Svolta in Cina: i calciatori stranieri non potranno guadagnare più di 1,5 milioni di euro netti a stagione!

Stop ai mega ingaggi per i calciatori stranieri in Cina. La decisione è della Federcalcio cinese che ha voluto mettere l’ennesimo paletto ai faraonici stipendi dei campioni stranieri nella Chinese Super League.

La crisi pandemica ha imposto una profonda riflessione ai piani alti della Federcalcio cinese sul taglio degli stipendi. Il provvedimento entrerà in vigore da gennaio e sarà valido almeno fino al 2023. L’intervento deciso dai vertici del calcio cinese si aggiunge ad un altro taglio che era stato attuato nel gennaio scorso.

Ma adesso il pugno sarà ancor più duro. Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa cinese Xinhua, si è stabilito che per i calciatori professionisti cinesi il monte ingaggi sarà di 5 milioni di yuan (circa 630 mila euro).

In pratica la metà del tetto da 10 milioni deciso lo scorso anno. Per quanto riguarda i calciatori stranieri, il tetto salariale è stato fissato in non più di 3 milioni di euro lordi, dunque non più di 1,5 milioni di euro netti a stagione.

AI club, inoltre, verrà permesso di spendere al massimo 10 milioni di euro a stagione per gli stranieri e in totale per il mercato non più di 600 milioni di yuan (75 milioni di euro). Una vera e propria rivoluzione nella terra del Dragone.

Perchè questo provvedimento? E’ lo stesso presidente della Chinese Football Association (CFA), Chen Xuyuan, a spiegare la situazione attuale del calcio cinese: “Volevamo portare ad alti livelli il calcio cinese ma la nostra nazionale continua a rimanere indietro.

Eppure i nostri club (della CSL) spendono 10 volte di più di quelli della K-League in Corea del Sud e 3 volte di più della JLeague giapponese”. In questi ultimi anni abbiamo visto come il governo cinese abbia voluto impegnarsi nella crescita del movimento calcistico in Cina.

Lo stesso presidente Xi Jinping sognava di fare della Cina una potenza calcistica in grado di competere con le maggiori nazionali del mondo. Ma, evidentemente, qualcosa non è andato per il verso giusto.

Forse la troppa presenza degli stranieri nel campionato cinese ha frenato la crescita degli stessi calciatori cinesi? Tutto è possibile e tutto è giudicabile. Fatto sta che la Cina non sarà più l’El Dorado del pallone, con esagerati contratti fatti firmare a giocatori stranieri più o meno forti.

La tendenza degli ultimi anni la conosciamo benissimo. Il richiamo di mega stipendi dall’altra parte del mondo era irrinunciabile per giocatori stranieri impegnati nei maggiori campionati europei (anche nel pieno della loro carriera calcistica, vedi i brasiliani Hulk o Oscar solo per fare due nomi) o per chi desiderava svernare e concludere i suoi ultimi scampoli di carriera siglando ricchissimi contratti con i club cinesi.

Il nuovo provvedimento, comunque, non ritoccherà al ribasso il contratto dell’italiano Graziano Pellè, attaccante dello Shandong Luneng, dal momento che è in scadenza. Il faraonico contratto da 15 milioni netti a stagione fa di Pellè il calciatore italiano più pagato al mondo.

Adesso, senza il richiamo di milioni di yuan, non sarà semplice convincere giocatori stranieri a trasferirsi in Cina.

Il tempo dei contratti esagerati pare sia finito. E chi non rispetterà tali regole verrà punito, come affermato sempre dal presidente Chen Xuyuan: “La Federcalcio punirà qualsiasi club o giocatore che violi le regole, non importa quanto famoso sia”. Il conto in banca dei calciatori stranieri in Cina non sarà più così ricco d’ora in poi.

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