Motomondiale GP Giappone2019 – Anteprima ed Orari Diretta TV

Inizia il vero rush finale nella stagione 2019 del Motomondiale. Questo weekend comincia il classico ‘triple-header’, che comprende gli appuntamenti in Giappone, in Australia e in Malesia. Per la 16.esima prova stagionale, il Circus a due ruote sarà di scena a Motegi, per la 39.esima edizione del Gran Premio del Paese del Sol Levante. Marc Marquez ha già messo in cassaforte l’ottavo titolo mondiale, ma vorrà certamente portare a casa l’ennesima vittoria, dato che si corre sul circuito di casa della Honda. La Yamaha, con Fabio Quartararo e Maverick Vinales in primis, si presenta come rivale più pericoloso, mentre proverà ad inserirsi Andrea Dovizioso. I riflettori saranno puntati sulle categorie propedeutiche, le quali devono ancora assegnare i rispettivi titoli: in Moto2, Alex Marquez vanta un rassicurante +40 su Augusto Fernandez; in Moto3, Lorenzo Dalla Porta deve amministrare il +22 su Aron Canet.

Vista dall’alto del Twin Ring di Motegi, che ospiterà il Gran Premio del Giappone del Motomondiale almeno fino al 2023 (foto da: motorcycleroadracingforums.com)

MOTOGP GIAPPONE 2019 – IL CIRCUITO DI MOTEGI

Posto in una zona montuosa a circa 160 km a nord di Tokyo, il Twin Ring Motegi deve il suo nome dal fatto che, all’interno del complesso, vi sono due tipi distinti di tracciato, vale a dire uno stradale e un ovale (da 2.493 m). Costruito nel 1997 come pista per i test privati della Honda, Motegi ospita il Motomondiale sin dal 1999, 15 volte come sede del Gran Premio del Giappone e 4 come sede del Gran Premio del Pacifico. Il circuito stradale ha una lunghezza di 4.801 m e 14 curve, delle quali 8 a destra e 6 a sinistra. Pur essendo situato in una zona abbastanza impervia, a causa della legislazione nipponica Motegi non presenta variazioni altimetriche di rilievo. Ma andiamo a percorrere un giro del circuito giapponese.

Andrea Dovizioso e Marc Marquez, durante l’edizione 2018 del Gran Premio del Giappone (foto da: motogp.com)

Al termine del rettilineo di partenza, la prima staccata vede i piloti affrontare un lungo ed ampio tornante a destra (curva 1), nel quale la traiettoria prima allarga dopo l’ingresso, poi stringe in uscita verso il cordolo. Il successivo allungo porta alle curve 2-3, entrambe a sinistra, con la prima praticamente a 90° e la successiva con raggio un pò più ampio. Essendo un circuito stop&go, a Motegi la trazione è importante, come ad esempio in uscita da curva 4, a destra e a gomito. Passati una prima volta sotto l’ovale, ecco le curve 5-6, due pieghe di media velocità a destra da raccordare in unica traiettoria, per poi giungere ad un tratto molto sinuoso, con l’ampia esse sinistra-destra 7-8.

Il layout del circuito di Motegi (foto da: wikipedia.com)

Un breve rettilineo porta ad una nuova curva lenta a sinistra, la 9, uscendo dalla quale un breve dritto porta al punto più lento della pista, ovvero il tornantino (curva 10), a destra. A seguire, dunque, ci si lancia sul rettilineo più lungo della pista (circa 800 metri), con la seconda parte in discesa. Ciò rende complicata la staccata di curva 11, una piega a destra a 90° e spesso teatro di cadute. Arriviamo nella parte finale del circuito. Un altro allungo, passando per la seconda ed ultima volta sotto l’ovale, porta prima alla veloce curva 12, a sinistra, seguita dalla chicane 13-14, sinistra-destra, che lancia nuovamente i piloti sul traguardo.

