Il Napoli si prepara alla trasferta di Copenhagen con più dubbi che certezze, soprattutto sul piano fisico. Alla vigilia della sfida di Champions League, Antonio Conte non nasconde le difficoltà di una rosa falcidiata dagli infortuni, ma trasforma l’emergenza in un messaggio chiaro per tutti: è il momento in cui i giocatori meno utilizzati devono farsi trovare pronti, perché un’occasione del genere può valere tantissimo anche per la loro carriera.
Il tecnico azzurro arriva all’appuntamento europeo dopo un periodo positivo in generale: otto risultati utili consecutivi in tutte le competizioni e un morale tornato alto grazie al successo di misura contro il Sassuolo nell’ultimo turno di campionato. In Serie A la squadra è risalita fino al terzo posto, anche se il distacco dalla vetta resta significativo.
In Champions il margine è minimo: Napoli costretto a giocarsi tutto fino all’ultima giornata
Se il cammino in campionato ha ritrovato continuità, in Champions League la situazione è molto più delicata. Il Napoli è in una posizione scomoda nella classifica della fase campionato e sa bene che ogni punto può risultare decisivo per rimanere agganciato alla zona qualificazione. Il destino europeo, di fatto, si deciderà sul filo, probabilmente fino all’ultima settimana di partite.
Ed è proprio per questo che la trasferta di Copenhagen diventa uno snodo importante: non solo per la classifica, ma anche per il segnale che il Napoli vuole mandare in un momento in cui serve compattezza e capacità di adattamento.
Emergenza totale tra assenze e acciacchi: Conte cerca soluzioni senza alibi
Il problema principale, però, è che Conte arriva alla partita con una lista di indisponibili pesante. Nell’ultima gara sono usciti acciaccati anche Politano e Rrahmani, due pedine fondamentali tra spinta offensiva ed equilibrio difensivo. A questi si aggiungono Neres, ancora frenato dal problema alla caviglia, oltre a Anguissa e De Bruyne, mentre Lukaku non sarebbe ancora nelle condizioni per dare un contributo pieno.
Conte ha spiegato che l’unica strada è concentrarsi su chi è disponibile, lavorare sulle alternative e trovare il modo di restare competitivi senza farsi travolgere dal momento: l’idea è cambiare assetto quando serve, ma senza trasformare l’emergenza in un alibi.
Il calendario è un nemico reale: “Quarta partita in nove giorni”
Oltre agli infortuni, Conte ha sottolineato anche un altro fattore che pesa: la gestione fisica della squadra. Il Napoli sta vivendo una serie di impegni ravvicinati che mettono sotto stress i giocatori sia dal punto di vista atletico che mentale. Secondo l’allenatore, giocare così spesso porta inevitabilmente a rischi maggiori e a un’usura che si riflette sugli infortuni e sulla tenuta generale.
In questo senso, la partita contro Copenhagen arriva dopo un periodo estremamente intenso, mentre i danesi, avendo avuto una lunga pausa nel loro calendario nazionale, possono presentarsi con un carico fisico diverso. Conte però non vuole ragionare in termini di vantaggi o svantaggi: il Napoli deve pensare a se stesso, perché è già abbastanza complicato gestire la situazione attuale.
Niente mercato: Conte chiude l’argomento e pensa solo al campo
Quando gli è stato chiesto di parlare di mercato o di eventuali rinforzi, Conte ha evitato il tema in modo netto. Alla vigilia di una partita europea così pesante, l’allenatore non vuole deviare l’attenzione e ribadisce che la priorità assoluta è la gara.
Il messaggio è chiaro: la società sa cosa serve, c’è sintonia interna, ma il momento richiede testa sul match e massima concentrazione sulla prestazione, non su ciò che potrebbe arrivare dopo.
La frase che pesa più di tutte: “Una partita nel Napoli vale 30 in Serie B, in Champions forse 60”
Il punto più significativo della conferenza arriva quando Conte parla dei giovani e degli uomini meno impiegati. Con l’emergenza infortuni, alcuni di loro stanno avendo spazio e responsabilità inaspettate, come Vergara, già titolare contro il Sassuolo, e altri ragazzi che si stanno allenando stabilmente con la prima squadra.
Conte ha voluto motivarli senza giri di parole, ricordando che giocare anche solo una partita con questa maglia è un’esperienza enorme, e farlo in Champions League è un’accelerazione di crescita ancora più potente. In sostanza: ora non basta “esserci”, bisogna incidere, perché il Napoli ha bisogno di risposte immediate.
Conte elogia Hojlund: “22 anni e ancora margini enormi, può diventare più forte”
Nel finale Conte si è soffermato anche su Rasmus Hojlund, rispondendo alle domande della stampa danese. Il tecnico ha parlato in modo estremamente positivo del centravanti, sottolineando quanto sia cresciuto in pochi mesi, soprattutto nella comprensione del gioco, nei movimenti e nella lettura degli spazi.
Conte lo considera un giocatore fondamentale nel progetto e vede un grande futuro davanti a lui, a patto che mantenga mentalità e umiltà. In più, l’allenatore ha evidenziato un aspetto interessante: la possibilità per Hojlund di lavorare con Lukaku, un riferimento esperto che può aiutarlo a migliorare grazie a esperienza e personalità.