Motomondiale GP Spagna 2019: Anteprima ed Orari Diretta TV

Torna in pista il Motomondiale, che questo weekend sarà impegnato con il Gran Premio di Spagna, prima tappa europea della stagione 2019. Il circuito andaluso di Jerez de la Frontera ospiterà la 64.esima edizione di quello che è un classico del calendario iridato, la 32.esima a disputarsi a queste latitudini della Penisola Iberica. Il Circus a due ruote arriva in Spagna dopo l’esito a sorpresa del Gran Premio delle Americhe di Austin, dove il favoritissimo Marc Marquez è caduto, lasciando via libera agli avversari. Alex Rins l’ha spuntata su Valentino Rossi, ottenendo la prima vittoria in carriera in MotoGP, mentre Andrea Dovizioso, 4° dietro a Jack Miller, si è ripreso la vetta della classifica. Ci si aspetta grande lotta anche nelle altre due categorie: in Moto2, Lorenzo Baldassarri vorrà ripartire dopo il ritiro texano; in Moto3, tutti all’inseguimento del duo spagnolo, formato da Aron Canet e da Jaume Masià.

Tutto pronto a Jerez de la Frontera, per il Gran Premio di Spagna 2019 (foto da: twitter.com)

MOTOMONDIALE SPAGNA 2019 – IL CIRCUITO DI JEREZ DE LA FRONTERA

Inaugurato nel 1985, l’autodromo di Jerez de la Frontera è situato nei dintorni di Cadice, in Andalusia. Con una lunghezza di 4.423 m, questa pista è composta da 13 curve, ovvero sia 8 a destra e 5 a sinistra. Percorriamone un giro. Dopo esser transitati sulla linea di partenza/arrivo, si giunge alla prima staccata, a destra e in salita (Expo ’92), seguita da un breve allungo e da un lento tornante sempre a destra (Michelin). In accelerazione si affrontano due curve a sinistra (curve 3 e 4), per poi arrivare alla Sito Pons, lunghissimo curvone a destra, caratterizzato da uno scollinamento e da una seconda parte in discesa, che lancia sul lungo rettilineo successivo, dove si raggiunge la ‘speed trap‘.

Il layout del circuito di Jerez de la Frontera (foto da: sport.es)

Alla fine di questo rettilineo vi è la staccata più impegnativa, ovvero quella del tornantino Dry Sac, superato il quale si arriva in una sezione apprezzata dai piloti. Si affrontano infatti due lunghe pieghe a sinistra di media velocità (curva 7 e Aspar), inframmezzate da un paio di allunghi. A seguire, ecco due curve a destra a 90° molto simili (Angel Nieto e Peluqui). Un ulteriore (e breve) tratto rettilineo lancia in una nuova sezione di medio-alta velocità, caratterizzato dalle veloci curve Alex Criville e Ferrari (entrambe a destra) che lanciano nella parte conclusiva della pista. Si arriva infatti all’ultimo rampino (Curva Lorenzo), dopo il quale ci si ritrova sul rettilineo dei box.

MOTOGP SPAGNA 2019 – IL PRONOSTICO

Come sottolineato in apertura, si arriva a Jerez con una classifica estremamente corta, che vede il Dovi guidare con 54 punti, +3 su Rossi, +5 sulla sorpresa Rins e +9 su Marquez. Una situazione favorita dall’inopinata scivolata del #93 nel giardino di casa del COTA, senza il quale staremmo parlando già del primo tentativo di fuga del Campione in carica. Così non è stato, però, e ci accingiamo ad una prima prova europea che dirà non poco sulle velleità dei vari protagonisti. Partiamo proprio dal Cabroncito, che farà di tutto per riscattarsi. Il pilota HRC vanta in Andalusia una striscia aperta di podi cominciata addirittura nel 2012 in Moto2 (2°), che l’ha visto vincitore in due occasioni, ovvero nel 2014 e lo scorso anno, quando approfittò dello strike di Lorenzo su Dovizioso e Pedrosa. Se aggiungiamo anche il 3° posto del 2009 in classe 125, otteniamo che Marquez, a Jerez, nelle 8 volte che ha visto la bandiera scacchi (su 11 partecipazioni) è sempre giunto sul podio. Abbastanza per indicarlo come favorito.

