Olimpiadi Tokyo 2020: Pioggia d’oro per l’Italia, è record storico di medaglie

Giornata leggendaria per gli azzurri alle olimpiadi: oro di Palmisano nella 20 km di marcia, al quale fanno seguito quelli di Luigi Busà nel kumite -75 kg del karate e quello della staffetta 4×100. 38 medaglie, è record assoluto di podi.

Adesso lo possiamo dire a gran voce, senza timore di essere smentiti. Questa Italia è la più forte degli ultimi trent’anni di Olimpiadi. A dimostrarlo, c’è il numero di podi, che oggi ha toccato il vertiginoso numero di 38, il più alto mai registrato nella storia olimpica azzurra. Meglio di Los Angeles ’32 e Roma ’60, con il numero di ori che ha toccato la doppia cifra, grazie alla pioggia di metalli preziosi di quest’oggi.

Un’ impresa impensabile, che ha già consegnato la data del 6 agosto agli annali dell’eternità nella storia olimpica tricolore, a pochi giorni dalla cerimonia di chiusura di domenica che decreterà che, ancora una volta, siamo tra le maggiori dieci potenze mondiali. Le altre devono farsene una ragione.

La giornata

Ci ha pensato Antonella Palmisano, nel giorno del suo compleanno, a menare le danze di questo valzer d’oro azzurro. La mottolese, fresca trentenne, ha dominato la 20 km di marcia femminile, una specialità che non aveva mai visto le donne italiane salire sul gradino più alto del podio, men che meno centrare l’oro ventiquattro ore dopo il proprio collega uomo.

Ebbene, la finanziera tarantina è riuscita nell’impresa, emulando il conterraneo Massimo Stano grazie ad una progressione devastante negli ultimi cinque chilometri, che le ha permesso di porre un autentico dominio sulla gara. 1 ora, 29 minuti e 12 secondi, con ben venticinque secondi di vantaggio sulla colombiana Arenas, argento, quasi cinquanta sulla campionessa olimpica e mondiale uscente Liu, bronzo.

Ma la festa azzurra non è finita qui. Infatti, alle 14:55 ora italiana (le 21:55 ora locale), il carabiniere siciliano Luigi Busà ha conquistato uno storico oro nel karate, categoria kumite riservata ai -75 kg, battendo in finale l’azero Aghayev per 1-0. Un risultato storico per una disciplina che era all’esordio assoluto alle Olimpiadi e, non casualmente, lo faceva nel Paese in cui è nato: il Giappone.

Perciò, l’oro del Gorilla di Avola ha un valore simbolico ancora più consacratorio della carriera e del talento del karateka azzurro, che completa così il cerchio magico dopo aver dominato l’Europa e il mondo. E lo fa, conquistando il titolo mancante nella sua già sterminata bacheca: quello olimpico.

Ma il bello, che doveva ancora arrivare, è giunto alle 16, ora italiana, le 23 ora locale. Un orario insolito, dove molta gente in Giappone va a dormire, mentre qui stiamo a tavola a fare merenda, magari con qualcosa di fresco e di dolce.

E il dolce più buono ci è stato offerto dai quattro chef della staffetta 4×100. Lorenzo Patta ,Marcell Jacobs, Fausto Desalu e Filippo Tortu, ci hanno offerto come dessert la decima e leggendaria medaglia d’oro alle Olimpiadi, facendo piangere ancora una volta gli inglesi come fatto dalla nostra Nazionale di calcio lo scorso 11 luglio a Wembley.

Un’impresa leggendaria, che ci proietta tra i grandi dell’Olimpo e ci consente di sognare ancora in questo rush finale.

Una pioggia d’oro che, oggi, si chiama Italia.

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