Tour de France 2022: Pogacar implacabile, bis in giallo sulla Super Planche des Belles Filles

Il ventiquattrenne sloveno, in forza all’UAE Team Emirates e maglia gialla di questa Grande Boucle, concede un incredibile bis sulla durissima salita della Super Planche des Belles Filles, bruciando il danese Vingegaard a pochi metri dal traguardo. Terzo il connazionale Roglic.

Voleva dimostrare per l’ennesima volta di essere lui il padrone del Tour, Non fosse bastato lo sprint di ieri a Longwy, dove ha preso la maglia gialla, Tadej Pogacar si è reso autore di un’altra volata nei metri finali della salita della Super Planche des Belles Filles, con muri che arrivano anche al 25% di pendenza.

Una volta arrivato sulle ruote del danese Vingeggard, che aveva tentato di sorprenderlo scattando a centocinquanta metri dal traguardo, tirandosi dietro il compagno di squadra Roglic e proprio la maglia gialla -e insieme erano andati a riprendere il possibile vincitore di tappa Kamna, poi giunto quarto-, il corridore dell’UAE Team Emirates si è dimostrato ancora una volta implacabile, saltando il capitano della Jumbo-Visma in quei pochi metri finali che tanto sono bastati per vincere la settima tappa e centrare il bis consecutivo di vittorie.

Tadej Pogacar, 24 anni, esulta alzando il dito indice davanti al danese Vingegaard sul traguardo della Super Planche des Belles Filles.

Un successo straordinario, che è valso allo sloveno il dodicesimo successo della stagione ma, soprattutto, ha premiato il lavoro dell’intero team emiro, sempre in controllo della corsa e della fuga di giornata, che aveva visto inizialmente tredici attaccanti, ma che poi lentamente aveva perso pezzi fino ad averne solo cinque, tra i quali Kamna che fino ai cento metri dal traguardo era in pieno controllo ed era ormai involato verso la vittoria di tappa.

Quando il Cannibale ha deciso di sbranare le sue prede, però, è stato implacabile. Lo ha fatto ancora una volta con grande velocità e arguzia tattica, soffrendo anche un po’ l’improvvisa sparata data da Vingegaard nella rampa più arcigna verso il traguardo.

Ma, con altrettanta astuzia e lucidità, Pogacar ha conquistato questo successo che ora lo issa con trentacinque secondi di vantaggio proprio sul danese nella lotta alla maglia gialla, a dimostrazione che, ad appena un terzo di Grande Boucle, il rivale più accreditato per il balcanico per la vittoria del Tour sia proprio lo scalatore della Jumbo-Visma.

L’impressione, però, è che Pogacar stia solo contando le lancette dell’orologio che mancano a Parigi per entrare nella Leggenda e vincere tre o più Tour consecutivi come solo grandi del passato come Indurain (che ne vinse addirittura cinque), Merckx (anche lui vincitore di cinque Tour), sono riusciti a fare.

Per arrivarci ed entrare nella Leggenda, mancano da oggi quindici giorni. Quindici giorni per Pogacar, per essere ancora di più il re del Tour ed esserne ancora di più il Cannibale.