Spalletti durissimo dopo Galatasaray-Juventus 5-2: “Non un passo indietro, ma tre. Così siamo sempre a rischio”

Spalletti durissimo dopo Galatasaray-Juventus 5-2: “Non un passo indietro, ma tre. Così siamo sempre a rischio”
Spalletti - Stadiosport.it

La pesante sconfitta per 5-2 contro il Galatasaray nell’andata dei play-off di Champions League lascia ferite profonde in casa Juventus, e Luciano Spalletti non nasconde la sua delusione. Dopo un primo tempo chiuso in vantaggio, i bianconeri sono crollati completamente nella ripresa, mostrando fragilità difensive e mancanza di carattere nei momenti decisivi.

Il tecnico ha analizzato la prestazione senza cercare alibi, sottolineando come la squadra abbia compiuto un netto passo indietro proprio quando serviva maturità e solidità.

Dal vantaggio al crollo: la Juventus si scioglie nella ripresa

La partita sembrava essersi messa sui binari giusti dopo la doppietta di Teun Koopmeiners, che aveva ribaltato l’iniziale svantaggio firmato da Gabriel Sara, portando la Juventus al riposo sul 2-1. Tuttavia, la ripresa ha raccontato una storia completamente diversa.

Il cambio forzato di Andrea Cambiaso, già ammonito, con Juan Cabal si è rivelato decisivo in negativo. Il difensore ha commesso due errori gravi che hanno favorito le reti del Galatasaray, prima di essere espulso, lasciando i bianconeri in inferiorità numerica. Da quel momento, la squadra è crollata sotto i colpi di Noa Lang, autore di una doppietta, e delle reti di Davinson Sanchez e Sacha Boey, che hanno fissato il risultato sul definitivo 5-2.

Una sconfitta pesantissima, che ora complica enormemente il cammino europeo della Juventus.

Spalletti non cerca scuse: “Abbiamo fatto tre passi indietro”

Spalletti è stato estremamente diretto nell’analisi post partita, evidenziando il calo mentale e tecnico della squadra:

“Non abbiamo fatto un passo indietro, ma tre. Abbiamo provato a sistemare qualcosa, ma siamo calati soprattutto dal punto di vista del carattere.”

Il tecnico ha difeso la scelta del cambio di Cambiaso, spiegando che il rischio di una seconda ammonizione era troppo alto in una partita così delicata. Tuttavia, ha sottolineato come la squadra abbia continuato a commettere errori evitabili:

“Abbiamo preso altri cartellini e non siamo stati capaci di riconoscere i momenti di pericolo. Questo ha reso tutto più difficile.”

Il vero problema è strutturale: “Se non giochiamo, siamo sempre a rischio”

Uno dei temi centrali sollevati da Spalletti riguarda l’identità di gioco della Juventus. Il tecnico ha chiarito che la squadra non può permettersi un approccio puramente difensivo, perché non ha le caratteristiche per resistere passivamente agli avversari:

“Sono convinto che possiamo proteggere meglio la difesa solo giocando. Se ci limitiamo a difendere e ripartire, non abbiamo i giocatori adatti per non subire gol.”

Il messaggio è chiaro: la Juventus deve imporre il proprio gioco, perché abbassarsi e difendersi espone la squadra a rischi ancora maggiori.

“Se scendiamo sotto il nostro livello tecnico, siamo sempre a rischio di concedere gol.”

Una dichiarazione che evidenzia una fragilità strutturale, non solo episodica.

Errori individuali e gestione sbagliata del possesso: la chiave della disfatta

Molti dei gol subiti sono arrivati da errori nella costruzione dal basso e da palloni persi in zone pericolose. Spalletti ha chiarito che la filosofia di gioco non cambierà, ma ha sottolineato l’importanza di leggere meglio le situazioni:

“Voglio che la squadra giochi, ma quando c’è pericolo bisogna anche saper spazzare via il pallone. Non tutte le situazioni sono uguali.”

L’espulsione ha reso la situazione ancora più complicata, ma per il tecnico il problema è stato più ampio:

“Tutta la squadra ha fatto passi indietro sotto diversi aspetti.”

Ora serve un’impresa: la Juventus deve vincere 3-0 per sperare

La sconfitta per 5-2 costringe ora la Juventus a una vera e propria impresa nel ritorno. I bianconeri dovranno vincere con almeno tre gol di scarto per portare la sfida ai supplementari.

Spalletti non si arrende, ma chiede una reazione concreta:

“Dobbiamo assumerci le nostre responsabilità. Le parole non bastano più, servono i fatti.”

Il tecnico ha inoltre confermato che Bremer dovrà essere valutato dopo l’uscita per un problema muscolare, aggiungendo ulteriori preoccupazioni a una serata già estremamente negativa.

La Juventus ora si trova di fronte a una montagna da scalare, ma la vera sfida sarà ritrovare identità, solidità e fiducia.

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