MOTOGP GIAPPONE 2019 – IL PRONOSTICO

Pur avendo appena festeggiato, con ben quattro gare d’anticipo, l’ottavo titolo iridato in carriera, anche a Motegi Marc Marquez rivestirà il ruolo di grande favorito. Per due motivi in particolare: il primo risiede nel fatto che questo è il GP di casa della Honda, oltretutto su un circuito di sua proprietà; il secondo sulla fame insaziabile di vittorie del catalano, il quale potrà andare all’assalto ancor più libero grazie al titolo già acquisito. Nelle ultime gare, d’altronde, Marquez ha mostrato davvero di poter gestire le gare come gli pare, di giocare con gli avversari come il gatto con il topo in ogni situazione, grazie ad una superiorità imbarazzante. Come se non bastasse, un’eventuale vittoria lo farebbe balzare al primo posto nell’albo d’oro dei vincitori del Gran Premio del Giappone, evento dove vanta quattro vittorie, otto podi, due pole (l’ultima nel 2011 e mai in MotoGP) e due giri record.

La gioia di Marc Marquez, che a Buriram, in Thailandia, vince gara e titolo mondiale, l’8° in carriera (foto da: motogp.com)

Passiamo agli avversari, che ovviamente sperano di finirgli davanti. A partire da Fabio Quartararo, il pilota più in forma del momento non fosse per il #93, che prima a Misano poi a Buriram ha beffato all’ultimo giro il francese, privandolo della gioia del primo successo nella classe regina. Il pilota del team Petronas (un 8° posto in gara (2016 in Moto3) e un 2° in Qualifica (2018 in Moto2) come migliori risultati) è al momento 7° in classifica (143), ma ha nel mirino il 3° posto, al momento occupato da Alex Rins e distante 24 punti (167). Punta alla vittoria anche Maverick Vinales, reduce da tre podi nelle ultime quattro gare; il nativo di Figueres, 4° a -4 da Rins nella generale, a Motegi ha ottenuto quattro podi, due prime file al sabato e un giro veloce.

Andre Dovizioso in sella alla sua Desmosedici Ducati durante il GP di Buriram. In Giappone, il Dovi giunge da 2° in classifica generale (foto da: twitter.com)

Per quanto riguarda la Ducati, quello nipponico dovrebbe essere un circuito favorevole alla GP19, ed Andrea Dovizioso andrà a caccia almeno del podio, anche per blindare il 2° posto nella classifica (215 punti, +48 su Rins); qui il forlivese vanta due vittorie (2004 in classe 125 e 2017 in classe MotoGP), cinque podi, quattro pole e tre giri veloci. Podio nel mirino anche per il già nominato Alex Rins, 3° qui lo scorso anno (unico podio) e con una pole (2013 in classe Moto3). Assolutamente bisognosi di un risultato importante sia Valentino Rossi che Danilo Petrucci. Il #46 ha in Giappone quattro successi (tre a Suzuka), dieci podi, quattro pole (due a Suzuka) ed altrettanti giri record (due a Suzuka); il ternano, che manca dalla top-5 dal Sachsenring, da queste parti ha ottenuto come personal best un 3° posto in gara ed un 2° in qualifica, entrambi nel 2017. Tra gli altri, obiettivo top-5 per i vari Franco Morbidelli, Jack Miller e Cal Crutchlow.

GIAPPONE 2019 – PRONOSTICO MOTO2 E MOTO3

In Moto2, Alex Marquez comincia il count-down verso quello che sarebbe il suo secondo titolo iridato, dopo quello del 2014 in Moto3. Vero, in Thailandia il minore dei fratelli Marquez ha interrotto la serie di gare al traguardo sempre sul podio (non contando ovviamente i ritiri di Assen e Silverstone), ma giunge su un circuito dove ha già vinto tre volte; un viatico molto positivo per un weekend dove cercherà di gestire al meglio il margine di 40 punti (224 a 184) che lo separa dal primo inseguitore, il connazionale Augusto Fernandez. Lo spagnolo del team di Sito Pons non è l’unico a coltivare ancora speranze di rimonta iridata: pensiamo al sudafricano Brad Binder (180 punti, due vittorie, tre 2° posti ed un 3° nelle ultime otto gare), allo svizzero Thomas Luthi (178, ma senza podio da Barcellona) e al terzo spagnolo, Jorge Navarro (175, solo 17° in Thailandia). I nostri proveranno a dire la loro, in primis Luca Marini (6° con 151 punti), reduce dal successo di Buriram.

