Esclusiva – Fabrizio Salto:”La nostra Startup innovativa aiuterà lo sviluppo del Groundsman”

Per Stadiosport.it abbiamo avuto il piacere d’intervistare il dott. agronomo Fabrizio Salto. Un professionista che da Milano ha proseguito la sua specializzazione in USA. Dal 1987 è un imprenditore e professionista per quanto riguarda il tema del verde, in particolare di quello sportivo.

Con la sua ultima invenzione, una Startup innovativa chiamata Inverness srl, promuove un servizio molto importante: attività di monitoraggio mediante centraline, sensori IoT, droni, modelli matematici e software integrato per l’organizzazione su PC e smartphone dei lavori sul verde e sui campi di calcio.

Nei giorni scorsi ha organizzato un seminario a Brescia in cui hanno preso parte agronomi e tecnici del settore verde sportivo. Sentiamo dalla sue parole com’è stata questa esperienza e se ci saranno occasioni di ripeterla in futuro.

Salve dott.  agronomo Salto, presa visione del suo seminario a Brescia, con una presenza di noti agronomi del settore e aspiranti tecnici dei campi sportivi. Potrebbe dirci se tale rappresentazione è stata all’altezza delle sue aspettative. In prospettiva effettuerà ulteriori incontri, magari in Regioni diverse?

Questo è un ottimo quesito introduttivo ad una materia per certi versi sconosciuta ma che in realtà viene da molto lontano nel tempo. La necessità di reperire i dati che influenzano la crescita della vegetazione ha origini lontane, quando i primi satelliti mostravano immagini a media risoluzione utili al settore agricolo. Oggi la tecnologia a basso costo permette immagini eccellenti adatte a dimensione più ridotte, come ad esempio un campo di calcio. Crediamo di essere innovatori e di portare un discreto contributo ad un settore in forte ricambio generazionale, per questo motivo il percorso è lungo ma appassionante, lo percorreremo in lungo e in largo sul territorio, Covid permettendo.

seminario
Un’immmagine del luogo in cui si è svolto il seminario a Brescia riguardante il verde sportivo. (foto Esclusiva per Stadiosport.it concessa dall’agronomo dott. Fabrizio Salto)
Dott. Fabrizio Salto, abbiamo notato che la sua azienda che ingloba molti servizi all’avanguardia e tecnologici, per la prevenzione degli stress ambientali ed un mantenimento controllato dei tappeti erbosi. Che siano sportivi, urbani o di produzione, non fa differenza. Hanno destato molta curiosità tra gli ospiti, molti ignari ad oggi di tale tecnologia presente nel nostro territorio. La domanda che le rivolgo è: ma ad oggi siamo in grado di adeguarci in tempi brevi a tali strumenti? cioè la PrecisionTurf come vuole inserirsi nel mercato e nella cultura del manutentore? avete in programma di corsi di formazione? e a chi siete rivolti?

Il carattere innovativo che ci ha sempre accompagnato ha sempre radici solide ed una visione realistica del mercato in sviluppo. Siamo azienda di ricerca ma anche Groundsman, i nostri partners sono istituti universitari e multinazionali ma parliamo con tecnici sul territorio e conosciamo la quotidianità di un giardiniere evoluto. Gli strumenti che offre Precision Turf sono alla portata di chi vuole capire qualcosa in più, di chi è cosciente di avere raggiunto i limiti delle conoscenze di base. Di chi vuole crescere e differenziarsi, di chi vuole vivere il “new normal”, il domani che è già qui. La formazione è rinnovamento e deve appartenere alle caratteristiche personali, siamo un po’ tutti autodidatti oggi che il maestro è la Rete. PrecisionTurf con i suoi operatori è pronta ad un supporto operativo nel diffondere know-how di base, per introdurre il tecnico alla lettura dei dati nascosti. Questi possono fare la differenza nell’aspetto decisionale, che oggi viene richiesto da una committenza sempre più esigente. Oggi ci rivolgiamo a lui che deve mostrarsi preparato in un mercato altamente competitivo. Lo faremo con corsi on-line introduttivi che partiranno lunedi 7 Gennaio 2021 insieme ad una equivalente campagna promozionale per accedere ai nostri prodotti e servizi.

