Poldi e Shaq olè, Mancio all’Archimede: datemi due punte d’appoggio e vi risolleverò l’Inter

Xherdan Shaqiri
Xherdan Shaqiri (ANSA)

In una fredda notte di gennaio, la San Siro nerazzurra ritrova un po’ di calore e non è quello dei caffè che durante l’intervallo abbeverano i tifosi, ma calde sono le giocate di Lukas Podolski e Xherdan Shaqiri, la nuova coppia gol, da stasera baldanzosamente insediatasi in casa nerazzurra, dal sottoscala della Coppa Italia, nel tempio interista.

Mentre Icardi sbaglia un rigore, prima che il numero 9 ne faccia uno dei suoi, mentre Palacio non c’è, loro due, il polacco naturalizzato tedesco ed il kosovaro naturalizzato svizzero, ne confezionano uno proprio delle loro caratteristiche: colpo di tacco dell’ex Arsenal, sinistro dell’ex Bayern e via, San Siro torna ad esplodere, l’Inter, formato Coppa Italia, a segnare. Mancini, che li ha fortemente voluti, adesso fa capire più che mai, che lui è il numero 10, il regista scelto, dietro le quinte e fuori dal campo, dentro al progetto di questa sua nuova Inter, che si sta formando, ma si sta formando bene.

Ed allora l’1191 o il 9111, i loro numeri di maglia, 11 Lukas, 91 Shaq, diventano i codici da assaporare, per il popolo nerazzurro, che nonostante la pioggia e la diretta tv, non ha lasciato vuoto San Siro. Lukas, è nato a Gliwice il 4 giugno del 1985, Xherdan, il 10 ottobre 1991 a Gnjilane. Si d’accordo ci sono anche Icardi, opportunista nel 2 a 0 e però ogni tanto troppo sicuro di sé, come nell’occasione del rigore fallito e ben parato dal pararigori Romero, Palacio, ma Lukas e Shaq ci sono, rispondono presenti, con giocate veloci, ficcanti,mai banali.

Osvaldo in questi giorni è desaparecido, ma forse da questa sera, l’Inter ha ritrovato ciò che da troppo tempo era desaparecido, una coppia gol. Colpo di tacco di Poldi, sinistro di Shaq, solo con una giocata così ben orchestrata la strenua Samp poteva crollare: momenti griffati dalla fresca Inter del Mancio reloaded. Il tanto bistrattato campionato italiano, in un colpo solo ha portato a casa due campioni. Ci voleva il Mancio, numero 10 ieri sul campo, numero 10 oggi in panca.

Postilla: se era bravo l’allenatore di Jesi al suo primo mandato all’Inter, figuriamoci ora che nel frattempo ha fatto qualche bel viaggetto dalle parti del City ed una sosta anche al Galatasaray. Si, Mancio ha studiato da Archimede: datemi due punte d’appoggio, e vi risolleverò l’Inter.

Luca Savarese

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