Scarpe running e abbigliamento adeguato: le differenze fra running e trail

Quando ci si prefigge l’obiettivo di valorizzare la propria forma fisica, si ha a disposizione una serie di attività in grado di raggiungere tale scopo in men che non si dica.

Tuttavia, per assicurarsi delle prestazioni a regola d’arte, è necessario conoscere ogni aspetto in tal senso affinché non si corrano dei rischi inutili – oltre che controproducenti.

Il running e il trail sono due pratiche apparentemente simili che, però, vantano alcune caratteristiche peculiari capaci di sposarsi alla perfezione con le preferenze dei diretti interessati.

Perciò, assieme alla scelta di un abbigliamento adeguato composto da scarpe running selezionabili anche sul sito www.diadora.com/it/it/uomo-scarpe-running bisogna approfondire determinati parametri in grado di accrescere sensibilmente le proprie competenze.

Il terreno e la misurazione della strada con le scarpe running

Innanzitutto, va specificato che la prima differenza sostanziale tra trail e running risiede nel tipo di superficie di corsa. Con uno stile di corsa tradizionale, la strada è il terreno su cui si svolge il tutto, fornendo una base uniforme e liscia che permette di mantenere più facilmente l’equilibrio indossando qualsivoglia modello di scarpe running.

Lo svantaggio di questa situazione è che il cemento duro e l’asfalto possono avere un impatto negativo sulle articolazioni. Viceversa, con il trail si ha a che fare con percorsi naturalistici, talvolta irregolari, dove aumenta la possibilità di inciampare o di cadere se non si presta molta attenzione al terreno.

Però, c’è da dire che fango, terra ed erba hanno un minore impatto sulle articolazioni e quindi influenzano di meno le prestazioni.

A ciò, poi, si aggiunge il fattore comodità, per cui il running può essere praticato anche lungo una strada vicina alla propria abitazione, mentre il trail necessita di un tracciato ubicato, spesso, in una zona a parecchi chilometri di distanza dalla propria casa.

Un’altra differenza da tenere d’occhio è la misurazione della strada. Con il running standard, risulta molto più semplice determinare la distanza percorsa per valutare il raggiungimento, o meno, del proprio obiettivo personale.

Col trail, invece, questa operazione può diventare a dir poco ostica poiché i sistemi di mappatura digitali spesso non contemplano quei sentieri fuori mano lontani dai reticolati urbani.

Potenza, frequenza cardiaca e contatto con la natura

Esistono, poi, altri aspetti che differenziano il trail dal running, a cominciare dalla potenza da esercitare durante l’atto pratico.

Quando si ha a che fare con sentieri lunghi e irregolari, bisogna monitorare lo sforzo profuso per non incorrere in cali alquanto nocivi. Inoltre, i fattori ambientali possono incidere notevolmente su tale parametro, costringendo il runner di turno ad apportare delle modifiche in corso d’opera al proprio stile di corsa. In aggiunta a ciò, è necessario controllare costantemente la propria frequenza cardiaca.

In questo modo, si potranno evitare quegli sforzi intensi che su fango, terreno ed erba possono appesantire di molto la propria andatura. Su strada, invece, la frequenza cardiaca sarà regolare o addirittura bassa rispetto all’altra tipologia di attività poiché l’omogeneità dei tracciati consente di avere un ritmo regolare in grado di avvantaggiare l’intero organismo.

Infine, c’è da considerare quello che è il contesto ambientale in cui si svolge sia il running che il trail.

Nel primo caso, dopo aver indossato delle scarpe running, ci si interfaccerà direttamente con dei luoghi prevalentemente urbani in cui non manca l’inquinamento provocato dal traffico.

Questo fattore, a lungo andare, può essere debilitante ed estremamente pericoloso per qualsivoglia corridore. Nel secondo caso, invece, si entra in contatto con la natura.

Ciò non solo migliora le prestazioni ma influisce positivamente anche sul proprio umore garantendo così degli standard eccezionali. Insomma, si tratta di un elemento da non sottovalutare per eseguire un’attività all’altezza della situazione.

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Carlo M.

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Responsabile editoriale, appassionato di Sport (Calcio - F1 - MotoGp)
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