Alex Rins (Suzuki) e Valentino Rossi (Yamaha), negli ultimi giri del Gran Premio delle Americhe 2019 (foto da: motogp.com)

Da parte sua, chiaramente, Andrea Dovizioso proverà a mantenere la leadership e, se possibile, ad attaccare. Ma il suo rapporto con la pista andalusa è quantomai conflittuale, poiché gli unici due podi ottenuti qui (due 3° posti) risalgono addirittura a quando il forlivese correva ancora in classe 250 (2006 e 2007). C’è da dire, però, che nel 2018 il Dovi stava facendo una gran gara, in corsa almeno per il podio; fino a quando il suo ex compagno di box non commise quell’errore di cui sopra. Jerez molto importante anche in casa Yamaha, se non altro perché su questa pista, negli ultimi due anni, la M1 ha sempre sofferto tanto. Dovesse la moto di Iwata andar bene (o almeno decentemente) anche qui, allora davvero avrebbero intrapreso la strada giusta. Rossi, dal canto suo, spera di poter essere della partita quantomeno per il podio, continuando in un avvio di stagione per lui forse sopra le attese (a Jerez, comunque, ha ottenuto un totale di 15 podi, con ben 9 vittorie (l’ultima nel 2016)). Maverick Vinales, invece, deve dare delle risposte ed una scossa alla sua stagione, che lo vede finora con la miseria di 14 punti in classifica e sempre perdente, in gara, nel confronto interno con il #46.

Alex Rins, Valentino Rossi e Jack Miller, sul podio di Austin (foto da: motogp.com)

Visto quello che è successo ad Austin, è meglio porgere l’attenzione dovuta alla Suzuki, vogliosa di essere sempre più conferma e sempre meno sorpresa del campionato. Alex Rins proverà a far saltare nuovamente il banco, gasato dalla vittoria nella gara precedente e dal correre in casa, su un circuito dove ha ottenuto due 3° posti (nel 2014 in Moto3 e nel 2016 in Moto2). Continuando con quelli che possono essere considerati outsider, Danilo Petrucci è anch’egli chiamato a svoltare, in sella ad una Ducati ufficiale con la quale finora ha ottenuto tre 6° posti, senza mai convincere appieno. Sempre in Ducati, ma sponda Pramac, ecco Jack Miller, proveniente da un ottimo periodo (4° in Argentina e 3° in Texas). Occhio anche al sempre caparbio Cal Crutchlow, il quale però ha rovinato il bel 3° posto di Losail prima con una falsa partenza a Termas poi scivolando ad Austin.

Marc Marquez a terra, dopo aver tentato inutilmente di rialzare la sua Honda, dopo la caduta nel Gran Premio delle Americhe 2019 (foto da: youtube.com)

Punteranno ad un buon risultato anche i due del team Petronas Yamaha SRT, Franco Morbidelli (5° tre settimane fa) e Fabio Quartararo, Takaaki Nakagami e Francesco Bagnaia, oltre a KTM ed Aprilia. Capitolo Jorge Lorenzo: il maiorchino, tra infortuni e scarso feeling con la RC213V, ha iniziato come peggio non avrebbe potuto il suo primo mondiale in Honda, racimolando appena 7 punti in 3 gare. Su una pista che lo ha visto chiudere sul podio 10 volte, vincente in 5 occasioni (l’ultima nel 2015), il maiorchino spera di poter ritrovare un pò della vervé dei tempi migliori.

SPAGNA 2019: PRONOSTICO MOTO2 E MOTO3

Si preannuncia spettacolo, come di consueto, nelle altre due classi. In Moto2, la gara di Austin ha accorciato tanto la classifica, grazie alla caduta del leader Lorenzo Baldassarri (50), adesso con rispettivamente +3 e +5 di vantaggio sul duo Dynavolt, Marcel Schrotter e Thomas Luthi, 2° e 1° al COTA. I tre proveranno ad imporre la loro legge, ma ci sono anche altri pretendenti. A partire dai piloti 4° e 5° in classifica, ovvero l’australiano Remy Gardner (38) e lo spagnolo Alex Marquez (36). Da tener d’occhio anche i nostri Luca Marini, Enea Bastianini e Fabio Di Giannantonio, oltre ad altri piloti di casa come Jorge Navarro, 3° in Texas, Iker Lekuona e Xavi Vierge, quest’ultimo finora molto deludente (solo 6 punti conquistati). Ci sarà anche Mattia Pasini: il 33enne riminese, dopo aver ben impressionato ad Austin, 4° in sostituzione di Augusto Fernandez nel team di Sito Pons, prenderà il posto di Jake Dixon nel team di Angel Nieto.

