare alla sua squadra.

La Fiorentina ha invece impattato in una di quelle serate in cui il gioco di Sousa è da Dr. Jekyll, più che da Mr. Hyde. Il portoghese ha recuperato diversi uomini chiave, ma ci ha messo del suo inserendo la sorpresa vincente, Sanchez. Attorno al gioco, stanno crescendo uomini insperati, come Chiesa (tatticamente e caratterialmente sorprendente) e Vecino, e solo la cessione di Kalinic potrebbe scalfire le certezze che l’allenatore di Viseu sta cercando di scolpire.

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Benedetto Greco

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Match analyst Longomatch e Osservatore calcistico ROI Italia.
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