A Parma si prova a svoltare: Manenti per una presidenza permanente

Giampietro Manenti
Giampietro Manenti

Speriamo sia la volta buona. Questo il mantra che si sente di più in questi giorni a Parma, città che un tempo fu ducato e che oggi vede la sua squadra di calcio in un baratro tecnico e societario, che forse nelle prossime ore potrebbe finire.

Nei tavoli dei numerosi e sontuosi ristoranti della città verdiana, mentre si mangia del buon crudo locale, che fa da secondo ad un caldo piatto di anolini alle erbette, sulle pareti incombono le cornici con le maglie di Sensini, Buffon e Cannavaro, effigi quasi sacre che rimangono lì, ma fa un certo effetto vederle e pensare al Parma di oggi, che non si riesce a racchiudere dentro alcuna cornice: iatture continue, anticipo di un fallimento, transizione drammatica tra l’era Ghirardi ed il futuro?

No, non si riesce proprio a dare una cornice e nemmeno un nome a questo aberrante dipinto del Parma di questi ultimi mesi, passato dall’altare di una qualificazione in Europa League conquistata sul campo, all’ultima giornata dello scorso campionato, dopo aver battuto al Tardini per due a zero, con una doppietta di Amauri il Livorno, e poi persa, per una mancanza di un pagamento di un aliquota Irpef.

Dalla gioia all’agonia il passaggio è stato breve, e mentre in piazza Garibaldi il sole scioglie le abbondanti nevicate dei giorni scorsi, piazza che rappresenta lo storico punto di ritrovo cittadino e che, nell’anno mirabilis della prima storica promozione in serie A, il 27 maggio del 1990, dopo la gara che decretava la matematica ascesa nella massima serie, il derby vinto contro la Reggiana, la statua dell’eroe dei due mondi, cambiò volto ed il busto ricevette la sagoma di Nevio Scala…Quei tempi sono e restano fasti unici, quei tempi sono però anche un continuo pungolo a non perdere di vista una storia, che vanta anche quel nobile passato.

Si sono succeduti troppi nomi sul conto della squadra ultimamente, avvoltoi ed avventori che si sono accomodati alla tavola emiliana e quando pareva tutto pronto per consumare un pasto, se la sono data a gambe, gettando ancora più nello sconforto una squadra che, con soli 9 punti, langue in classifica. L’isola che era felice è diventata in un batter d’occhio un promontorio della paura, invaso da burrasche continue.

Forse ora le cose possono cambiare ed anche il gelo societario può iniziare a sciogliersi. Giampietro Manenti, titolare dello sloveno Mapi Group, è pronto a diventarne nuovo presidente ed amministratore unico. A Parma sperano che Manenti possa essere serio e permanente alla guida di una società che bugie e prese in giro non le merita e non le potrà più sopportare. In bocca al lupo.

Luca Savarese © Stadio Sport

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