La felicità di Thomas Luthi, vincitore al COTA nella gara della Moto2 (foto da: motogp.com)

Passiamo alla Moto3. Sulla pista di Jerez, i riflettori saranno tutti per i due piloti di casa che, vincenti nelle ultime due gare, occupano insieme la vetta della classifica con 45 punti. Parliamo di Jaume Masià ed Aron Canet, trionfatori rispettivamente a Termas de Rio Hondo e ad Austin. A caccia dei due iberici andranno in primis i ‘nostri’, da Lorenzo Dalla Porta e Niccolò Antonelli, terzi in classifica con 32 punti, ad Andrea Migno, sul podio al COTA; senza dimenticare Celestino Vietti e Dennis Foggia, oltre a Romano Fenati, voglioso di rivincita dopo un avvio di stagione non all’altezza, sulla pista che lo vide trionfare per la prima volta nel Motomondiale (2012). Tra gli altri che potrebbero inserirsi nella lotta per la top-3, menzioniamo i nipponici Kaito Toba ed Ayumu Sasaki, l’irruento sudafricano Darryn Binder, l’argentino Gabriel Rodrigo e altri spagnoli come Marcos Ramirez e Raul Fernandez.

Il podio della classe Moto3 in quel di Austin, con Aron Canet vincitore, Jaume Masià 2° ed Andrea Migno 3° (foto da: motogp.com)

MOTOMONDIALE SPAGNA 2019 – METEO ED ORARI TV

Dal punto di vista metereologico, si preannuncia un buon weekend a Jerez de la Frontera. Cielo parzialmente nuvoloso e temperature tra i 21 ed i 26 C° nella giornata di venerdì; sabato le previsioni sono molto simili, con cielo poco o parzialmente nuvoloso e temperature fino a 25 C°. Infine, domenica per la gara ci si aspetta cielo sereno e temperature massime fino a 27 C°.

MOTOMONDIALE SPAGNA 2019 SKY (DIRETTA)

Venerdì 03 Maggio

PL1 Moto3 09:00 – 09:40
PL1 MotoGP 09:55 – 10:40
PL1 Moto2 10:55 – 11:40
PL2 Moto3 13:15 – 13:55
PL2 MotoGP 14:05 – 14:50
PL2 Moto2 15:05 – 15:50

Sabato 04 Maggio

PL3 Moto3 09:00 – 09:40
PL3 MotoGP 09:55 – 10:40
PL3 Moto2  10:55 – 11:35
Qualifiche Moto3 12:35 – 13:15
PL4 MotoGP 13:30 – 14:00
Q1 MotoGP  14:10 – 14:25
Q2 MotoGP  14:35 – 14:50
Qualifiche Moto2 15:05 – 15:45

Domenica 05 Maggio

Warm Up Moto3 08:40-09:00
Warm Up Moto2 09:10-09:30
Warm Up MotoGP 09:40-10:00
Gara Moto3 11:00
Gara Moto2 12:20
Gara MotoGP 14:00

MOTOMONDIALE SPAGNA 2019 TV8 (DIFFERITA)

Sabato 04 Maggio

Studio MotoGP 14:00
Sintesi Qualifiche MotoGP, Moto2 e Moto3 15:30
Studio MotoGP 16:45

Domenica 05 Maggio

Studio MotoGP 13:00
Gara Moto3 14:00
Gara Moto2 15:30
Gara MotoGP 17:00
Studio MotoGP 18:00

MOTOMONDIALE SPAGNA – ALBO D’ORO (SOLO MOTOGP)

Il Gran Premio di Spagna è un classico del Motociclismo, contando 68 edizioni in totale, delle quali 63 valevoli per il Motomondiale. Appuntamento fisso del calendario iridato dal 1961, in 12 occasioni l’evento non ha ospitato la classe regina (dal 1961 al 1967, dal 1974 al 1977 e nel 1981). Nella sua storia, sono stati tre i circuiti ad ospitare questo gran premio, vale a dire il Montjuic (22 volte), Jarama (15 volte) e Jerez de la Frontera (31 volte). Il pilota più vincente è l’indimenticato Angel Nieto, con 10 successi (7 in classe 125 (1970-71, 1979, 1981-84) e 3 in classe 50 (1972, 1975-76)), davanti ai nostrani Valentino Rossi (9 vittorie, 6 in MotoGP (2002-03, 2005, 2007, 2009, 2016), una a testa nelle classi 500 (2001), 250 (1999) e 125 (1997)) ed Eugenio Lazzarini (6 vittorie, delle quali 5 in classe 50 (1977-80, 1983) ed una in classe 125 (1978)). Tra i piloti in attività, oltre al Dottore, spiccano i 5 trionfi di Jorge Lorenzo (3 in MotoGP (2010-11, 2015) e 2 in classe 250 (2006-07)) e i 4 di Dani Pedrosa (3 in MotoGP (2008, 2013, 2017) ed uno in 250 (2005)).

