Roma premiata con l’Oscar del Calcio per il caso Nura

La società giallorossa premiata per non aver lasciato il terzino da solo.

Non tutti i riconoscimenti nascono dal campo. Almeno non completamente. Come quello che ha ricevuto la Roma per il supporto dato a Abdullahi Nura. L’ex terzino della Primavera è stato costretto ad appendere gli scarpini al chiodo decisamente troppo presto per un problema al cuore. 

La società, però, non ha esitato un attimo se lasciare da solo il ragazzo, ha appena 21 anni, e lo ha inserito nei ranghi dirigenziali con il ruolo di osservatore.

Un gesto di grande slancio morale ed etico che non è passato inosservato. Il club giallorosso è stato premiato, con il 46,1% dei voti, nella XVI edizione del Premio Sport& Cultura nella categoria “Premio Gesto Etico”, promosso dall’Asi ( Associazione Sportive e Sociali Italiane).

LA CARRIERA- Ora Nura ha il compito di portare a Trigoria quelli che potrebbero essere i giocatori della Prima squadra del domani, proprio come successo a lui. 

Dopo essersi fatto notare in Patria tra le fila dell’Abuja, il nigeriano classe ’97 approda nel 2013 in Italia, a La Spezia. Pur non disputando alcuna partita in Prima squadra, Nura si mette in luce con la Primavera. Le buone prestazione valgono la grande chiamata: quella della Roma.

Dopo il prestito alla  Lavagnese in D, dove colleziona 6 presenze condite da 2 reti, nel 2015 viene acquistato dall’allora direttore sportivo giallorosso Walter Sabatini, suo grande estimatore.

In maglia giallorossa si aggrega sempre alla Primavera, ma disputa anche la Youth League. Il livello sale e le prestazioni anche. Viene così spesso aggregato in Prima squadra da Garcia. 

Proprio circa l’apprezzamento di Garcia, Morgan De Sanctis, ex portiere della Roma ed attuale team manager giallorosso, ha raccontato un aneddoto:

 “Ricordo bene una partita di allenamento a Trigoria tra la prima squadra la Primavera, quando i giocatori convocati in nazionale erano assenti. Nel primo tempo la squadra di Alberto De Rossi era in vantaggio per 3-0, Nura segnò due gol e fece l’assist per il terzo. Allora Garcia all’intervallo lo spostò nella prima squadra e la partita finì 3-3.”

Il grande talento, però, non è accompagnato dalla fortuna. Nella Capitale la dea bendata inizia a voltargli le spalle. Fermato a metà stagione 2015-16 per un problema cardiaco ( era stato operato al cuore tre anni prima), la sorte si accanisce su di lui quando il legamento crociato del ginocchio destro si rompe.

Rientrato, nel 2018 viene poi girato in prestito al Perugia in B, per fargli fare le ossa. Anche qui le cose non cambiano. Purtroppo. A marzo viene fermato per 30 giorni dall’attività per l’affacciarsi dei soliti problemi cardiaci. Fa ritorno a Trigoria, ma non riesce mai ad ottenere il certificato per l’attività agonistica. Lo scorso novembre il contratto da professionista con la Roma viene ufficialmente rescisso. 

Ora Nura dovrà cercare di vedere nei giovani talenti lo stesso talento di cui era in possesso. Augurandosi che la fortuna faccia la sua parte.

LA BENEDIZIONE MALEDETTA- Quando Nura arriva alla Roma, l’emergenza terzini è già avviata. La società viene accusata di non comprarli.  Sabatini, rispondendo alle domande dei giornalisti, fa capire che altri terzini non sarebbero arrivati e difendendo i terzini allora in rosa si lanciò in una profezia sull’allora sconosciuto Emerson Palmieri: ” La storia dirà chi è”.

Verso la fine delle risposte, un giornalista chiede: ” E Nura?!”. Sabatini, deciso, risponde:” E Nura è un meno!”. 

Su Emerson non si è sbagliato. Anzi. Chissà con Nura se avrebbe sbagliato o no. Non ci sarà mai dato saperlo. Purtroppo.

 

 

 

 

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Roberto Gentili

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Cresciuto a pane, calcio e sport.
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