Alla vigilia del weekend di Motegi, in Moto2 Alex Marquez vanta 40 punti di margine su Augusto Fernandez (foto da: motogp.com)

Più accesa la lotta in Moto3. Il GP di Buriram ha lasciato in eredità il nuovo tentativo di fuga di Lorenzo Dalla Porta che, pur battuto da Albert Arenas, con il 2° posto si è portato a quota 204, 22 in più del suo rivale più pericoloso, Aron Canet (182), steso due settimane fa dall’improvvido Darryn Binder. Più indietro, a -43 (161), ecco Tony Arbolino, reduce da due 10° posti consecutivi e a caccia del bersaglio grosso per restare in corsa. Al solito, sono in tanti a poter ambire ad un posto sul podio: restando ai nostri, citiamo i due alfieri dello SKY Racing Team VR46, Celestino Vietti e Dennis Foggia, senza dimenticare il ritorno in pista dei convalescenti Niccolò Antonelli e Romano Fenati; attenzione alla truppa giapponese, composta dai vari Tatsuki Suzuki, Ai Ogura, Kaito Toba ed Ayumu Sasaki, che davanti al proprio pubblico cercheranno il colpaccio; e ancora gli spagnoli Arenas, Jaume Masià e Marcos Ramirez, oltre allo scozzese John McPhee.

A quattro gare dalla fine, Lorenzo Dalla Porta (in foto sul podio di Buriram) deve gestire 22 punti di margine su Aron Canet e 43 su Tony Arbolino (foto da: motogp.com)

MOTOGP GIAPPONE 2019 – METEO ED ORARI TV

Ecco il meteo previsto nel weekend. Variabile nella giornata di venerdì, con nubi sparse al mattino e possibili leggere precipitazioni nel pomeriggio, con cielo comunque coperto; temperature basse, comprese tra i 13 C° del mattino e i 17 C° del pomeriggio. Sabato dovrebbe essere la giornata peggiore, con possibili temporali al mattino e meteo in miglioramento con il passare delle ore, seppur delle precipitazioni non sono escluse per le Qualifiche; temperature tra i 16 ed i 22 C°. Molto meglio domenica, con cielo sereno o poco nuvoloso e temperature massime sui 22 C°. Per quanto riguarda la copertura televisiva, il weekend andrà in diretta esclusiva sul satellitare e in differita su TV8.

MOTOMONDIALE GIAPPONE 2019 SKY (DIRETTA ESCLUSIVA)

Venerdì 18 Ottobre

PL1 Moto3 02:00-02:40
PL1 MotoGP 02:55-03:35
PL1 Moto2 03:50-04:35
PL2 Moto3 06:15-06:55
PL2 MotoGP 07:10-07:50
PL2 Moto2 08:05-08:50

Sabato 19 Ottobre

PL3 Moto3 02:00-02:40
PL3 MotoGP 02:55-03:35
PL3 Moto2  03:50-04:35
Qualifiche Moto3 05:35-06:15
Qualifiche Moto2 06:30-07:10
PL4 MotoGP 07:25-07:55
Q1 MotoGP  08:05-08:20
Q2 MotoGP  08:30-08:45

Domenica 20 Ottobre

Warm Up Moto3 01:40-02:00
Warm Up Moto2 02:10-02:30
Warm Up MotoGP 02:40-03:00
Gara Moto3 05:00
Gara Moto2 06:20
Gara MotoGP 08:00

MOTOMONDIALE GIAPPONE 2019 TV8 (DIFFERITA)

Sabato 19 Ottobre

Studio MotoGP 13:15
Sintesi Qualifiche Moto3, MotoGP e Moto2 14:00
Studio MotoGP 15:15

Domenica 20 Ottobre

Studio MotoGP 10:00
Gara Moto3 11:00
Studio MotoGP 12:00
Gara Moto2 12:15 
Studio MotoGP 13:15
Gara MotoGP 14:00
Studio MotoGP 15:00

MOTOGP GIAPPONE – ALBO D’ORO (SOLO 500/MOTOGP)

Il Gran Premio del Giappone debutta nel Motomondiale nel 1962, anche se come appuntamento non valido per il calendario iridato, nella prima versione del circuito di Suzuka. L’esordio vero e proprio arriva l’anno dopo e, fino al 1965, l’evento si disputa sempre sul circuito voluto dal mitico Soichiro Honda. Nel biennio 1966-67 ci si sposta al Fuji. La particolarità di queste prime edizioni, però, è che la 500 non vi gareggia mai, essendo presenti solo le classi 50, 125, 250 e 350. Nel ventennio successivo il Giappone scompare dai radar del Motomondiale, nonostante la presenza sempre più ingombrante delle grandi case del Paese del Sol Levante. Nel 1987, finalmente, il Circus delle due ruote torna a queste latitudini, di nuovo a Suzuka che, fino al 2003 e con la sola eccezione del 1999 (a Motegi), torna ad essere sede del Gran Premio.

