Olimpiadi Pechino 2022: Bronzo Brignone nella combinata, Italia a 16 medaglie

La carabiniera valdostana si prende il secondo alloro dopo l’argento in gigante e porta gli azzurri a quota 16 allori a due giorni dal termine delle Olimpiadi. Domani mattina (ore 8) Dorothea Wierer cerca l’impresa leggendaria nella mass start.

Dopo l’argento leggendario di Arianna Fontana nei 1500 metri femminili dello short track, -che l’ha resa l’atleta più medagliata negli sport olimpici invernali tra le atlete azzurre con ben undici allori-. e il bronzo della staffetta maschile, è toccato a Federica Brignone salire in cattedra e prendersi la scena quest’oggi.

La carabiniera di La Salle, infatti, ha conquistato la medaglia di bronzo alle spalle dell’imprendibile coppia elvetica guidata da Michelle Gisin (oro), seguita da Wendy Holdener (argento), che rappresenta il trionfo rossocrociato nello sci alpino, dove il movimento elvetico ha fatto una vera e propria messe di ori, vincendone ben cinque.

Un metallo comunque importante, che ci fa salire a quota 16 medaglie nel medagliere e certifica un buono stato di salute dello sci alpino azzurro, soprattutto in vista della gara a squadre di sabato, dove il quartetto tricolore (composto da Marta Bassino, Federica Brignone, Luca De Aliprandini e Alex Vinatzer), cercherà di far saltare il banco di fronte alla stessa Svizzera, ma anche altre corazzate come Austria, Norvegia, ecc…

E, a proposito di far saltare il banco, domani mattina (ore 8:00), Dorothea Wierer andrà a caccia di un’altra medaglia nella mass start, anticipata di un giorno a causa del crollo delle temperature previsto per sabato a Zhangjiakou.

Un format nel quale la finanziera altoatesina si trova molto bene, avendovi recentemente trionfato nella tappa di Coppa del mondo nella sua Anterselva, ma soprattutto avendo già vinto il titolo mondiale tre anni or sono sulle nevi svedesi di Ostersund, dove dominò sotto un’autentica bufera di neve.

Assieme a lei, cercheranno di emularla i colleghi maschi Lukas Hofer e Dominik Windisch, che saranno impegnati nella medesima gara due ore dopo (ore 10). Il primo, in particolare, cercherà il riscatto dopo un amaro quarto posto nell’ inseguimento, nonostante una precisione da cecchino al poligono (20/20), che purtroppo non è bastata per agguantare il podio.

Il secondo, dopo aver già fatto saltare il banco al mondiale di Ostersund tre anni fa, partendo da completo sfavorito, cercherà nuovamente la gara della vita sulle nevi olimpiche, nel tentativo di regalarsi un sogno che, almeno sulla carta, appare alquanto proibitivo (leggere sotto la voce fratelli Boe e Fillon Maillet).

Ma si sa, siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i sogni, come diceva Shakespeare. Perciò, sognare di rimpinguare ulteriormente il medagliere, non è impedito a nessuno. A noi, visti i precedenti dello scorso anno, ancora meno.