Napoli, cambiando gli addendi il risultato non cambia: da Sarri ad Ancelotti, sempre 2°

Finita la prima parte del campionato, si fanno le somme del tutto prima di ritornare il 20 gennaio contro la Lazio, del giusto e degli errori commessi. Sono cambiati i comandanti che si sedevano sulla panchina della società azzurra, ma il risultato è il medesimo.

Si è passati da un allenatore sconosciuto, che però in tre anni ha regalato grande calcio, spettacolo e profonde emozioni ad un popolo intero che aveva perso da anni, una vera e proprio sorpresa dopo il suo arrivo dalla panchina dell’Empoli, con un terzo posto e due secondi posti, e differenti record infranti come quello di punti alla fine della stagione scorsa, ad un allenatore internazionale, forse il più forte che ci sia mai stato, uno dei più titolati, con tre Champions in bacheca, ed esperienza con le squadre migliori al mondo come Real Madrid, PSG, Bayern Monaco, etc..

Con tale cambiamento si ci aspettava un gran cambiamento almeno nelle competizioni europee, cioè la Champions League. Ma anche in questo ambito la squadra azzurra è rilegata allo stesso risultato, cioè alla declassazione in Europa League invece che gli ottavi di Champions. Ma va mossa una pedina a favore del nuovo Napoli di Carlo Ancelotti, innanzitutto è uscito da un girone di Champions di ferro, contro le capo-liste di Francia e Inghilterra, dimostrando di potersi equiparare a loro, e in campionato va detto che è seconda solo a una mostruosa Juventus che in questo inizio di campionato ha pareggiato due volte e ha vinto tutte le altre partite. Ora parlerà il mercato, con differenti acquisti e cessioni, a dare un importante impronta al risultato finale del campionato.

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