Valentino Rossi ha vinto quattro volte il Gran Premio del Giappone. A Motegi, però, soltanto nel 2008, nella gara che lo consacrò campione per l’ottava volta (foto da: twitter.com)

La pietra tombale sulla presenza di Suzuka nel calendario arriva con la tragica morte di Daijiro Katoh, nell’edizione 2003, che spinge a lasciare il bellissimo quanto pericoloso circuito (soprattutto per le moto), trasferendosi definitivamente a Motegi. In totale, il Twin Ring ha ospitato 15 edizioni, Suzuka 19 e il Fuji 2. In cima alla classifica dei piloti più vincenti, tutti con quattro successi, troviamo Kevin Schwantz (1988-89, 1991, 1994, tutti in classe 500 e a Suzuka), Valentino Rossi (2001 in classe 500, 2002-03 e 2008 in classe MotoGP, le prime tre a Suzuka, l’ultima a Motegi), Dani Pedrosa (2004 in classe 250, 2011-12 e 2015 in classe MotoGP, tutte a Motegi), Marc Marquez (2010 in classe 125, 2012 in classe Moto2, 2016 e 2018 in classe MotoGP) e il compianto Daijiro Kato (1997-98 e 2000-01 in classe 250, tutte a Suzuka).

(1987) – Suzuka – Randy Mamola (USA, Yamaha)

(1988) – ” ” – Kevin Schwantz (USA, Suzuki)

(1989) – ” ” – Kevin Schwantz (USA, Suzuki)

(1990) – ” ” – Wayne Rainey (USA, Yamaha)

(1991) – ” ” – Kevin Schwantz (USA, Suzuki)

(1992) – ” ” – Mick Doohan (AUS, Honda)

(1993) – ” ” – Wayne Rainey (USA, Yamaha)

(1994) – ” ” – Kevin Schwantz (USA, Suzuki)

(1995) – ” ” – Daryl Beattie (AUS, Suzuki)

(1996) – ” ” – Norifumi Abe (JPN, Yamaha)

(1997) – ” ” – Mick Doohan (AUS, Honda)

(1998) – ” ” – Max Biaggi (ITA, Honda)

(1999) – Motegi – Kenny Roberts Jr. (USA, Suzuki)

(2000) – Suzuka – Norifumi Abe (JPN, Yamaha)

(2001) – ” ” – Valentino Rossi (ITA, Honda)

(2002) – ” ” – Valentino Rossi (ITA, Honda)

(2003) – ” ” – Valentino Rossi (ITA, Honda)

(2004) – Motegi – Makoto Tamada (JPN, Honda)

(2005) – ” ” – Loris Capirossi (ITA, Ducati)

(2006) – ” ” – Loris Capirossi (ITA, Ducati)

(2007) – ” ” – Loris Capirossi (ITA, Ducati)

(2008) – ” ” – Valentino Rossi (ITA, Yamaha)

(2009) – ” ” – Jorge Lorenzo (SPA, Yamaha)

(2010) – ” ” – Casey Stoner (AUS, Ducati)

(2011) – ” ” – Dani Pedrosa (SPA, Honda)

(2012) – ” ” – Dani Pedrosa (SPA, Honda)

(2013) – ” ” – Jorge Lorenzo (SPA, Yamaha)

(2014) – ” ” – Jorge Lorenzo (SPA, Yamaha)

(2015) – ” ” – Dani Pedrosa (SPA, Honda)

(2016) – ” ” – Marc Marquez (SPA, Honda)

(2017) – ” ” – Andrea Dovizioso (ITA, Ducati)

(2018) – ” ” – Marc Marquez (SPA, Honda)

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Gianluca Zippo

Informazioni sull'autore
Laureato in Giurisprudenza alla Federico II di Napoli. Malato di Formula 1 e calcio, seguo anche la MotoGP e la NBA.
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