Paralimpiadi Tokyo 2020: Altro show azzurro, oro di Vio dalla scherma

La straordinaria veneziana domina la finale contro la cinese Zhou e si conferma campionessa paralimpica dopo Rio. Argento Palazzo e Barbaro nel nuoto e nel triathlon, bronzi di Raimondi e Plebani nei medesimi sport.

E sono cinque, 18 in tutto dopo quattro giorni, la metà del complessivo del medagliere di cinque anni fa e una top ten saldamente nelle nostre mani.

E’ un’Italia straordinaria, quella che si sta mettendo in luce alle Paralimpiadi di Tokyo, con una scorpacciata di medaglie quotidiana che tocca la media di quattro-cinque podi giornalieri. E anche oggi, è stata un’autentica giornata campale per i nostri colori.

La giornata

Aperta col bronzo di Plebani e l’argento di Barbaro nel triathlon, è proseguita con le due medaglie del nuoto (anche qui un argento e un bronzo), che sono stati portati in dote da Xenia Francesca Palazzo e Stefano Raimondi. La prima, classe 1998, si è presa la piazza d’onore nei 200 misti femminili categoria SM9 (categoria riservata agli atleti con disabilità psichiche legate alla sfera relazionale), preceduta solo dalla marziana americana Jessica Long.

Il secondo, anche lui classe 1998, si è preso il bronzo nei 100 stile libero categoria S10 (categoria riservata agli atleti con disabilità agli arti di medio-bassa entità) preceduto dal marziano ucraino Krypak (oro) che ha pure stampato il record del mondo.

Ma il bello, doveva ancora arrivare ed è arrivato nella scherma, una nostra potenziale fucina di medaglie e che aveva voglia di riscattare le delusioni di questi giorni.

E l’ha fatto nel migliore dei modi, andando a prendersi la quinta medaglia d’oro nel medagliere, la prima per quanto riguarda gli azzurri della scherma. Il merito è stato della nostra immensa portabandiera Beatrice Vio, detta Bebe. La portacolori veneziana, classe 1997, si è imposta di prepotenza e di autorità nella finale contro la cinese Zhou, già affrontata con successo nella finale paralimpica di Rio 2016.

Un incontro mai in discussione, vinto per 15-9 dalla veneta e che ha suggellato una conferma a livello paralimpico che, nonostante la schermitrice abbia solo 24 anni, la proietta già nella leggenda di questo sport.

Una giornata campale, che “riscatta” la giornata leggermente più deludente di ieri dove, nonostante non fosse arrivato l’acuto del metallo più pregiato, aveva portato altre tre medaglie agli azzurri. Un bottino niente male, per essere una giornata di passaggio…

Un’altra giornata campale, con quasi metà del medagliere carioca fatto nel giro di neanche una settimana, con il ciclismo su strada e l’atletica leggera che devono ancora buttare giù i loro carichi da 90…

Pensare al record, ormai, non può essere più un miraggio.

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