Tour de France 2022: Show allo sprint di Pogacar a Longwy, tappa e maglia gialla

Il ventiquattrenne sloveno dell’UAE Emirates si tinge di giallo con uno sprint regale a Longwy nella tappa più lunga della Grande Boucle davanti a Matthews e Gaudu. A oltre quattro minuti un commovente Van Aert.

Voleva fare sua sia la tappa che la maglia, per mettere un sigillo ancora più chiaro sul Tour e ci è riuscito. Un implacabile Tadej Pogacar si è tinto di giallo nella sesta frazione della Grande Boucle, la Binche-Longwy di 220 km, con quattro GPM di terza categoria che hanno premiato l’esplosività dello sloveno nei metri finali, dove è stato bravissimo a sbucare dalla ruota del connazionale Roglic ai trecento metri dal traguardo e dominare per distacco lo sprint finale davanti a Matthews e Gaudu.

Una nota di merito,tuttavia, va resa ad un encomiabile Wout Van Aert, che ha sfiorato l’impresa con una fuga da lontano. Partito a centoquaranta chilometri dal traguardo, il corridore fiammingo ha reso onore al simbolo del primato col quale partiva oggi da Binche,assaporando fino ai piedi della Cote du Pelventeux la possibilità di compiere un’impresa da annali del ciclismo e di mettere ulteriori minuti tra sé e la concorrenza.

Una volta ripreso, il belga ha lasciato andare la corsa, dove si è scatenata la bagarre soprattutto tra gli uomini dell’UAE Team Emirates, della Jumbo-Visma e del Team Israel, al lavoro per i loro rispettivi capitani Pogacar,Vingegaard e Matthews.

Allo sprint finale, Roglic ha cercato di anticipare tutti con un colpo di mano, senza però fare i conti col connazionale Pogacar, -che già aveva battuto, anzi umiliato, il trentunenne della corazzata fiamminga nella crono della Planche de Belles Filles due anni fa, dove vinse il suo primo Tour-, che anche oggi ha bruciato il balcanico con un’azione poderosa verso il traguardo di Longwy confermando, semmai ci fossero dubbi, -dopo una primavera dove aveva regalato spesso spettacolo ma pochi risultati pur avendo vinto una Strade Bianche e una Tirreno-Adriatico-, che resta lui il Re del Tour, sul quale sembra destinato ad imporre il suo terzo sigillo consecutivo.

Tadej Pogacar, 24 anni, esukta sul traguardo di Longwy davanti a Matthews e Gaudu.

Già ieri nella tappa del pavé (la Lille-Wallers foresta di Arenberg), aveva datto saggio del suo infinito potenziale, guadagnando infinitamente sugli altri e sfiorando la gialla per pochi secondi, facendo dunque intendere che la sua conquista sarebbe stata solo questione di tempo.

D’altronde, da un corridore che può vantare già due Tirreno-Adriatico, una Strade Bianche, due Monumento come Liegi e Lombardia e due Tour, è un delitto mortale, che fa cadere nella banalità e nella superficialità qualunque discorso.

L’unica cosa certa, ad oggi, è che Pogacar -e non solo per il palmares-, rappresenta quanto più vicino ci sia a Merckx, nonostante sia molto giovane e la sua bacheca possa ancora riempirsi di trofei.

Oggi, lo ha dimostrato ancora di più.