Parigi-Roubaix 2021: leggendario Sonny Colbrelli, Italia in trionfo

Il trentunenne bresciano trionfa nella Regina delle Classiche battendo in volata il belga Vermeesch e l’olandese Van der Poel, rispettivamente secondo e terzo. Quarto l’altro azzurro Moscon, Italia in trionfo dopo oltre vent’anni.

E anche l’inizio di ottobre si è aperto con l’ennesima vittoria azzurra, a fare da flusso alla straordinaria fine di settembre che ci aveva visti sul tetto del mondo nel medagliere di ciclismo su strada.

Questa volta, si è trattato della Parigi-Roubaix, ribattezzata anche l’Inferno del Nord per via delle numerose volte in cui si è corso sotto l’acqua e col freddo. Mai come oggi, quel soprannome è stato più azzeccato, data la grande quantità d’acqua che ha caratterizzato la corsa, che ha visto al suo interno anche numerose forature, come quella dello sfortunatissimo Gianni Moscon, che ha chiuso comunque in quarta posizione.

Ciò non ha impedito all’Italia di prendersi l’ennesimo trionfo, anche questo prestigiosissimo e di grande fattura. E lo ha fatto col tretunenne bresciano Sonny Colbrelli, capace di regolare sul traguardo uno sprinter come Van der Poel e il ventidueenne belga Vermeesch, giunti rispettivamente terzo e secondo.

Una vittoria perentoria, che sancisce la consacrazione del ciclista bresciano campione italiano e campione europeo in carica come ciclista adatto e polivalente su ogni terreno, specialmente in quello delle classiche o corse di un giorno.

Soprattutto, gli restituisce, con le lacrime di gioia piante sul traguardo, tutta la sfortuna pagata nel mondiale fiammingo, -vinto nuovamente da Alaphilippe-, che gli aveva impedito di centrare una tripletta storica: quella di diventare campione d’Italia, d’Europa e del mondo nello stesso anno solare.

E, dopo ventidue anni dall’ultimo trionfo (Andrea Tafi nel 1999), l’Italia ritorna sul gradino più alto del podio nella grande classica transalpina.

Al centro, Sonny Colbrelli, 31 anni, con le braccia alzate davanti al belga Florian Vermeesch, (22 anni, a destra ),e l’olandese Mathieu Van der Poel, (26 anni, a sinistra).

Un successo straordinario, che porta il nome e il cognome di Sonny Colbrelli.

La corsa

Scappa subito una fuga della prim’ora composta da diciannove corridori dove, tra gli altri, spicca il bronzo mondiale nella cronostaffetta mista Edoardo Affini e l’Ineos Gianni Moscon che, ai -50 dall’arrivo, scappa verso il traguardo di Roubaix, desideroso di alzare le braccia al cielo nel velodromo.

Ma, prima una foratura ai -29 dal traguardo e, poi, una caduta nei tratti in pavé tra Camphin-en Pèvele e Carrefour de l’Arbre, il sogno s’infrange definitivamente ai -14 dall’arrivo, quando un’accellerata di Van der Poel, con a ruota Colbrelli e Vermeesch, permette il ricongiungimento e il sorpasso nei confronti del corridore trentino, che nonostante tutto, riesce a contenere il rientro del gruppo capitanato dal belga Van Aert, altro illustre deluso dalla prova mondiale corsa tra le mura amiche.

Il vantaggio si cristallizza per i tre battistrada, che arrivano al velodromo appaiati, con Colbrelli che salta immediatamente sulla ruota di van der Poel, non appena quest’ultimo suona la carica per la volata, e batte sia lui che Vermeesch sul traguardo, consacrandosi nella storia del ciclismo.

Se questo nostro magico 2021 non è ancora terminato, è grazie anche a questo atleta di Desenzano del Garda, talentuoso e spesso sfortunato. Ma che, quest’anno, come in una sorta di karma ciclico, sta raccogliendo tutte le vittorie che la sfortuna gli aveva tolto.

Quel volto, avvolto dal fango della pioggia presa durante la corsa, ha il nome di Sonny Colbrelli e la maglia blu stellata di campione europeo.

Un motivo in più, per essere fieri di questo ragazzo.

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