Women’s Tour 2021: prima vittoria in maglia iridata per Elisa Balsamo, a Vollering il Tour

La ventitreenne cuneese si prende la sesta e ultima tappa del Women’s Tour, che chiude oggi i battenti, davanti all’olandese Wierbes. All’altra neerlandese Vollering la classifica generale.

Voleva lasciare un segno prima di dire addio e di passare, dal 1°gennaio 2022, alla Trek-Segafredo, dove troverà la compagna di Nazionale (nonché omonima), Elisa Longo Borghini.

E oggi, nell’ultima tappa del Women’s Tour, -il Tour of Britain femminile che oggi chiudeva i battenti-, Elisa Balsamo è riuscita perfettamente nell’intento, vincendo nell’ultima volata sulla neerlandese Wierbes, che proprio ieri aveva beffato la cuneese sul traguardo, prendendosi la vittoria.

Una volata imperiale della ciclista piemontese, che corona così una stagione meravigliosa su strada, che l’ha vista vincere il mondiale di ciclismo su strada due settimane fa in quel della città fiamminga di Lovanio. E, quest’oggi, con questa vittoria, onora al meglio quella maglia arcobaleno che è sulle sue spalle, nel giorno dell’ultima gara con la Valcar, la società che l’ha vista crescere fisicamente e ciclisticamente, fino all’esplosione e alla consacrazione di quest’anno con il già citato titolo mondiale su strada.

Per quanto concerne, invece, la classifica generale, la vittoria del Tour è andata all’altra olandese Demi Vollering, rivelatasi assoluta padrona del Tour e legittimamente meritevole del Giro.

Nonostante ciò, questa prima vittoria in maglia iridata della Balsamo lancia chiari segnali sia in vista del futuro immediato, che si presenterà il prossimo 20 ottobre ai mondiali di ciclismo su pista (dove, al netto di soprese nelle convocazioni del ct Dino Salvoldi, dovrebbe essere pressoché certa la sua presenza, vista anche l’assenza agli Europei proprio per il suo impegno in questo Tour).

Ma, soprattutto, lancia segnali per il futuro a lungo termine. Infatti, se dovesse affinare ulteriormente la tecnica e la tenuta fisica anche nelle salite, Elisa Balsamo, già fortissima e assolutamente portata su tutti i terreni, potrebbe seriamente diventare una ciclista da grandi corse a tappe e non solo da corse di un giorno o da gare con sprint ristretti.

Il tempo e l’età, d’altronde, sono dalla sua parte. Oltretutto, ha già un palmares che, a soli 23 anni, le permette di essere considerata come un’autentica Cannibale del ciclismo. Non resta che vedere cosa deciderà lei di fare “da grande”.

Anche se, a giudicare dalla vittoria di oggi, la strada sembra abbastanza chiara e segnata.

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