Fabrizio Salto
Immagine riguardante un confronto tra mappe per lo studio del verde (foto Esclusiva Stadiosport.it concessa dal dott. Agronomo Fabrizio Salto)
Risalendo al Vostro seminario, signor Fabrizio Salto, abbiamo notato la presenza del dott. agronomo Gianni Casini. Lui è ildocente dell’associazione Grassmed, ed Head Groundsman dell’Allianz Riviera a Nizza (Francia). Ha proposto le difficoltà del lavoro con cui il groundsman ha a che fare tutti i giorni. Le chiedo in Italia quando potremmo essere pronti culturalmente ad accettare una figura professionale come il groundsman rappresenta. Sarà indispensabile conoscere maggiormente la  tecnologia che la sua azienda propone, sempre più avanzata.

Questa figura è in via di “modellazione” e in Italia è rappresentata da un mix di multiforme composizione: dall’agronomo al giardiniere, dal tecnico impiantista al disoccupato che affronta una nuova carriera. Difficile riconoscervi una professionalità univoca ed una preparazione basata su una scuola che non c’è. Qui le responsabilità sono da attribuire al settore Calcio che nel suo sviluppo ha sempre dirottato in misura fortemente sbilanciata le proprie risorse. Ha lasciato al terreno di gioco spiccioli insufficienti a creare un background ed un senso di appartenenza alla struttura. Questo fattore avrebbe spinto alla contribuzione anche in fatto di cultura e preparazione personale. Altrove non è così, a partire da UK per passare dalla Francia, ma garantisco di avere avuto ottime impressioni di preparazione anche in paesi come Portogallo o Ucraina.

La ns preparazione proviene da USGA (United States Golf Association) e oggi chi vuole una adeguata formazione si iscrive a ragione alla Scuola Nazionale di Golf a Sutri (VT). Questo la dice lunga sulla enorme sproporzione in Italia tra mercati e l’attenzione ai propri investimenti e al patrimonio aziendale.

Le aziende private hanno fatto grandi sforzi negli ultimi 25 anni e oggi c’è una maggiore comprensione ed anche interesse verso temi come appunto quello del dato di precisione. La chiave di volta, comunque, quella che può far scattare un effetto “sliding doors” è senza’altro la curiosità che deve appartenere alla natura dell’uomo sin dalla sua maturazione giovanile. Tutto quello che accade diventa più faticoso, ma perché no raggiungibile con una passione che cresce nel tempo.

Fabrizio Salto
Un drone nel campo da calcio (foto Esclusiva Stadiosport.it concessa dal dott. Agronomo Fabrizio Salto)
Quali sono le difficoltà, secondo lei Fabrizio Salto, che non fa alzare l’asticella della professionalità nei campi sportivi. Non parlo solo del groundsman ma anche di un gestore della sicurezza per esempio praticamente assente tra i nostri campi. Oppure della gestione e difficoltà di comunicazione tra associazione sportiva ed amministrazione comunale. O addirittura con le Federazioni e CONI cui non si riesce ad ottenere per esempio un censimento degli impianti sportivi attivi, (dato che una buona parte dei 20000 campi sportivi sono in disuso….) e cercare insieme di una azione di recupero, anche per altri sport emergenti.

La politica del Calcio in Italia segue interessi di business legato a pochi autoeletti che tirano le fila. Il resto per fortuna, ed è tanto, è il calcio giovanile alimentato dagli sforzi delle famiglie. Oggi il termine Sicurezza abbraccia tutto ciò che gira intorno al terreno di gioco. La sostenibilità economica e sociale deve portare anche al miglioramento delle superfici sportive in termini di qualità e bellezza. Ma non solo, deve anche dare garanzie di carattere ambientale e di miglioramento del modello operativo nel lavoro.

In un momento deficitario come quello odierno è necessario rimescolare le carte. Orientare un coro univoco di voci verso chi gestisce le risorse. Non ai Comuni proprietari passivi e sempre carenti ma alla FIGC, con un progetto di rilancio dei giovani per essere preparati ad un mercato che intorno a noi cresce. Oltre a rinnovate e responsabili esigenze di standard di qualità. Servono progetti di formazione professionale che il mercato del Turfgrass Manager è pronto ad offrire, ne sono certo.

Signor Fabrizio Salto, abbiamo notato il Vostro software MasterPlan e tutte le informazione cui si possono estrapolare sia nello sportivo che a favore di grandi superfici erbose, come parchi e/o produttori di Prato pronto effetto. Ma tali servizi è possibile personalizzarli alle proprie esigenze? cioè se un club o ASD o Parco decidesse di crearsi il suo quaderno di campagna evoluto insieme alla configurazione di allert automatici, o altri servizi che il cliente reputa necessari, è possibile ottenerli, magari in versione promo in un primo step?