Il clamoroso contatto che ha fatto fuori le Ducati di Lorenzo e Dovizioso, oltre alla Honda di Pedrosa, nell’edizione 2018 del GP di Spagna (foto da: twitter.com/MotoGP)

(1951) – Montjuic – Umberto Masetti (ITA, Gilera)

(1952) – ” ” – Leslie Graham (GBR, MV Agusta)

(1953) – ” ” – Fergus Anderson (GBR, Moto Guzzi)

(1954) – ” ” – Dickie Dale (GBR, MV Agusta)

(1955) – ” ” – Reg Armstrong (IRL, Gilera)

(1968) – ” ” – Giacomo Agostini (ITA, MV Agusta)

(1969) – Jarama – Giacomo Agostini (ITA, MV Agusta)

(1970) – Montjuic – Angelo Bergamonti (ITA, MV Agusta)

(1971) – Jarama – Dave Simmonds (GBR, Kawasaki)

(1972) – Montjuic – Chas Mortimer (GBR, Yamaha)

(1973) – Jarama – Phil Read (GBR, MV Agusta)

(1978) – ” ” – Pat Hennen (USA, Suzuki)

(1979) – ” ” – Kenny Roberts (USA, Yamaha)

(1980) – ” ” – Kenny Roberts (USA, Yamaha)

(1982) –  ” ” – Kenny Roberts (USA, Yamaha)

(1983) – ” ” – Freddy Spencer (USA, Honda)

(1984) – ” ” – Eddie Lawson (USA, Yamaha)

(1985) – ” ” – Freddie Spencer (USA, Honda)

(1986) – ” ” – Wayne Gardner (AUS, Honda)

(1987) – Jerez – Wayne Gardner (AUS, Honda)

(1988) – Jarama – Kevin Magee (AUS, Yamaha)

(1989) – Jerez – Eddie Lawson (USA, Honda)

(1990) – ” ” – Wayne Gardner (AUS, Honda)

(1991) – ” ” – Michael Doohan (AUS, Honda)

(1992) – ” ” – Michael Doohan (AUS, Honda)

(1993) – ” ” – Kevin Schwantz (USA, Yamaha)

(1994) – ” ” – Michael Doohan (AUS, Honda)

(1995) – ” ” – Alberto Puig (SPA, Honda)

(1996) – ” ” – Michael Doohan (AUS, Honda)

(1997) – ” ” – Alex Criville (SPA, Honda)

(1998) – ” ” – Alex Criville (SPA, Honda)

(1999) – ” ” – Alex Criville (SPA, Honda)

(2000) – ” ” – Kenny Roberts Jr. (USA, Suzuki)

(2001) – ” ” – Valentino Rossi (ITA, Honda)

(2002) – ” ” – Valentino Rossi (ITA, Honda)

(2003) – ” ” – Valentino Rossi (ITA, Honda)

(2004) – ” ” – Sete Gibernau (SPA, Honda)

(2005) – ” ” – Valentino Rossi (ITA, Yamaha)

(2006) – ” ” – Loris Capirossi (ITA, Ducati)

(2007) – ” ” – Valentino Rossi (ITA, Yamaha)

(2008) – ” ” – Dani Pedrosa (SPA, Honda)

(2009) – ” ” – Valentino Rossi (ITA, Yamaha)

(2010) – ” ” – Jorge Lorenzo (SPA, Yamaha)

(2011) – ” ” – Jorge Lorenzo (SPA, Yamaha)

(2012) – ” ” – Casey Stoner (AUS, Honda)

(2013) – ” ” – Dani Pedrosa (SPA, Honda)

(2014) – ” ” – Marc Marquez (SPA, Honda)

(2015) – ” ” – Jorge Lorenzo (SPA, Yamaha)

(2016) – ” ” – Valentino Rossi (ITA, Yamaha)

(2017) – ” ” – Dani Pedrosa (SPA, Honda)

(2018) – ” ” – Marc Marquez (SPA, Honda)

Gianluca Zippo

Informazioni sull'autore
Laureato in Giurisprudenza alla Federico II di Napoli. Malato di Formula 1 e calcio, seguo anche la MotoGP e la NBA.
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