MasterPlan nasce da un vuoto che abbiamo notato negli anni intorno alla figura dell’operatore, che sia di un Campo di Calcio di serie A o di un giardino privato. La carenza di informazioni intorno alle proprie cose (professionali), la certezza ma anche la confusione di fondare molto sulla propria memoria, la assenza di un concetto importante, quello della verifica incrociata dei fatti accaduti per fare oggi quello che molti tendono a fare domani. Una agenda interattiva che dal primo giorno diventa personale, riservata, completa ma facile nell’uso. È in prova gratuita sino al 31/12. Esso permette una serie di step importanti. 1) avere in mobilità e su PC il quadro dello smistamento delle risorse aziendali nelle attività esterne. 2) condividere con i propri addetti o clienti aree riservate. 3) avere un registro digitale interrogabile su ogni risorsa impiegata.

I servizi aggiuntivi da lei indicati sono disponibili nell’area di Supporto agronomico. Essa viene personalizzata su ogni cliente e consente un avanzamento nel processo decisionale. Quest’ultimo è basato sulla elaborazione algoritmica dei dati e sul machine learning.

Droni in azione su un terreno verde (foto Esclusiva Stadiosport.it concessa dal dott. Agronomo Fabrizio Salto)
Signor Fabrizio Salto, per l’utilizzo del servizio di comando ai droni per le immagini di confronto termico e multispettrale, come si devono porre i clubs nei Vostri confronti. Ci sono da parte Vostra dei test di prova dimostrativi, avete già effettuato delle dimostrazioni in campi tipo (Pro), con dati dimostrabili al pubblico interessato. Gli agronomi delle Federazioni o chi ne fa le veci, hanno dato un loro parere in merito? Cioè sarà necessario cercare consensi da parte della filiera sport business. Quest’ultimi con i loro Protocolli consigliano determinate operazioni e range da seguire. Il tutto per la conformità degli standard diretti dalla FIFA prima e FIGC dopo?

Le immagini multispettrali non sono state inventate da noi ma Precision Turf ha modellato un servizio su misura per il Groundsman. Non solo, anche per il consulente adatto a fornire immagini oltre il visibile. Si vuole essere in grado di percepire uno stato che verrà e per formulare in anticipo attività agronomiche che consentono risparmio di risorse e di agrofarmaci. Anche questa è sostenibilità sociale.

I nostri archivi sono ricchi di tali immagini che possono dimostrare la reale utilità. Il nostro compito è di far emergere la convenienza anche economica di utilizzo di tali strumenti e rendere operativa una innovazione. Siamo pronti a discuterne ad ogni livello perché siamo certi che la strada della crescita passi da qui. I nostri contatti sono internazionali e lo scambio con aziende, associazioni e groundsman è continuo. Questo ha generato un intreccio di case study e un trasferimento di esperienze che arricchisce tutti quanti fino all’ultimo arrivato. Ci auguriamo che nasca da qui lo stimolo a creare una Scuola nazionale di formazione verso i tecnici. Quest’ultimi, domani dovranno competere con un mercato dove vige la “conoscenza diffusa” e dove si stabiliranno equilibri dove tutti finalmente vinceranno.

Fabrizio Salto
Strumenti tecnologici per la cura del verde. (foto Esclusiva Stadiosport.it concessa dal dott. Agronomo Fabrizio Salto)
Cosa ne pensa del lavoro che l’associazione Grassmed sta tentando con l’inserimento di corsi di formazione Groundsman e ricerca sul comportamento varietale tramite alcune Università italiane? ha qualche consiglio da dare a loro?

L’iniziativa è lodevole e come essi sanno la strada è solo all’inizio. Il percorso deve abbracciare un sano corporativismo procurato dalle aziende private che sono leader nell’informazione tecnica. Questo perchè solo l’apporto commerciale riuscirà a nutrire gli sforzi della ricerca scientifica e della istruzione. Chi si aspetta aiuti dai Clubs o peggio ancora dalle istituzioni pubbliche raggiungerà forse la fama di aver partecipato ma arriverà sempre secondo che, come dice il detto, è il primo dei perdenti.

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Lorenzo Carrega

Informazioni sull'autore
Giornalista Pubblicista. Esperienze in ambito giornalistico locale, non solo di sport, ma anche di cultura e tempo libero. La scrittura è la mia passione
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